Cronaca Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/cronaca La città di Campobasso in diretta Fri, 05 Jun 2026 16:18:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png Cronaca Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/cronaca 32 32 Sanità Molisana, venti Comuni ricorrono al TAR Molise contro il riordino della Continuità Assistenziale https://www.cblive.it/cronaca/sanita-molisana-venti-comuni-ricorrono-al-tar-molise-contro-il-riordino-della-continuita-assistenziale.html https://www.cblive.it/cronaca/sanita-molisana-venti-comuni-ricorrono-al-tar-molise-contro-il-riordino-della-continuita-assistenziale.html#respond Fri, 05 Jun 2026 16:18:08 +0000 https://www.cblive.it/?p=140340 Venti comuni molisani hanno deciso di intraprendere un’azione legale congiunta davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise contro la riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale (ex Guardia Medica) prevista dal Decreto del Commissario ad Acta n. 45 del 13 marzo 2026. L’obiettivo dei ricorrenti è ottenere l’annullamento del provvedimento e la sua sospensione cautelare …

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Venti comuni molisani hanno deciso di intraprendere un’azione legale congiunta davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise contro la riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale (ex Guardia Medica) prevista dal Decreto del Commissario ad Acta n. 45 del 13 marzo 2026. L’obiettivo dei ricorrenti è ottenere l’annullamento del provvedimento e la sua sospensione cautelare urgente, ritenendo che la nuova organizzazione possa compromettere l’accesso alle cure e determinare conseguenze significative per le comunità locali, in particolare nelle aree interne della regione.

I ricorsi sono stati affidati agli avvocati Salvatore Di Pardo e Katia Palladino e vengono presentati come un’iniziativa volta a difendere il diritto alla salute e a preservare i presidi sanitari territoriali, considerati fondamentali per garantire assistenza e sicurezza sanitaria ai cittadini. Secondo i sindaci coinvolti, le scelte contenute nel decreto seguirebbero logiche prevalentemente amministrative ed economiche, senza tenere adeguatamente conto delle specificità del territorio molisano e delle esigenze delle popolazioni residenti.

A promuovere il ricorso sono i Comuni di Baranello, Bonefro, Cantalupo del Sannio, Carovilli, Casacalenda, Cercemaggiore, Cerro al Volturno, Civitanova del Sannio, Gambatesa, Guglionesi, Lucito, Macchia d’Isernia, Montagano, Palata, Rocchetta a Volturno, San Martino in Pensilis, Sant’Angelo Limosano, Sessano del Molise, Torella del Sannio e Toro.

Al centro della contestazione c’è la riorganizzazione della rete della continuità assistenziale prevista dal DCA 45/2026. I ricorrenti evidenziano come il nuovo modello comporti il passaggio dalle attuali 44 sedi distribuite sul territorio a soli 16 presidi, dei quali 13 collocati nelle Case di Comunità e tre esterni con orario ridotto. Una centralizzazione che, secondo i Comuni, rischia di allontanare il servizio dai cittadini, soprattutto in una regione caratterizzata da una popolazione particolarmente anziana e da una conformazione geografica complessa, con 123 comuni su 136 situati in aree montane.

Nei ricorsi si sostiene inoltre che la riforma determini una sorta di “chiusura di fatto” delle sedi escluse dal nuovo assetto. Pur in assenza di un provvedimento formale di soppressione, i sindaci ritengono infatti che il nuovo sistema finisca per svuotare progressivamente i presidi non inclusi nella riorganizzazione, rendendone insostenibile il mantenimento.

Tra le principali censure mosse al decreto vi sono la presunta carenza di istruttoria e l’irragionevolezza delle scelte adottate. I Comuni sostengono che il piano non abbia valutato adeguatamente le peculiarità demografiche, orografiche e infrastrutturali del Molise e che risulti in contrasto con i principi costituzionali di tutela della salute, uguaglianza, ragionevolezza e buon andamento della pubblica amministrazione. Viene inoltre contestata la presunta violazione del DM 77/2022 e degli accordi collettivi e regionali che prevedono un’organizzazione dei servizi sanitari fondata sulla prossimità e sull’accessibilità delle cure.

Secondo i ricorrenti, la riorganizzazione potrebbe produrre effetti rilevanti sul sistema sanitario e sociale regionale. Tra le conseguenze temute vengono indicati l’aumento degli accessi impropri ai Pronto soccorso, il ricorso più frequente ai servizi di emergenza territoriale e la creazione di vuoti assistenziali nelle zone più periferiche. Una situazione che, sempre secondo i sindaci, rischierebbe di accelerare ulteriormente il fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri, privandoli di un presidio considerato essenziale per la permanenza delle famiglie e per l’attrattività dei territori interni.

L’udienza sulla richiesta di sospensione cautelare avanzata dagli avvocati Di Pardo e Palladino è stata fissata per il 10 giugno. Nel frattempo i sindaci stanno valutando anche la presentazione di un ulteriore ricorso contro il POS 2026-2028. L’auspicio espresso dagli amministratori è che il TAR possa intervenire tempestivamente sospendendo l’efficacia della riorganizzazione prima della sua entrata in vigore prevista per il 30 giugno 2026.

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Termoli: denunciati sei minorenni per incendio doloso e furto di un ciclomotore https://www.cblive.it/cronaca/termoli-denunciati-sei-minorenni-per-incendio-doloso-e-furto-di-un-ciclomotore.html https://www.cblive.it/cronaca/termoli-denunciati-sei-minorenni-per-incendio-doloso-e-furto-di-un-ciclomotore.html#respond Thu, 04 Jun 2026 09:08:27 +0000 https://www.cblive.it/?p=140303 Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato di Termoli per contrastare i fenomeni legati alla criminalità giovanile. Nelle scorse settimane gli agenti del Commissariato hanno denunciato complessivamente sei minorenni, coinvolti in due distinti episodi avvenuti in città. Il primo intervento risale al 15 maggio, quando una pattuglia è stata inviata …

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Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato di Termoli per contrastare i fenomeni legati alla criminalità giovanile. Nelle scorse settimane gli agenti del Commissariato hanno denunciato complessivamente sei minorenni, coinvolti in due distinti episodi avvenuti in città.

Il primo intervento risale al 15 maggio, quando una pattuglia è stata inviata presso il parco comunale di Termoli a seguito della segnalazione di alcuni giovani intenti ad appiccare un incendio. Giunti sul posto, gli operatori hanno accertato la presenza di un rogo sviluppatosi nei pressi del piccolo torrente che attraversa l’area verde. Le fiamme, particolarmente alte, e la densa coltre di fumo hanno rappresentato un serio pericolo per la sicurezza pubblica.

Dopo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a domare l’incendio, gli agenti hanno avviato le indagini per individuare i responsabili. Grazie agli elementi raccolti, il giorno successivo sono stati identificati tre ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni, ritenuti presunti autori dell’episodio. I giovani sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni con l’accusa di incendio doloso in concorso.

Un secondo episodio si è verificato nei giorni scorsi nei pressi di Piazza del Papa, dove è stata segnalata la presenza di tre giovani intenti ad asportare un ciclomotore. Le ricerche avviate dalla volante del Commissariato hanno consentito di individuare il mezzo poco dopo, con a bordo due ragazzi. Alla vista della pattuglia, i giovani hanno tentato di allontanarsi accelerando verso via Udine, ma sono stati rapidamente raggiunti e fermati dagli agenti.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire l’accaduto e di individuare anche un terzo complice. I tre minorenni, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, sono stati denunciati in concorso alla Procura dei Minorenni per il furto del motociclo.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione e controllo del territorio messo in campo dalla Polizia di Stato per contrastare i reati commessi da gruppi giovanili e garantire maggiore sicurezza alla comunità.

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Contrasto alla criminalità organizzata nel territorio della provincia di Campobasso. Emesse quattro interdittive antimafia https://www.cblive.it/cronaca/contrasto-alla-criminalita-organizzata-nel-territorio-della-provincia-di-campobasso-emesse-quattro-interdittive-antimafia.html https://www.cblive.it/cronaca/contrasto-alla-criminalita-organizzata-nel-territorio-della-provincia-di-campobasso-emesse-quattro-interdittive-antimafia.html#respond Wed, 03 Jun 2026 09:32:34 +0000 https://www.cblive.it/?p=140292 Prosegue l’intensa attività di prevenzione antimafia svolta costantemente dalla Prefettura di Campobasso, con il supporto delle Forze dell’Ordine e della Direzione Investigativa Antimafia, con l’obiettivo di impedire l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico del territorio. Il Prefetto Michela Lattarulo ha firmato quattro interdittive antimafia che riguardano diverse attività economiche situate nell’area del Basso Molise. …

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Prosegue l’intensa attività di prevenzione antimafia svolta costantemente dalla Prefettura di Campobasso, con il supporto delle Forze dell’Ordine e della Direzione Investigativa Antimafia, con l’obiettivo di impedire l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico del territorio.

Il Prefetto Michela Lattarulo ha firmato quattro interdittive antimafia che riguardano diverse attività economiche situate nell’area del Basso Molise.

I provvedimenti sono il risultato di un’accurata istruttoria condotta dal Gruppo Interforze Antimafia, dalla quale è emersa una dinamica di infiltrazione “silente” da parte di sodalizi criminali di matrice pugliese. Secondo quanto accertato, tali gruppi avrebbero reinvestito capitali di provenienza illecita in diverse attività commerciali, in particolare bar e ristorazione, sale giochi e nel settore del commercio, anche online, di autovetture nuove e usate.

L’azione di contrasto si inserisce nel più ampio sistema di prevenzione amministrativa finalizzato a tutelare la legalità nel mercato e a proteggere il tessuto economico sano della provincia.

Contestualmente all’emissione dei provvedimenti interdittivi, il Prefetto Lattarulo ha invitato i Sindaci della provincia ad aderire a un protocollo di legalità secondo le linee guida del Ministero dell’Interno. L’adesione consentirebbe di estendere in maniera più capillare l’obbligo di acquisizione della documentazione antimafia tramite la Banca Dati Nazionale Antimafia (B.D.N.A.).

L’obiettivo del protocollo è rafforzare ulteriormente il sistema dei controlli, rendendolo più efficace e tempestivo nella prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale, e impedire così che soggetti o realtà collegate alla criminalità organizzata possano accedere a concessioni, autorizzazioni o rapporti con la Pubblica Amministrazione.

L’iniziativa conferma la strategia di prevenzione e vigilanza costante adottata sul territorio, volta a garantire trasparenza, legalità e tutela della concorrenza economica nella provincia di Campobasso.

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Uccise il marito la Vigilia di Natale: in primo grado una condanna a 21 anni per Irma Forte https://www.cblive.it/cronaca/uccise-il-marito-la-vigilia-di-natale-in-primo-grado-una-condanna-a-21-anni-per-irma-forte.html https://www.cblive.it/cronaca/uccise-il-marito-la-vigilia-di-natale-in-primo-grado-una-condanna-a-21-anni-per-irma-forte.html#respond Fri, 29 May 2026 12:20:45 +0000 https://www.cblive.it/?p=140245 La Corte d’Assise del Tribunale di Campobasso ha stabilito una pena di 21 anni di reclusione nei confronti di Irma Forte, la 71enne che alla vigilia di Natale del 2022 tolse la vita al marito, Carlo Giancola, nella loro abitazione di Santa Maria del Molise. La decisione è arrivata dopo una breve camera di consiglio …

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La Corte d’Assise del Tribunale di Campobasso ha stabilito una pena di 21 anni di reclusione nei confronti di Irma Forte, la 71enne che alla vigilia di Natale del 2022 tolse la vita al marito, Carlo Giancola, nella loro abitazione di Santa Maria del Molise.

La decisione è arrivata dopo una breve camera di consiglio e la donna era presente in aula al momento della lettura del verdetto. I giudici le hanno riconosciuto le attenuanti generiche, ma non hanno accolto la tesi difensiva principale.

Il pubblico ministero Marco Gaeta aveva chiesto una condanna più severa, pari a 24 anni di carcere, sostenendo che il fatto configurasse un omicidio volontario e escludendo l’ipotesi di legittima difesa. Secondo l’accusa, inoltre, non sussisteva l’aggravante del legame coniugale e andava riconosciuto solo un parziale vizio di mente.

La difesa, affidata agli avvocati Demetrio Rivellino e Giuseppe De Rubertis, aveva invece sollecitato una lettura diversa della vicenda, puntando sulle attenuanti generiche e sul riconoscimento di una condizione psichica compromessa. I legali hanno anche sostenuto la possibile presenza di un eccesso colposo di legittima difesa, chiedendo una riduzione significativa della pena. Annunciato già il ricorso in Appello, ritenendo la sentenza non adeguata.

Durante il dibattimento sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui medici, familiari e persone vicine alla coppia. Dalle testimonianze è emerso un contesto familiare segnato, secondo quanto riferito, da anni di tensioni e presunti maltrattamenti. In base alla ricostruzione della difesa, la sera del delitto il marito avrebbe tentato di aggredire la donna, che lo avrebbe poi colpito con un oggetto di legno, provocandone la morte.

Nel procedimento è stato inoltre evidenziato il problema dell’abuso di alcol da parte della vittima, condizione confermata anche dagli esiti dell’autopsia, che hanno rilevato segni compatibili con un consumo prolungato di alcolici e un peggioramento generale delle condizioni di salute.

Ora la vicenda passa alla fase successiva, con la possibile revisione in secondo grado dopo l’annunciato appello della difesa.

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Castel del Giudice in lutto: la comunità piange Simone e Alessio Gentile, due giovani simbolo di impegno e umanità https://www.cblive.it/cronaca/castel-del-giudice-in-lutto-la-comunita-piange-simone-e-alessio-gentile-due-giovani-simbolo-di-impegno-e-umanita.html https://www.cblive.it/cronaca/castel-del-giudice-in-lutto-la-comunita-piange-simone-e-alessio-gentile-due-giovani-simbolo-di-impegno-e-umanita.html#respond Thu, 21 May 2026 10:35:33 +0000 https://www.cblive.it/?p=140105 A seguito della tragica e prematura scomparsa dei giovani Simone e Alessio Gentile, il vice Sindaco di Castel del Giudice, Claudio Cenci, con Ordinanza n. 4 del 21 maggio 2026, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani, venerdì 22 maggio 2026, in occasione delle esequie che si terranno presso la Chiesa di …

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A seguito della tragica e prematura scomparsa dei giovani Simone e Alessio Gentile, il vice Sindaco di Castel del Giudice, Claudio Cenci, con Ordinanza n. 4 del 21 maggio 2026, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani, venerdì 22 maggio 2026, in occasione delle esequie che si terranno presso la Chiesa di San Nicola alle ore 10.00.

Simone e Alessio, fratelli e nipoti del sindaco Lino Gentile, che hanno perso la vita nella tarda serata dello scorso sabato, quando l’auto sulla quale viaggiavano è uscita fuori strada ribaltandosi, si sono distinti nel corso della loro vita per il costante e generoso impegno sociale, civile e umano a favore del territorio e della comunità, rappresentando un esempio luminoso di partecipazione attiva, solidarietà e vicinanza al prossimo. La loro memoria resterà viva nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerli.

In ottemperanza all’Ordinanza, per l’intera giornata di lutto sono state disposte la sospensione delle manifestazioni pubbliche incompatibili con il carattere luttuoso della ricorrenza, la sospensione delle attività dei cantieri edili e stradali, pubblici e privati, nonché la chiusura temporanea delle attività commerciali, artigianali e dei pubblici esercizi in concomitanza con lo svolgimento delle esequie.

L’Amministrazione Comunale, interpretando il sentimento dell’intera comunità, si stringe con profonda commozione al dolore della famiglia in questo momento di grande sofferenza ed invita la cittadinanza, le associazioni, le organizzazioni sociali e produttive e tutte le istituzioni locali a esprimere, nelle forme ritenute più opportune e rispettose, la propria partecipazione al lutto cittadino e la vicinanza alla famiglia colpita da così grave perdita.

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Bojano, omicidio nella notte: 50enne ucciso. 35enne in carcere https://www.cblive.it/cronaca/bojano-omicidio-nella-notte-50enne-ucciso-35enne-in-carcere.html https://www.cblive.it/cronaca/bojano-omicidio-nella-notte-50enne-ucciso-35enne-in-carcere.html#respond Wed, 06 May 2026 09:46:14 +0000 https://www.cblive.it/?p=139874 Una notte di violenza ha sconvolto la comunità di Bojano, dove un uomo di 50 anni, Nicola De Gregorio, ha perso la vita in seguito a una brutale aggressione. Il fatto è avvenuto nella serata di martedì 5 maggio, tra le 21 e la mezzanotte, all’interno della cantina della vittima a Civita di Bojano. Secondo …

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Una notte di violenza ha sconvolto la comunità di Bojano, dove un uomo di 50 anni, Nicola De Gregorio, ha perso la vita in seguito a una brutale aggressione. Il fatto è avvenuto nella serata di martedì 5 maggio, tra le 21 e la mezzanotte, all’interno della cantina della vittima a Civita di Bojano.

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, De Gregorio avrebbe trascorso parte della serata insieme a un 35enne, anche lui originario di Bojano, Luigi Monaco. I due si trovavano nel locale di proprietà della vittima quando, per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe scoppiata una discussione rapidamente degenerata. L’uomo più giovane avrebbe colpito il cinquantenne prima con pugni e calci, per poi infierire utilizzando un oggetto contundente, provocandone la morte.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Bojano, che hanno avviato immediatamente le indagini, coordinate dalla Procura di Campobasso. Durante i rilievi, protrattisi fino alle prime ore del mattino di oggi, mercoledì 6 maggio, sono stati sequestrati diversi oggetti, tra cui alcune bottiglie, ritenuti potenzialmente utili a chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Monaco, il presunto aggressore, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro la persona, è stato fermato e trasferito nel carcere di Campobasso, dove si trova attualmente in attesa della convalida del fermo. Nelle prossime ore è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice.

Dagli elementi raccolti finora non emergerebbero vecchi contrasti tra i due uomini. Il 35enne, inoltre, non era sottoposto a misure cautelari al momento dei fatti, nonostante in passato fosse stato destinatario di provvedimenti restrittivi.

La salma della vittima è stata posta sotto sequestro presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove sarà effettuata l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria.

La notizia ha suscitato forte sgomento in città. Nicola De Gregorio viene ricordato da chi lo conosceva come una persona cordiale e disponibile. Lascia la moglie e un figlio di 20 anni.

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Giallo di Pietracatella, nuovo sopralluogo nell’abitazione https://www.cblive.it/cronaca/giallo-di-pietracatella-nuovo-sopralluogo-nellabitazione.html https://www.cblive.it/cronaca/giallo-di-pietracatella-nuovo-sopralluogo-nellabitazione.html#respond Mon, 04 May 2026 11:33:20 +0000 https://www.cblive.it/?p=139864 Proseguono le attività investigative per fare luce sul giallo di Pietracatella. Nella mattinata di lunedì 4 maggio, gli agenti della Polizia Scientifica sono tornati nell’abitazione della famiglia Di Vita per acquisire alcuni dispositivi elettronici ritenuti potenzialmente rilevanti per le indagini. Una volta all’interno della casa, attualmente sotto sequestro, gli inquirenti hanno proceduto al sequestro dei …

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Proseguono le attività investigative per fare luce sul giallo di Pietracatella. Nella mattinata di lunedì 4 maggio, gli agenti della Polizia Scientifica sono tornati nell’abitazione della famiglia Di Vita per acquisire alcuni dispositivi elettronici ritenuti potenzialmente rilevanti per le indagini.

Una volta all’interno della casa, attualmente sotto sequestro, gli inquirenti hanno proceduto al sequestro dei telefoni cellulari delle due vittime, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia decedute a dicembre a causa di un’intossicazione da ricina.

Acquisiti anche un computer, un tablet e una chiavetta USB, dispositivi in uso alle due donne. I dati contenuti saranno ora analizzati e incrociati con le informazioni emerse dalle oltre cento audizioni già effettuate dagli inquirenti su parenti, amici e conoscenti, ascoltati in questura come persone informate sui fatti.

Prima di accedere all’abitazione, il personale della Scientifica ha adottato tutte le misure di sicurezza previste, indossando tute protettive e mascherine per evitare qualsiasi rischio di contaminazione della scena.

Il sopralluogo odierno si inserisce in un’attività investigativa più ampia. Nei giorni scorsi, infatti, la Procura di Larino aveva già disposto l’acquisizione del telefono cellulare di Alice Di Vita, la figlia maggiore.

Dal dispositivo, lo scorso 28 aprile, presso la sede della Polizia giudiziaria di Campobasso, è stata estratta una copia forense contenente i dati relativi al periodo compreso tra il 1° dicembre 2025 e il 13 aprile 2026.

L’operazione rientra nel fascicolo aperto per omicidio colposo a carico di cinque medici, affiancato da un’indagine parallela per duplice omicidio volontario, al momento ancora senza indagati.

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Giallo di Pietracatella, oggi l’accertamento sul cellulare di Alice. Al vaglio degli inquirenti le flebo fatte in casa https://www.cblive.it/cronaca/giallo-di-pietracatella-oggi-laccertamento-sul-cellulare-di-alice-al-vaglio-degli-inquirenti-le-flebo-fatte-in-casa.html https://www.cblive.it/cronaca/giallo-di-pietracatella-oggi-laccertamento-sul-cellulare-di-alice-al-vaglio-degli-inquirenti-le-flebo-fatte-in-casa.html#respond Tue, 28 Apr 2026 11:48:35 +0000 https://www.cblive.it/?p=139787 Occhi della cronaca nazionale puntati su Campobasso per il giallo di Pietracatella, che sta interessando tutte le principali televisioni e i quotidiani nazionali. Una folla di giornalisti è radunata davanti agli uffici di via D’Amato della polizia giudiziaria, dove è stato eseguito l’accertamento tecnico irripetibile sull’iPhone di Alice, la figlia maggiore della famiglia Di Vita, …

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Occhi della cronaca nazionale puntati su Campobasso per il giallo di Pietracatella, che sta interessando tutte le principali televisioni e i quotidiani nazionali. Una folla di giornalisti è radunata davanti agli uffici di via D’Amato della polizia giudiziaria, dove è stato eseguito l’accertamento tecnico irripetibile sull’iPhone di Alice, la figlia maggiore della famiglia Di Vita, figlia e sorella delle vittime Antonella e Sara, decedute a dicembre a causa di un’intossicazione da ricina.

Dal dispositivo, già acquisito dagli investigatori nei giorni scorsi, è stata estratta copia forense con tutti i dati relativi al periodo compreso tra il 1° dicembre 2025 e il 13 aprile 2026. L’operazione rientra nel fascicolo aperto per omicidio colposo a carico di cinque medici, ma anche nell’indagine parallela per duplice omicidio volontario, al momento ancora senza indagati.

La procuratrice Elvira Antonelli ha richiesto un esame approfondito delle comunicazioni della ragazza, con particolare attenzione ai rapporti con familiari e conoscenti. L’obiettivo è ricostruire lle ultime ore precedenti ai decessi. Gli specialisti analizzeranno anche messaggi, e-mail, attività sui social, cronologia delle ricerche online e dati di geolocalizzazione.

Tra i materiali di interesse figurano inoltre alcune annotazioni personali in cui la giovane avrebbe registrato i pasti consumati in famiglia durante il periodo natalizio, probabilmente per paura di dimenticarli.

Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime fasi precedenti al decesso, concentrandosi sia sulle testimonianze dei familiari sia su una finestra temporale specifica legata alle condizioni cliniche delle vittime.

Nelle ultime ore ha parlato anche Maria, zia di Gianni Di Vita, uscita dopo un lungo interrogatorio nella sede della Questura di Campobasso. La donna ha definito l’accaduto come un evento accidentale.

Ha inoltre riferito che la figlia, Laura Di Vita, cugina di Gianni (che attualmente ospita sia Gianni che Alice nella propria abitazione, dato che la loro casa è ancora sotto sequestro ndr), sarebbe serena e che le ripetute convocazioni in Questura rientrano nella normale attività investigativa.

Intanto, un ulteriore elemento al vaglio degli inquirenti riguarda alcune somministrazioni mediche effettuate a domicilio il giorno di Santo Stefano, quando un sanitario vicino alla famiglia avrebbe praticato infusioni endovenose alle vittime, già in condizioni di disidratazione dopo un precedente accesso ospedaliero.

La difesa sottolinea come proprio questa fase clinica possa essere rilevante per ricostruire l’origine dell’intossicazione, ipotizzando dinamiche alternative rispetto alla pista alimentare inizialmente considerata.

Nel frattempo, si allungano i tempi per gli esiti definitivi dell’autopsia. Gli accertamenti sulla ricina, sostanza altamente instabile e complessa da analizzare, richiedono ulteriori verifiche tecniche, con la consegna dei risultati attesa non prima del prossimo mese.

Sul fronte investigativo si registra anche un passaggio importante a Pavia, dove la procuratrice di Larino si è recata presso il centro antiveleni che aveva rilevato la presenza della ricina nei campioni biologici delle vittime. L’incontro sarebbe servito per conferire nuovi incarichi a consulenti tecnici nell’ambito dell’inchiesta.

Le indagini restano dunque aperte su più livelli, tra perizie tossicologiche, ricostruzioni cliniche e analisi digitali, in un quadro ancora lontano da una conclusione.

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Gianni di Vita negativo alla ricina. Confermata l’intossicazione per le due vittime https://www.cblive.it/cronaca/gianni-di-vita-negativo-alla-ricina-confermata-lintossicazione-per-le-due-vittime.html https://www.cblive.it/cronaca/gianni-di-vita-negativo-alla-ricina-confermata-lintossicazione-per-le-due-vittime.html#respond Fri, 24 Apr 2026 10:18:10 +0000 https://www.cblive.it/?p=139745 Le analisi sul sangue di Gianni Di Vita, padre e marito di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi – le due donne morte nei giorni di Natale a Pietracatella per una grave intossicazione da ricina – hanno definitivamente escluso la presenza della sostanza tossica nel suo organismo. La conferma arriva dalla relazione del Centro …

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Le analisi sul sangue di Gianni Di Vita, padre e marito di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi – le due donne morte nei giorni di Natale a Pietracatella per una grave intossicazione da ricina – hanno definitivamente escluso la presenza della sostanza tossica nel suo organismo. La conferma arriva dalla relazione del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, documento chiave nell’inchiesta che continua a cercare risposte su una vicenda ancora avvolta da molti interrogativi.

Nel report, gli esperti del Centro antiveleni confermano invece la diagnosi di “grave intossicazione da ricina” per le due vittime.

La relazione, redatta dall’Istituto diretto dal professor Locatelli e giunta sulla scrivania della procuratrice di Larino, Elvira Antonelli – che sul caso ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato al momento senza indagati – è stata eseguita su campioni di sangue delle vittime prima e dopo il decesso, mentre il campione di Gianni Di Vita risale a un prelievo effettuato il 28 dicembre. Secondo gli esperti, la negatività nel sangue di Gianni, potrebbe però anche essere compatibile con una degradazione della sostanza dettata dal tempo trascorso tra il prelievo e l’esecuzione delle analisi.

Si tratta comunque di un documento particolarmente atteso per l’evoluzione della vicenda.

Nel frattempo, l’attenzione degli inquirenti si concentra sempre più sugli ultimi mesi e giorni di vita delle due vittime.

Sul cellulare della figlia Alice, acquisito dagli inquirenti nei giorni scorsi, è stato disposto un accertamento che sarà effettuato il 28 aprile e che riguarderà un arco temporale che va dal primo dicembre 2025 al 13 aprile scorso.

Si tratta di un accertamento irripetibile nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio colposo nei confronti di cinque medici, ma anche nell’indagine parallela per duplice omicidio premeditato, al momento senza indagati.

La procuratrice Elvira Antonelli ha chiesto in particolare di analizzare le comunicazioni tra Alice e i suoi familiari, per chiarire i rapporti interni e ricostruire le ore precedenti ai decessi. Verranno inoltre esaminate conversazioni con amici e parenti, email, attività social, cronologia delle ricerche online e dati relativi alla posizione del telefono.

Tra gli elementi di interesse ci sarebbero anche alcune note personali in cui la ragazza avrebbe annotato i pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre, probabilmente per timore di dimenticarli.

Le operazioni tecniche si svolgeranno martedì prossimo negli uffici della Polizia giudiziaria di Campobasso, dove verranno estratti i dati dal dispositivo. Alla procedura parteciperanno anche i legali degli indagati e delle parti offese.

Tra questi l’avvocato Vittorino Facciolla, difensore di Gianni Di Vita, che all’Ansa Molise si dice sereno rispetto agli sviluppi: sottolinea però come il sequestro abbia riguardato esclusivamente il telefono di Alice, nonostante sia parte offesa. Una scelta che, secondo il legale, potrebbe indicare una strategia investigativa progressiva.

Facciolla esclude qualsiasi coinvolgimento della giovane, definendo impensabile che una ragazza di 18 anni possa essere legata a una vicenda di tale complessità. Ribadisce inoltre come lo stesso Gianni Di Vita non abbia alcuna spiegazione su quanto accaduto, sottolineando l’importanza di individuare prima l’origine del veleno.

L’inchiesta resta quindi aperta su più fronti. Negli ultimi giorni sono stati ascoltati anche amici e compagni di scuola delle due vittime, segno di un’indagine che si sta allargando al contesto relazionale delle sorelle.

Nelle prossime ore sono attesi ulteriori elementi decisivi: oltre alla relazione completa del Centro antiveleni, arriveranno anche gli esiti ufficiali delle autopsie eseguite lo scorso 31 dicembre. Non si esclude, inoltre, un nuovo interrogatorio per Gianni Di Vita e un ulteriore sopralluogo nella casa di famiglia, ancora sotto sequestro a distanza di quattro mesi dalla tragedia.

Un caso complesso, che continua a sollevare domande e che, passo dopo passo, gli investigatori stanno cercando di ricostruire in ogni dettaglio.

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Matese, trovato morto anche il compagno della 38enne belga: recuperato il corpo del 40enne disperso https://www.cblive.it/cronaca/matese-trovato-morto-anche-il-compagno-della-38enne-belga-recuperato-il-corpo-del-40enne-disperso.html https://www.cblive.it/cronaca/matese-trovato-morto-anche-il-compagno-della-38enne-belga-recuperato-il-corpo-del-40enne-disperso.html#respond Wed, 15 Apr 2026 19:39:30 +0000 https://www.cblive.it/?p=139619 Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda dei due escursionisti belgi dispersi sul massiccio del Matese. Dopo il recupero in mattinata della donna, una 38enne salvata in zona impervia e trasportata in sicurezza al pianoro di Campitello Matese, le squadre di soccorso hanno individuato e recuperato anche il corpo del compagno, un 40enne …

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Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda dei due escursionisti belgi dispersi sul massiccio del Matese. Dopo il recupero in mattinata della donna, una 38enne salvata in zona impervia e trasportata in sicurezza al pianoro di Campitello Matese, le squadre di soccorso hanno individuato e recuperato anche il corpo del compagno, un 40enne belga.

La salma è stata recuperata dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso, con il supporto dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Isernia. Grazie all’ausilio dei droni, il corpo è stato localizzato dopo ore di ricerche in condizioni particolarmente difficili. I soccorritori hanno raggiunto una zona estremamente impervia, dove il corpo è stato rinvenuto su una cengia, dopo un volo di circa 200 metri da una cresta che conduce alla valle del Fondacone.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe scivolato in un dirupo durante il tentativo di ritrovare il sentiero dopo che la coppia aveva perso l’orientamento nel corso dell’escursione. I due, in vacanza in Molise, erano partiti nel primo pomeriggio di ieri per un’uscita sul Monte Miletto, ma dopo diverse ore di cammino si erano ritrovati bloccati in una zona montuosa particolarmente insidiosa.

L’allarme era scattato intorno alle 21:30, dando il via a una complessa macchina dei soccorsi coordinata dal Soccorso Alpino, in collaborazione con Centrale 118, NUE 112 e Vigili del Fuoco. Le squadre di terra erano riuscite a raggiungere la donna nel cuore della notte, in condizioni rese ancora più difficili da pioggia, neve e tratti esposti su pareti rocciose.

Un tentativo di evacuazione aerea con elicottero dell’Aeronautica Militare era stato ostacolato dalle condizioni meteo avverse e dalla fitta nebbia sul massiccio del Matese. Nelle ore successive le ricerche del disperso erano proseguite senza sosta, anche con l’impiego di un elicottero dei Vigili del Fuoco partito da Isernia.

La Procura di Isernia ha aperto un fascicolo sull’accaduto. La salma del 40enne è stata trasferita all’obitorio di Isernia, dove nelle prossime ore potrebbe essere disposto l’esame autoptico. È stata inoltre informata l’ambasciata belga per l’assistenza alla famiglia e per le procedure di rito.

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