Cultura Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/cultura La città di Campobasso in diretta Fri, 02 Oct 2026 15:47:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.2 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png Cultura Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/cultura 32 32 Torna ‘Domenica al Museo’, il 4 ottobre ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali https://www.cblive.it/cultura/torna-domenica-al-museo-il-4-ottobre-ingresso-gratuito-nei-musei-e-nei-parchi-archeologici-statali.html https://www.cblive.it/cultura/torna-domenica-al-museo-il-4-ottobre-ingresso-gratuito-nei-musei-e-nei-parchi-archeologici-statali.html#respond Sat, 03 Oct 2026 15:00:42 +0000 https://www.cblive.it/?p=141866 Domenica 4 ottobre torna il consueto appuntamento con la “Domenica al Museo”, l’iniziativa che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali. Un’occasione imperdibile per immergersi nel patrimonio storico e artistico del Molise, in un momento dell’anno in cui il paesaggio regionale si trasforma in una tavolozza di sfumature calde, tra l’oro e …

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Domenica 4 ottobre torna il consueto appuntamento con la “Domenica al Museo”, l’iniziativa che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali. Un’occasione imperdibile per immergersi nel patrimonio storico e artistico del Molise, in un momento dell’anno in cui il paesaggio regionale si trasforma in una tavolozza di sfumature calde, tra l’oro e il rosso mattone.

L’arrivo d’ottobre regala scenari suggestivi: la natura circostante e i boschi molisani si vestono dei colori del foliage, creando un binomio perfetto tra bellezze naturali e testimonianze storiche. Visitare le aree archeologiche e gli spazi espositivi del territorio significa vivere un’esperienza sensoriale completa, dove il fascino dell’antichità si fonde con le atmosfere intime ed evocative della nuova stagione.

Dai resti monumentali di Sepino (Altilia), incastonati tra le colline che cambiano mantello, al Complesso monumentale di Castel San Vincenzo, fino alle preziose testimonianze del Museo Paleolitico di Isernia e del sito di Pietrabbondante, fino ad arrivare al Museo archeologico nazionale e al Museo nazionale di Castello Pandone di Venafro, ogni luogo offre un percorso unico tra architettura, memoria e paesaggio autunnale.

Per tutte le informazioni riguardanti orari ed iniziative dei nostri luoghi della cultura consultare il sito:

https://www.musei.molise.beniculturali.it/musei

 

Per l’acquisto dei biglietti utilizzare il sito https://www.museiitaliani.it/ o l’app “Musei Italiani”.

Per rimanere aggiornati su iniziative, orari e modalità di apertura al pubblico dei singoli luoghi della cultura in Molise è possibile consultare i siti istituzionali: www.cultura.gov.it –  www.parcosepino.it

In alternativa è possibile contattare il Parco archeologico di Sepino – Direzione regionale Musei nazionali Molise ai seguenti recapiti:

– Tel. n° 0874-431386 (8:30 – 14:00 dal lunedì al venerdì)

– Email all’indirizzo  pa-sepino-mu-cb.comunicazione@cultura.gov.it.

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Giornate FAI d’Autunno a Campobasso: apre Palazzo Magno https://www.cblive.it/citta/giornate-fai-dautunno-a-campobasso-apre-palazzo-magno.html https://www.cblive.it/citta/giornate-fai-dautunno-a-campobasso-apre-palazzo-magno.html#respond Wed, 30 Sep 2026 17:43:37 +0000 https://www.cblive.it/?p=141836 Un’occasione per entrare in un luogo simbolo delle istituzioni molisane e conoscerne la storia da una prospettiva diversa. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre, apre al pubblico Palazzo Magno, sede della Provincia di Campobasso. L’iniziativa, inserita nel grande appuntamento nazionale organizzato dal FAI – Fondo per …

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Un’occasione per entrare in un luogo simbolo delle istituzioni molisane e conoscerne la storia da una prospettiva diversa. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre, apre al pubblico Palazzo Magno, sede della Provincia di Campobasso.

L’iniziativa, inserita nel grande appuntamento nazionale organizzato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, consentirà di visitare alcuni degli ambienti più significativi del palazzo e di scoprire un patrimonio artistico e storico normalmente non accessibile al pubblico.

Palazzo Magno apre le sue porte

Il percorso di visita, intitolato “Il Palazzo della Provincia si racconta”, accompagnerà i visitatori attraverso la storia dell’edificio e dell’istituzione provinciale.

Sarà possibile accedere alle stanze di rappresentanza, tra cui la Sala del Consiglio, la Sala della Giunta, la stanza del Presidente e quella del Segretario Generale, oltre all’archivio.

Particolare attenzione sarà dedicata alla collezione d’arte della Provincia di Campobasso. Tra le opere che sarà possibile ammirare ci sono il grande dipinto “La pace tra Crociati e Trinitari”, realizzato nel 1592 da Giovanni Maria Felice, l’affresco di Amedeo Trivisonno raffigurante Re Vittorio Emanuele III, datato 1939, e diverse opere di Antonio Pettinicchi appartenenti al ciclo della Divina Commedia.

Proprio Pettinicchi rappresenta uno dei nomi più importanti dell’arte molisana del Novecento. Nato a Lucito nel 1925, l’artista è stato tra i principali esponenti del Realismo Sociale in Molise.

La villa ottocentesca diventata sede della Provincia

Palazzo Magno ha una storia che precede di molto la sua attuale funzione istituzionale.

L’edificio venne costruito nella seconda metà dell’Ottocento da Raffaele de Tilla, esponente della borghesia campobassana, e in origine era inserito all’interno di un podere di oltre tre ettari, utilizzato anche per le battute di caccia.

Nel 1902 la proprietà passò a Luigi Magno. Successivamente il figlio Mercurio vendette l’immobile alla Provincia, che lo ampliò e lo trasformò nella propria sede.

Le modifiche intervenute nel tempo hanno cambiato profondamente l’aspetto originario della villa. Le planimetrie catastali permettono però di ricostruire l’evoluzione del complesso: nella pianta di Campobasso del 1875 erano ancora visibili due edifici separati, successivamente inglobati in un’unica costruzione.

Dall’ospedale al Comando per la bonifica dei campi minati

Tra le pagine meno conosciute della storia di Palazzo Magno c’è quella legata alla Seconda guerra mondiale.

L’edificio, requisito durante il conflitto, venne utilizzato come ospedale e obitorio dai Polacchi. Successivamente ospitò il Comando Zona Bonifica Campi Minati del Molise, che rimase nella struttura fino al 1946.

Anche questo capitolo sarà parte del racconto proposto durante le Giornate FAI, insieme alla storia architettonica dell’edificio e alle vicende della Provincia di Campobasso.

Giornate FAI d’Autunno 2026: il programma

Le Giornate FAI d’Autunno tornano quest’anno con oltre 700 luoghi aperti in circa 350 città italiane. L’edizione 2026 dedicherà inoltre particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy, valorizzando saperi, mestieri, tradizioni produttive e competenze legate ai territori.

A Campobasso l’appuntamento sarà quindi un’occasione per scoprire un edificio istituzionale sotto una luce diversa, tra arte, storia, architettura e memoria del territorio molisano.

Le visite saranno a contributo libero. Il contributo raccolto durante le Giornate FAI sosterrà le attività della Fondazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Per orari, modalità di visita e aggiornamenti sull’apertura di Palazzo Magno: consultare il sito ufficiale delle Giornate FAI d’Autunno.

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Le opere di Antonio Pettinicchi tornano a Palazzo Magno per i 220 anni della Provincia di Campobasso https://www.cblive.it/politica/le-opere-di-antonio-pettinicchi-tornano-a-palazzo-magno-per-i-220-anni-della-provincia-di-campobasso.html https://www.cblive.it/politica/le-opere-di-antonio-pettinicchi-tornano-a-palazzo-magno-per-i-220-anni-della-provincia-di-campobasso.html#respond Sat, 26 Sep 2026 17:57:50 +0000 https://www.cblive.it/?p=141730 Le opere del maestro Antonio Pettinicchi, tra i più rappresentativi protagonisti dell’arte molisana contemporanea, sono tornate nella sede storica della Provincia, dando vita a una mostra destinata alla fruizione di cittadini, visitatori e appassionati d’arte. Il ritorno delle tele assume un significato ancora più particolare proprio nell’anno in cui la Provincia celebra i suoi 220 …

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Le opere del maestro Antonio Pettinicchi, tra i più rappresentativi protagonisti dell’arte molisana contemporanea, sono tornate nella sede storica della Provincia, dando vita a una mostra destinata alla fruizione di cittadini, visitatori e appassionati d’arte.
Il ritorno delle tele assume un significato ancora più particolare proprio nell’anno in cui la Provincia celebra i suoi 220 anni di storia. Già in occasione del Consiglio provinciale aperto, previsto a Palazzo Magno nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario, quanti accederanno alla sede dell’Ente potranno ammirare nuovamente le opere dell’artista molisano.
Si tratta di un recupero non soltanto materiale, ma anche simbolico.
Le tele di Pettinicchi erano state per anni custodite negli spazi di Palazzo Magno prima del trasferimento disposto nel 2019 nell’ambito della loro collocazione nella “Casa della Scuola” di via Roma, individuata come sede destinata alla galleria civica dal Comune di Campobasso.
Il patrimonio artistico, passato alcuni anni prima nella disponibilità del Ministero per i beni e le attività culturali nell’ambito degli accordi conseguenti alla riorganizzazione delle Province, comprende la nota collezione ispirata alla “Divina Commedia”.
Oggi, il ritorno a Palazzo Magno restituisce quelle opere al luogo con il quale per lungo tempo sono state identificate, inserendole in un percorso permanente capace di coniugare storia istituzionale e cultura.
La scelta assume così anche un valore celebrativo: nel 220° anniversario della Provincia, Palazzo Magno non sarà soltanto sede degli appuntamenti istituzionali, ma anche uno spazio di memoria e valorizzazione artistica, nel quale il racconto dell’Ente si intreccia con quello di uno degli artisti più rappresentativi del Molise.
“Nel 220° anniversario della Provincia di Campobasso abbiamo voluto restituire a Palazzo Magno una parte importante della memoria culturale del nostro territorio – dichiara il Presidente della Provincia di Campobasso, Giuseppe Puchetti – Le opere di Antonio Pettinicchi rappresentano un patrimonio di straordinario valore e il loro ritorno nella sede della Provincia assume un significato profondo: significa ricongiungere la storia dell’Ente con quella dell’arte molisana. La mostra permanente sarà un’occasione per aprire sempre di più Palazzo Magno alla comunità e per rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti”.
Sul valore organizzativo e culturale dell’iniziativa interviene anche il Direttore Generale della Provincia di Campobasso, Mena Iapalucci: “Il rientro delle opere di Pettinicchi è il risultato di un percorso che punta a valorizzare in maniera stabile e ordinata il patrimonio culturale della Provincia. L’obiettivo è quello di trasformare Palazzo Magno non soltanto in una sede amministrativa, ma anche in un luogo capace di raccontare la storia, l’identità e la cultura del territorio. Già in occasione del Consiglio provinciale aperto sarà possibile apprezzare questo nuovo allestimento, che intendiamo rendere sempre più accessibile e riconoscibile”.
“Riportare le opere di Antonio Pettinicchi a Palazzo Magno significa rendere omaggio a uno degli artisti più rappresentativi del Molise e, allo stesso tempo, rafforzare il legame tra la Provincia e la sua comunità – sottolinea il consigliere provinciale Antonio Tomassone, tra i promotori delle celebrazioni per il 220° anniversario della Provincia di Campobasso – In un anniversario così importante, la cultura non poteva che avere un ruolo centrale. Questa mostra rappresenta un segno concreto di attenzione verso il nostro patrimonio artistico e un invito a riscoprirlo e a viverlo”.
La mostra dedicata ad Antonio Pettinicchi rappresenta così un ulteriore tassello del programma per i 220 anni della Provincia di Campobasso, con l’obiettivo di rendere Palazzo Magno sempre più un luogo aperto, riconoscibile e capace di raccontare il territorio attraverso la sua storia, le sue istituzioni e il suo patrimonio culturale.
Palazzo Magno, il 10 e 11 ottobre, sarà protagonista delle Giornate FAI d’Autunno, per due giorni aperto alla cittadinanza.

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La Provincia di Campobasso celebra il 220° anniversario della sua istituzione: il 27 settembre Consiglio aperto ed evento al Teatro Savoia https://www.cblive.it/politica/141722-la-provincia-di-campobasso-celebra-il-220-anniversario-della-sua-istituzione-il-27-settembre-consiglio-aperto-ed-evento-al-teatro-savoia.html https://www.cblive.it/politica/141722-la-provincia-di-campobasso-celebra-il-220-anniversario-della-sua-istituzione-il-27-settembre-consiglio-aperto-ed-evento-al-teatro-savoia.html#respond Fri, 25 Sep 2026 16:01:03 +0000 https://www.cblive.it/?p=141722 La Provincia di Campobasso si appresta a celebrare il 220° anniversario della sua istituzione, avvenuta il 27 settembre 1806, con una giornata speciale in programma domenica 27 settembre 2026, pensata per rendere omaggio alla storia dell’Ente, al suo ruolo istituzionale e al legame profondo con il territorio e le comunità. Le celebrazioni rappresentano un momento …

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La Provincia di Campobasso si appresta a celebrare il 220° anniversario della sua istituzione, avvenuta il 27 settembre 1806, con una giornata speciale in programma domenica 27 settembre 2026, pensata per rendere omaggio alla storia dell’Ente, al suo ruolo istituzionale e al legame profondo con il territorio e le comunità.

Le celebrazioni rappresentano un momento di particolare valore storico e civile, occasione per ripercorrere oltre due secoli di vita amministrativa, sociale e culturale della Provincia di Campobasso, riaffermandone la funzione di punto di riferimento per i Comuni e per l’intero Molise.

Il programma si aprirà alle ore 16, nella Sala Consiliare “Antonio Carlone”, con il Consiglio Provinciale aperto, appuntamento istituzionale dedicato alla ricorrenza e alla riflessione sul cammino compiuto dalla Provincia in questi 220 anni. Nel corso dell’assise, col Presidente Giuseppe Puchetti e i consiglieri provinciali, interverranno anche alcuni tra gli ex Presidenti della Provincia di Campobasso degli ultimi 40 anni.

Le celebrazioni proseguiranno alle ore 18 al Teatro Savoia di Campobasso, dove sono previsti i saluti istituzionali del Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, del Presidente dell’UPI Molise Daniele Saia e del sindaco di Campobasso Marialuisa Forte, e una serie di momenti di approfondimento e valorizzazione culturale.

In particolare, sarà proiettato il trailer del docufilm “Terre d’Incontro”, realizzato dalla Palosanto Films, che dal giorno successivo all’evento sarà visibile integralmente su piattaforme rese note dalla Provincia di Campobasso.

A seguire, la lectio magistralis “La Provincia di Campobasso”, a cura del prof. Gino Massullo.

Il clou della serata sarà rappresentato dagli interventi del Presidente della Provincia di Campobasso, Giuseppe Puchetti, e del Vice-Presidente dell’Unione Province d’Italia, Angelo Caruso (Presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro), per sottolineare il significato della ricorrenza e il ruolo che le Province continuano a svolgere nell’assetto istituzionale e nello sviluppo dei territori.

Ad arricchire ulteriormente la manifestazione sarà il concerto “Il Teatro in Musica”, eseguito dall’Orchestra di Fiati di docenti e allievi del Conservatorio “L. Perosi”, diretta dal Maestro Giuseppe Lentini, momento artistico che unirà la dimensione celebrativa a quella culturale e musicale.

I momenti musicali vedranno protagonisti anche i ragazzi dell’Orchestra di Sax del ‘Perosi’ di Campobasso.

A condurre la serata ci saranno i giornalisti Maria Grazia Fascitelli e Vincenzo Luongo.

“Celebrare i 220 anni della Provincia di Campobasso – dichiara il Presidente Giuseppe Puchetti – significa rendere omaggio alla nostra storia, alle istituzioni che l’hanno attraversata e alle comunità che ne hanno costruito l’identità. Questa ricorrenza vuole essere non soltanto un momento di memoria, ma anche un’occasione per riaffermare il valore della Provincia come presidio istituzionale vicino ai territori, ai Comuni e ai cittadini. Sarà una giornata di grande significato, nel segno della condivisione, della cultura e del senso di appartenenza”.

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Al Teatro Savoia di Campobasso la Giornata regionale dello studente 2026 https://www.cblive.it/politica/al-teatro-savoia-di-campobasso-la-giornata-regionale-dello-studente-2026.html https://www.cblive.it/politica/al-teatro-savoia-di-campobasso-la-giornata-regionale-dello-studente-2026.html#respond Wed, 23 Sep 2026 12:48:44 +0000 https://www.cblive.it/?p=141693 Si è tenuta, al Teatro Savoia di Campobasso, la Giornata regionale dello studente, istituita con la legge regionale n. 4 del 30 marzo 2026. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riconoscere il valore dell’istruzione e del merito scolastico come strumenti fondamentali di crescita personale, inclusione sociale e sviluppo della comunità. L’evento è stato organizzato dalla Presidenza …

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Si è tenuta, al Teatro Savoia di Campobasso, la Giornata regionale dello studente, istituita con la legge regionale n. 4 del 30 marzo 2026. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riconoscere il valore dell’istruzione e del merito scolastico come strumenti fondamentali di crescita personale, inclusione sociale e sviluppo della comunità.

L’evento è stato organizzato dalla Presidenza del Consiglio regionale. Ad aprire i lavori è stato lo stesso Presidente dell’Assemblea legislativa molisana, Quintino Pallante, intervenuto telefonicamente poiché ricoverato a causa di un intervento chirurgico. Sono seguiti i saluti istituzionali del Vicepresidente della Giunta Regionale, Roberto Di Baggio, della Vicepresidente del Consiglio regionale, Stefania Passarelli, della Sindaca di Campobasso, Maria Luisa Forte, e della Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Mirella Nappa. All’incontro hanno preso parte anche i Consiglieri regionali Micaela Fanelli e Massimo Sabusco.

Il cuore della Giornata – condotta dalla giornalista Michaela Marcaccio – è stato la cerimonia di premiazione dei 209 studenti che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado con il massimo dei voti nell’anno scolastico 2025/2026. I ragazzi che hanno ricevuto il riconoscimento del Consiglio regionale provengono da 23 istituti scolastici e da 40 diversi comuni del territorio.

Al termine delle premiazioni si è svolto un momento di confronto sul rapporto tra giovani e territorio. Sul tema «Resta, torna o vieni: ma costruisci» è intervenuto l’imprenditore Lino Del Cioppo, fondatore e Amministratore Delegato di Key Partner, gruppo attivo nella trasformazione digitale e nella cybersecurity. Nato a Termoli, Del Cioppo ha sviluppato la propria carriera fuori dal Molise per poi scegliere di investire nella sua città d’origine con un polo tecnologico e nuove assunzioni; nello scorso mese di agosto è stato inoltre nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La sua testimonianza ha offerto importanti spunti di riflessione su come i percorsi professionali possano mantenere e valorizzare il legame con la terra d’origine.

Ha chiuso la serie di interventi Sofia Marinelli, studentessa di Medicina presso l’Università degli Studi del Molise. Sviluppando il tema «La voce degli studenti» con il contributo «Noi giovani siamo il fuoco futuro e la storia è nelle nostre mani», la studentessa ha portato la prospettiva e le aspettative di chi ha già intrapreso con successo il proprio percorso universitario e post-diploma.

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Maxi avviso ASMEL 2026, candidature per 39 profili professionali per lavorare negli enti locali https://www.cblive.it/cultura/maxi-avviso-asmel-2026-candidature-per-39-profili-professionali-per-lavorare-negli-enti-locali.html https://www.cblive.it/cultura/maxi-avviso-asmel-2026-candidature-per-39-profili-professionali-per-lavorare-negli-enti-locali.html#respond Tue, 22 Sep 2026 06:23:59 +0000 https://www.cblive.it/?p=141666 Non soltanto laureati. Al Maxi Avviso ASMEL 2026 per la formazione e l’aggiornamento degli Elenchi di idonei alle assunzioni negli Enti Locali possono candidarsi laureati, diplomati e, per alcuni profili, anche coloro che hanno assolto il solo obbligo scolastico. Un aspetto che amplia in maniera significativa la platea dei potenziali partecipanti e che si accompagna …

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Non soltanto laureati. Al Maxi Avviso ASMEL 2026 per la formazione e l’aggiornamento degli Elenchi di idonei alle assunzioni negli Enti Locali possono candidarsi laureati, diplomati e, per alcuni profili, anche coloro che hanno assolto il solo obbligo scolastico.

Un aspetto che amplia in maniera significativa la platea dei potenziali partecipanti e che si accompagna a un altro elemento importante: non è previsto un limite massimo di età, fermo restando il possesso dei requisiti generali e specifici richiesti per ciascuno dei 39 profili professionali.

Le candidature sono aperte fino alle ore 12 del 30 settembre 2026 sulla piattaforma Asmelab, mentre il bando completo, con i requisiti richiesti per ciascun profilo, è pubblicato e consultabile sul portale nazionale InPA.

NON SERVE SEMPRE IL DIPLOMA

Tra i profili messi a disposizione dal Maxi Avviso sono presenti anche quelli per i quali, secondo quanto previsto dal bando, il titolo richiesto è l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Il requisito varia in base all’anno di nascita, in relazione alla normativa sull’istruzione obbligatoria succedutasi nel tempo.

Per i nati entro il 31 dicembre 1951, l’obbligo scolastico si considera assolto con la licenza di quinta elementare oppure con la frequenza di otto anni di studio al compimento del quattordicesimo anno di età.

Per i nati dal 1° gennaio 1952 al 31 dicembre 1984, è sufficiente la licenza media oppure la frequenza di otto anni di studio al compimento del quindicesimo anno di età.

Per i nati dal 1° gennaio 1985 al 31 dicembre 1992, l’obbligo scolastico si considera assolto con l’ammissione al secondo anno della scuola superiore oppure con la frequenza di nove anni di studio al compimento del quindicesimo anno di età.

Per i nati dal 1° gennaio 1993, è richiesto l’assolvimento dell’obbligo scolastico attraverso l’ammissione al terzo anno della scuola superiore oppure la frequenza di dieci anni di studio al compimento del diciottesimo anno di età.

Questo significa che l’assenza del diploma di scuola superiore non esclude automaticamente dalla possibilità di partecipare al Maxi Avviso: occorre verificare il titolo richiesto per il singolo profilo al quale si intende concorrere.

39 PROFILI E UNA PROCEDURA VALIDA SU SCALA NAZIONALE

Il Maxi Avviso, promosso da ASMEL per le assunzioni nei Comuni, comprende 39 profili professionali, dalle aree per le quali è richiesta la laurea a quelle accessibili con diploma, fino ai profili di operatore specializzato.

Superata la prova selettiva da remoto prevista dal Maxi Avviso, il candidato entra nell’Elenco degli idonei relativo al proprio profilo, con validità triennale, e può successivamente partecipare agli interpelli pubblicati dagli Enti aderenti.

L’interpello è la selezione con cui il singolo Ente, quando deve assumere una determinata figura professionale, si rivolge agli idonei già presenti nell’Elenco. Gli interessati possono decidere di volta in volta se candidarsi, valutando il Comune, il posto disponibile e le condizioni previste dall’avviso. Tra coloro che partecipano all’interpello, l’Ente svolge una seconda selezione, generalmente orale, per individuare il candidato da assumere.

L’idoneità ottenuta con il Maxi Avviso non è quindi legata fin dall’inizio a un singolo Comune: nei tre anni di validità è il candidato a scegliere liberamente a quali interpelli partecipare, sulla base delle opportunità pubblicate dagli Enti aderenti.

COME SI SVOLGE LA PROVA

La prova del Maxi Avviso si svolge interamente a distanza e prevede un quiz multidisciplinare composto da 60 quesiti a risposta multipla da completare in 60 minuti.

I quesiti sono così suddivisi:

  • 30 domande sulle materie specifiche del profilo scelto;
  • 25 domande sulle materie comuni;
  • 5 domande dedicate alla conoscenza della lingua inglese e dell’informatica.

Superano la prova e vengono iscritti nell’Elenco degli idonei del relativo profilo i candidati che rispondono correttamente ad almeno 42 quesiti su 60.

Le risposte errate e quelle non date non comportano penalizzazioni.

Sono inoltre previste modalità specifiche e/o tempi aggiuntivi nei casi certificati di DSA o disabilità, secondo quanto riconosciuto dalla Commissione.

Per candidarsi è necessario verificare attentamente i requisiti previsti dal bando per il profilo prescelto e presentare la domanda entro le ore 12 del 30 settembre 2026 su Asmelab. Il bando completo è consultabile sul portale InPA.

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I costumi molisani in trasferta in Sardegna: il MUVES in bella mostra a Bestiris e Prendas https://www.cblive.it/cultura/141472-i-costumi-molisani-in-trasferta-in-sardegna-il-muves-in-bella-mostra-a-bestiris-e-prendas.html https://www.cblive.it/cultura/141472-i-costumi-molisani-in-trasferta-in-sardegna-il-muves-in-bella-mostra-a-bestiris-e-prendas.html#respond Mon, 07 Sep 2026 07:23:34 +0000 https://www.cblive.it/?p=141472 Cresce sempre di più l’attenzione verso il Muves – Museo delle vestimenta, per l’importanza riconosciuta unanimemente alla prestigiosa Collezione Scasserra, che sta raccogliendo sempre maggiori consensi nel panorama culturale nazionale ed internazionale. Questa volta l’invito arriva dalla Sardegna, precisamente dalla città di Isili (Ca), dove il sindaco ha invitato ufficialmente il direttore Antonio Scasserra a …

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Cresce sempre di più l’attenzione verso il Muves – Museo delle vestimenta, per l’importanza riconosciuta unanimemente alla prestigiosa Collezione Scasserra, che sta raccogliendo sempre maggiori consensi nel panorama culturale nazionale ed internazionale.

Questa volta l’invito arriva dalla Sardegna, precisamente dalla città di Isili (Ca), dove il sindaco ha invitato ufficialmente il direttore Antonio Scasserra a prendere parte – in rappresentanza del Molise – all’evento Bestires e Prendas (Vestiti e gioielli) previsto la sera del prossimo 12 settembre. Si tratta di uno dei più importanti eventi della Sardegna per numero di pubblico e soprattutto dei partecipanti in costume, provenienti da ogni parte dell’isola. Per l’edizione di quest’anno l’organizzatore dell’evento Mario Corongiu ha voluto ampliare la manifestazione allargando la partecipazione anche ai costumi delle diverse regioni d’Italia. Il direttore del Muves avrà il compito di spiegare – con il suo solito modo coinvolgente e travolgente – le peculiarità dei costumi e gioielli molisani sottolineando le somiglianze e differenze con i costumi sardi.

Lo staff del Muves porterà’ in scena la rievocazione dell’antico matrimonio molisano con i rituali ad esse connessi. Il corteo nuziale sarà aperto dagli zampognari di San Polo Matese (Cb) con gli strumenti aerofani a sacco più caratteristici del Molise.

Gli sposi indosseranno i costumi di Baranello che meglio incarnano i modelli nuziali della Regione. Seguiranno il costume di Longano (con il rito della “rascia” che presenta molti aspetti in comune con “sa grazia” sarda e il costume di Roccamandolfi con il rito della “palma”.

Chiuderà il corteo il costume da sposa di Carcemaggiore.

Visto che si parla di matrimonio, lo sponsor ufficiale dell’evento non poteva che essere Dolceamaro Confetti Papa; tutto il numeroso pubblico previsto alla serata sarà deliziato con l’assaggio dei favolosi confetti molisani. Il direttore Scasserra porterà in dono alle autorità del posto e agli organizzatori anche altri presenti, che incarnano l’artigianato artistico più autentico e rappresentativo del Molise.

Dall’antica fonderia Marinelli Agnone è stata fusa una campana, simbolo universale dell’arte agnonese del bronzo nel mondo. Sempre da Agnone, nella storica bottega D’Aloise, specializzata da cinque generazioni nella lavorazione del rame, e che a breve darà vita al mubilà – museo della bilancia, è stato realizzato un manufatto in rame raffigurante proprio l’Atene del Sannio.

Da Isernia non poteva mancare un lavoro fatto a fuselli, offerto dall’Associazione Il tombolo di Isernia.

L’arte nelle mani.

 

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Leone e il tempo d’estate: la scrittrice e fotogiornalista Laura Venezia racconta l’udienza generale che ha preceduto le vacanze https://www.cblive.it/cultura/141385-leone-e-il-tempo-destate-la-scrittrice-e-fotogiornalista-laura-venezia-racconta-ludienza-generale-che-ha-preceduto-le-vacanze.html https://www.cblive.it/cultura/141385-leone-e-il-tempo-destate-la-scrittrice-e-fotogiornalista-laura-venezia-racconta-ludienza-generale-che-ha-preceduto-le-vacanze.html#respond Mon, 31 Aug 2026 08:57:27 +0000 https://www.cblive.it/?p=141385   LAURA VENEZIA É un’udienza speciale quella del 24 Giugno, l’ultima prima delle vacanze estive, “un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella bellezza del creato-racconta Papa Leone XIV in una mattina caldissima che non scoraggia i fedeli presenti in Piazza San Pietro per ascoltare il Pontefice. É un tempo, quello …

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LAURA VENEZIA

É un’udienza speciale quella del 24 Giugno, l’ultima prima delle vacanze estive, “un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella bellezza del creato-racconta Papa Leone XIV in una mattina caldissima che non scoraggia i fedeli presenti in Piazza San Pietro per ascoltare il Pontefice.

É un tempo, quello che viviamo, tutt’altro che sereno e che non pare invitare al riposo. Eppure Leone contrappone ai disordini del mondo la potenza dell’Eucaristia.

Il Pontefice tiene una catechesi sul Mistero Eucaristico e la Costituzione Sacrosanctum Concilium, definendo l’eucaristia “un antidoto alle divisioni del mondo’.

Leone ricorda in occasione della natività di San Giovanni Battista l’importanza essenziale della conversione e soprattutto invita i fedeli a non saltare la santa messa nel periodo delle vacanze. Ricordando Sant’Agostino e San Paolo, il Papa insiste sull’unità dei credenti “come membra di un solo corpo”. Dunque il tempo di vacanza sia soprattutto un tempo di riflessione, di generosità, di apertura verso l’altro e mai di chiusura ed egoismo.

In particolare, questo è il tempo in cui rendere grazie, poiché prendere parte alla mensa di Cristo vuol dire “ essere formati dalla Parola di Dio, ristorarsi.” La forza dell’Eucaristia sta nell’adottare lo stesso stile di vita di Gesú, ovvero il dono gratuito di sé.

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Il Molise riscopre le sue radici normanne: al Castello Monforte di Campobasso la prima giornata regionale in memoria di Rodolfo de Moulins https://www.cblive.it/citta/il-molise-riscopre-le-sue-radici-normanne-al-castello-monforte-di-campobasso-la-prima-giornata-regionale-in-memoria-di-rodolfo-de-moulins.html https://www.cblive.it/citta/il-molise-riscopre-le-sue-radici-normanne-al-castello-monforte-di-campobasso-la-prima-giornata-regionale-in-memoria-di-rodolfo-de-moulins.html#respond Fri, 21 Aug 2026 14:07:10 +0000 https://www.cblive.it/?p=141287 Sabato 22 agosto 2026 il Castello Monforte di Campobasso ospita “Nel nome del Molise”, la Prima giornata regionale in memoria di Rodolfo de Moulins, promossa dal Consiglio regionale del Molise. La ricorrenza, istituita con legge regionale, nasce per riconoscere nella figura del conte normanno una radice della storia molisana e per promuovere studi, rievocazioni e progetti didattici sulla storia medievale della …

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Sabato 22 agosto 2026 il Castello Monforte di Campobasso ospita “Nel nome del Molise”, la Prima giornata regionale in memoria di Rodolfo de Moulins, promossa dal Consiglio regionale del Molise. La ricorrenza, istituita con legge regionale, nasce per riconoscere nella figura del conte normanno una radice della storia molisana e per promuovere studi, rievocazioni e progetti didattici sulla storia medievale della regione. Con questa prima edizione prende avvio una celebrazione che si rinnoverà ogni anno il 22 di agosto.

Al centro della giornata c’è una vicenda che appartiene alla grande storia europea. Rodolfo de Moulins, figlio del conte normanno Guimondo, giunse nel Mezzogiorno nel 1046. Prese parte alla battaglia di Civitate del 1053 e in quello stesso anno divenne conte di Bojano. La sua contea si estese rapidamente su gran parte del territorio molisano, da Venafro a Isernia, da Trivento al Larinese. A lui si deve anche l’edificazione della concattedrale di San Bartolomeo a Bojano.

La famiglia prendeva nome dal feudo d’origine in Normandia, Moulins-la-Marche, e nelle fonti latine compare come de Molinis o de Molisio. È da qui che deriva il nome della regione: nel 1142, con la riorganizzazione del Regno di Sicilia voluta da Ruggero II, la contea di Bojano assunse la denominazione di Comitatus Molisii — Contea di Molise. Quel nome, nato da una casata normanna, è lo stesso che la regione porta ancora oggi.

“Il nome che portiamo – dichiara il Presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante – non è un dato casuale: nasce da una vicenda europea che ha attraversato la nostra terra e vi ha lasciato un’eredità profonda. Con questa Giornata il Molise sceglie di riconoscere pubblicamente una parte essenziale della propria storia e di restituirla ai cittadini, in particolare ai più giovani, come patrimonio di conoscenza e di identità condivisa”.

I lavori si aprono alle ore 19:00 con i saluti istituzionali del Presidente della Giunta regionale Francesco Roberti, del Presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, del Sindaco di Campobasso Maria Luisa Forte e del Sindaco di San Giuliano del Sannio Rosario De Matteis.

A seguire il convegno “L’identità della famiglia de Moulins e il suo ruolo storico nella regione Molise”, introdotto e moderato dal giornalista Maurizio Varriano.

Intervengono Oreste Gentile, esperto di storia medievale e Maria Grazia Tagliaferri, Presidente dell’Associazione Rodolfo de Moulins e Tutor della Giornata regionale.

Alle ore 20:00 la storia prende corpo con la rievocazione storica in costume “Rodolfo de Moulins padre della terra di Molise”, a cura di Maria Grazia Tagliaferri, regia di Elia Rubino e costumi dell’Associazione Rodolfo de Moulins. Un gruppo di venti figuranti darà vita all’atmosfera del Molise medievale, nella cornice scenografica del Castello Monforte.

La realizzazione dell’iniziativa è stata supportata dal Comune di Campobasso per gli aspetti legati ai servizi di trasporto, mobilità e viabilità. Un particolare ringraziamento va alla Sindaca e agli Assessori con delega al Trasporto pubblico, alla Viabilità e Polizia Municipale.

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Ferragosto 2026 in Molise, la cultura non va in vacanza https://www.cblive.it/cultura/ferragosto-2026-in-molise-la-cultura-non-va-in-vacanza.html https://www.cblive.it/cultura/ferragosto-2026-in-molise-la-cultura-non-va-in-vacanza.html#respond Mon, 10 Aug 2026 13:44:31 +0000 https://www.cblive.it/?p=141143 I luoghi della cultura statali aprono le porte a tutti per un viaggio straordinario tra storia millenaria, arte e paesaggi incontaminati. In occasione della festività di Ferragosto 2026, i musei, i siti archeologici e i castelli del Molise, gestiti dal Parco archeologico di Sepino – Direzione regionale Musei nazionali Molise, accoglieranno i visitatori, offrendo un’opportunità …

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I luoghi della cultura statali aprono le porte a tutti per un viaggio straordinario tra storia millenaria, arte e paesaggi incontaminati.

In occasione della festività di Ferragosto 2026, i musei, i siti archeologici e i castelli del Molise, gestiti dal Parco archeologico di Sepino – Direzione regionale Musei nazionali Molise, accoglieranno i visitatori, offrendo un’opportunità unica per scoprire il patrimonio culturale di questa regione.

Dalle prime tracce paleolitiche ai castelli medievali, passando per testimonianze sannitiche e città romane, il territorio si conferma una meta d’eccellenza per chi ricerca un turismo autentico, lontano dal caos e ricco di fascino.

I gioielli del territorio da non perdere:

 

  • Scavi di Sepino:

un’antica città romana meravigliosamente conservata circondata dalle sue possenti mura, incastonata tra verdi pascoli e sentieri storici;

  • Museo archeologico nazionale di Campobasso:

riaperto da pochi giorni, con interessanti novità nell’allestimento, resta il luogo in cui le testimonianze del popolo sannita accompagnano il visitatore alla scoperta della successiva presenza romana sul territorio;

  • Museo in Palazzo Pistilli – Campobasso:

in un percorso espositivo totalmente ripensato, un tuffo nel cuore della storia locale attraverso le collezioni d’arte di autori molisani e non solo;

  • Museo nazionale del Paleolitico di Isernia:

custodisce uno dei siti preistorici più importanti d’Europa, ideale per famiglie e appassionati di archeologia;

  • Santuario Italico di Pietrabbondante:

uno straordinario complesso di edifici pubblici e sacri, in uno scenario mozzafiato, simbolo dell’identità sannitica;

  • Museo nazionale di Castello Pandone – Venafro:

fortificazione ricca di storia, affrescato in epoca rinascimentale con i “simboli” del potere economico della famiglia Pandone;

 

  • Museo archeologico nazionale di Venafro:

tra le mura di un convento seicentesco, si custodiscono le testimonianze della presenza romana sul territorio e quella che vide protagonisti i monaci di San Vincenzo al Volturno;

  • Complesso Monumentale di San Vincenzo al Volturno:

l’eccezionale vitalità di una comunità monastica, tra affreschi e pavimenti originali in terracotta, passeggiando tra i resti dell’antica abbazia;

 

  • Castello di Gambatesa:

un castello con un intero piano ricco di affreschi rinascimentali, tra paesaggi, miti e rappresentazioni straordinarie, come quella più antica della Basilica di San Pietro;

 

  • Castello di Civitacampomarano:

massiccio baluardo che nei secoli proteggeva il territorio con le sue possenti torri, oggi finestra aperta sull’arte contemporanea, che racchiude al suo interno una selezione di opere tutte da scoprire.

Per tutte le informazioni riguardanti orari ed iniziative dei nostri luoghi della cultura consultare il sito:

https://www.musei.molise.beniculturali.it/musei

 

Per l’acquisto dei biglietti o per prenotare una visita è possibile utilizzare il sito o scaricare l’App https://www.museiitaliani.it/.

Per rimanere aggiornati su iniziative, orari e modalità di apertura al pubblico dei singoli luoghi della cultura in Molise è possibile consultare i siti istituzionali: http://www.cultura.gov.it – https://www.musei.molise.beniculturali.it  –  https://www.parcosepino.it/.

È anche possibile seguirci sui nostri canali social ufficiali: Facebook – Instagram – Youtube.

In alternativa è possibile contattare il Parco archeologico di Sepino – Direzione regionale Musei nazionali Molise ai seguenti recapiti Tel. n° 0874-431386 (8:30 – 14:00 dal lunedì al venerdì) o via mail all’indirizzo  pa-sepino-mu-cb.comunicazione@cultura.gov.it.

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