Salute Molise Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere La città di Campobasso in diretta Thu, 07 May 2026 06:04:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png Salute Molise Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere 32 32 Rivoluzione nella cardiologia: dall’ospedale ‘San Timoteo’ di Termoli lo studio del medico Antonio Totaro conquista l’Europa https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/rivoluzione-nella-cardiologia-dallospedale-san-timoteo-di-termoli-lo-studio-del-medico-antonio-totaro-conquista-leuropa.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/rivoluzione-nella-cardiologia-dallospedale-san-timoteo-di-termoli-lo-studio-del-medico-antonio-totaro-conquista-leuropa.html#respond Thu, 07 May 2026 06:04:40 +0000 https://www.cblive.it/?p=139899 Un risultato scientifico di portata internazionale accende i riflettori sulla Cardiologia dell’Ospedale ‘San Timoteo’ di Termoli, confermando l’eccellenza del presidio molisano nel panorama medico italiano. Lo studio, intitolato “Funnel-type patent foramen ovale morphology on 3D echocardiography: a novel high-risk anatomic feature”, è stato pubblicato sull’European Heart Journal – Cardiovascular Imaging, una delle riviste più autorevoli …

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Un risultato scientifico di portata internazionale accende i riflettori sulla Cardiologia dell’Ospedale ‘San Timoteo’ di Termoli, confermando l’eccellenza del presidio molisano nel panorama medico italiano. Lo studio, intitolato “Funnel-type patent foramen ovale morphology on 3D echocardiography: a novel high-risk anatomic feature”, è stato pubblicato sull’European Heart Journal – Cardiovascular Imaging, una delle riviste più autorevoli al mondo edita dall’European Society of Cardiology.
Il primo firmatario della ricerca è il Dott. Antonio Totaro, cardiologo del “San Timoteo”, che lavora sotto la direzione del Dott. Gianludovico Magri, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia del presidio termolese. Il lavoro è frutto di una sinergia internazionale con istituzioni di prestigio come l’Università del Molise, il Northwell Health Cardiovascular Institute di New York, l’IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano, il Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo e l’Henry Dunant Hospital di Atene. Al centro dello studio c’è il forame ovale pervio (FOP), una comunicazione tra i due atri del cuore presente nel 25% della popolazione adulta. Sebbene spesso asintomatico, il FOP può essere causa di ictus “criptogenetici”, ovvero di origine ignota.
L’innovazione introdotta dal Dott. Totaro risiede in una nuova classificazione morfologica tridimensionale: Morfologia “Funnel” (a imbuto): caratterizzata da un’apertura più larga sul lato destro del cuore (atrio destro) rispetto al sinistro.  Morfologia “Cone” (a cono): con un’apertura più stretta sul lato destro.  I dati emersi sono inequivocabili: i pazienti con una morfologia di tipo “funnel” mostrano un’associazione con eventi cerebrovascolari (ictus o TIA) più che doppia rispetto a quelli con morfologia cone (50.8% contro 19.4%).
Tale studio non è solo un traguardo teorico, ma il riflesso del grande impulso dato dal Dott. Magri allo sviluppo della cardiologia interventistica strutturale al ‘San Timoteo’. L’identificazione di questi parametri anatomici ad alto rischio permette oggi ai clinici di Termoli di personalizzare la terapia.
“Sapere che la forma del tunnel influenza in modo significativo il rischio ci permette di muoverci verso una cardiologia sempre più personalizzata – ha dichiarato il Dott. TotaroLa decisione di intervenire con la chiusura percutanea del forame non si baserà più solo sulla dimensione del difetto, ma sull’intera anatomia 3D e sul profilo di rischio del singolo paziente, che include fattori come fumo e dislipidemia”. 
Il riconoscimento ottenuto dall’European Society of Cardiology certifica che la Cardiologia di Termoli non è solo un punto di riferimento assistenziale per il territorio, ma un centro di produzione scientifica capace di dialogare con i colossi della medicina mondiale, migliorando concretamente la prevenzione e la cura dell’ictus.

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Proteggere il cuore durante la chemioterapia: una possibile strategia agendo sui meccanismi cellulari https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/proteggere-il-cuore-durante-la-chemioterapia-una-possibile-strategia-agendo-sui-meccanismi-cellulari.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/proteggere-il-cuore-durante-la-chemioterapia-una-possibile-strategia-agendo-sui-meccanismi-cellulari.html#respond Thu, 23 Apr 2026 17:26:07 +0000 https://www.cblive.it/?p=139742 Alcuni farmaci chemioterapici, pur essendo molto efficaci contro i tumori, possono avere effetti collaterali importanti sul cuore. È il caso della doxorubicina, largamente utilizzata in oncologia, ma associata nel tempo a un rischio di danno cardiaco. Comprendere come prevenire questo effetto è una delle sfide più rilevanti della cardio-oncologia. Uno studio condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed, in …

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Alcuni farmaci chemioterapici, pur essendo molto efficaci contro i tumori, possono avere effetti collaterali importanti sul cuore. È il caso della doxorubicina, largamente utilizzata in oncologia, ma associata nel tempo a un rischio di danno cardiaco. Comprendere come prevenire questo effetto è una delle sfide più rilevanti della cardio-oncologia.

Uno studio condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università Europea di Roma, l’Università di Padova e l’ICOT Istituto “Marco Pasquali” di Latina, pubblicato sulla rivista Basic Research in Cardiology, ha individuato un possibile meccanismo su cui intervenire: il cosiddetto “flusso autofagico”, un processo fondamentale attraverso cui le cellule eliminano e riciclano componenti danneggiati.

Quando questo sistema funziona correttamente, contribuisce a mantenere le cellule in salute. Nel caso della doxorubicina, invece, i ricercatori hanno osservato che il processo si blocca, portando all’accumulo di materiali di scarto e a un progressivo deterioramento delle cellule cardiache.

Lo studio ha dimostrato, in modelli sperimentali, che è possibile riattivare questo meccanismo attraverso diverse strategie farmacologiche. In particolare, l’uso di composti naturali come trealosio e spermidina, già noti per la loro sicurezza, o di un peptide sintetico in grado di agire direttamente sui meccanismi dell’autofagia, ha consentito di ripristinare il corretto funzionamento del sistema di “pulizia” cellulare. Questo intervento si è tradotto in una protezione significativa del cuore: miglioramento della funzione cardiaca, riduzione del danno cellulare e migliore qualità dei mitocondri, le strutture che forniscono energia alle cellule.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il fatto che questa protezione non sembra interferire con l’efficacia antitumorale della doxorubicina. Nei modelli utilizzati nello studio, infatti, i trattamenti che riattivano l’autofagia hanno preservato la funzione cardiaca senza ridurre l’azione del farmaco contro il tumore.

“I risultati suggeriscono che il blocco dell’autofagia è un passaggio chiave nel danno cardiaco indotto dalla chemioterapia – dice Leonardo Schirone, ricercatore dell’Università Europea di Roma – e che il suo ripristino può rappresentare una strategia efficace per proteggere il cuore”.

“Abbiamo osservato – aggiunge Maurizio Forte, ricercatore del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed – che diversi approcci, sia con composti naturali sia con molecole più selettive, portano allo stesso risultato indicando che il bersaglio principale è proprio il recupero del corretto flusso autofagico”.

Si tratta di risultati ancora preclinici, ma che aprono prospettive interessanti. Composti come trealosio e spermidina sono già utilizzati come integratori alimentari e potrebbero, in futuro, essere studiati anche come supporto nei trattamenti oncologici, con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali a carico del cuore.

“I nostri dati indicano una possibile strada per rendere le terapie oncologiche più sicure dal punto di vista cardiovascolare – commenta Sebastiano Sciarretta, responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed, Professore Ordinario presso l’Università Sapienza di Roma – Saranno naturalmente necessari studi clinici, quindi su pazienti, per verificare questi risultati”.

 

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Eccellenza urologica, al Cardarelli arriva il prof Vincenzo Altieri https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/eccellenza-urologica-al-cardarelli-arriva-il-prof-vincenzo-altieri.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/eccellenza-urologica-al-cardarelli-arriva-il-prof-vincenzo-altieri.html#respond Mon, 20 Apr 2026 09:10:34 +0000 https://www.cblive.it/?p=139695 Il presidio ospedaliero “A. Cardarelli” di Campobasso potenzia ulteriormente la propria offerta specialistica. Il Prof. Vincenzo Altieri, luminare della chirurgia urologica, esperto di robotica, e già protagonista di una brillante carriera accademica e clinica, ha ufficialmente preso servizio presso la Struttura Complessa di Urologia, diretta dal Dott. Pasquale Santoro, effettuando, questa mattina, una importante tumorectomia …

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Il presidio ospedaliero “A. Cardarelli” di Campobasso potenzia ulteriormente la propria offerta specialistica. Il Prof. Vincenzo Altieri, luminare della chirurgia urologica, esperto di robotica, e già protagonista di una brillante carriera accademica e clinica, ha ufficialmente preso servizio presso la Struttura Complessa di Urologia, diretta dal Dott. Pasquale Santoro, effettuando, questa mattina, una importante tumorectomia renale robotica su una 70enne.
L’arrivo di Altieri rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di crescita intrapreso dal nosocomio del capoluogo, mirato ad abbattere la mobilità passiva e a garantire ai cittadini molisani standard di cura d’avanguardia. Si rafforza, dunque, il polo di eccellenza per il trattamento delle patologie urologiche, con particolare riferimento alla chirurgia oncologica e alle tecniche mininvasive. L’esperienza di Altieri, infatti, si sposa perfettamente con la visione di tutta l’ASReM, consolidando un reparto che si conferma già punto di riferimento regionale. Tuttavia, l’obiettivo primario resta l’umanizzazione del percorso terapeutico associata all’utilizzo di tecnologie chirurgiche di ultima generazione.
Soddisfatto il Presidente della Regione Francesco Roberti. “Continuiamo a rafforzare la sanità molisana e a renderla più efficiente ed attrattiva” – le sue parole.
“L’ingresso del Prof. Altieri – ha commentato il Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo – è una notizia straordinaria per la nostra comunità e per l’intero ospedale. L’Urologia del Cardarelli rappresenterà ancor di più un centro capace di rispondere con efficacia alle sfide cliniche più complesse”. 
“Con l’arrivo del Prof. Altieri – ha aggiunto il Direttore Sanitario dell’ASReM, Giovanni Giorgetta – eleviamo significativamente il livello della nostra risposta assistenziale. Puntiamo a una chirurgia di precisione che riduca i tempi di degenza e migliori il recupero post-operatorio, mettendo la sicurezza e il benessere del paziente al centro di ogni innovazione tecnologica.”
“Con grande senso di responsabilità, prima ancora che con orgoglio – ha ribadito il Prof. Altieri – inizio questo nuovo percorso presso l’Ospedale Cardarelli di Campobasso. Arrivo in una realtà che ha già dimostrato impegno, competenza ed una chiara volontà di crescere. Inserirmi nella Struttura Complessa di Urologia, guidata dal dott. Pasquale Santoro, rappresenta per me non solo una opportunità professionale ma soprattutto una sfida condivisa, contribuendo concretamente al miglioramento dell’offerta sanitaria per questo nostro territorio. La medicina sta vivendo una fase evolutiva: tecnologia avanzata e chirurgia mininvasiva e robotica ci consentono oggi di affrontare tante patologie complesse con maggiore precisione riducendo tempo di degenza e migliorando la qualità di vita dei nostri pazienti. Tuttavia l’evoluzione tecnologica da sola non basta. Il vero valore di un reparto si misura sulla capacità di mettere la persona al centro con ascolto, umanizzazione delle cure, attenzione ai bisogni del paziente e della sua famiglia e su questo equilibrio tra innovazione e umanità che intendo costruire il contributo al mio Molise. Credo fortemente nel lavoro di squadra, nessun risultato si raggiunge da soli, quindi un obiettivo importante sarà quello di contribuire a ridurre la mobilità sanitaria, offrendo ai cittadini la possibilità di curarsi qui con standard elevati senza dover affrontare ulteriori disagi lontano da casa. Sono altrettanto consapevole delle aspettative che accompagnano il mio arrivo ma sono altrettanto convinto che i risultati di costruiscano nel tempo con serietà, dedizione e lavoro quotidiano. Ringrazio – ha concluso – per l’accoglienza e per la fiducia. Da oggi metterò a disposizione la mia esperienza con spirito di servizio, determinazione e rispetto per questa comunità”.

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Neurochirurgia da svegli con ipnosi, al Neuromed un approccio integrato per preservare le funzioni cerebrali https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139310-neurochirurgia-da-svegli-con-ipnosi-al-neuromed-un-approccio-integrato-per-preservare-le-funzioni-cerebrali.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139310-neurochirurgia-da-svegli-con-ipnosi-al-neuromed-un-approccio-integrato-per-preservare-le-funzioni-cerebrali.html#respond Sun, 29 Mar 2026 20:36:06 +0000 https://www.cblive.it/?p=139310 Nell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli è stato eseguito un intervento neurochirurgico con paziente sveglio (la cosiddetta tecnica “awake”) con integrazione di tecniche di ipnosi clinica. L’approccio ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente. La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle “aree nobili”, …

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Nell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli è stato eseguito un intervento neurochirurgico con paziente sveglio (la cosiddetta tecnica “awake”) con integrazione di tecniche di ipnosi clinica. L’approccio ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente.

La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle “aree nobili”, come ad esempio quelle che controllano il movimento, il linguaggio, la memoria, la capacità di riconoscere i volti o di eseguire calcoli. In questi casi, durante alcune fasi dell’intervento, il paziente è sveglio e collabora con l’équipe eseguendo semplici compiti, permettendo il monitoraggio in tempo reale delle funzioni cerebrali e guidando l’azione del neurochirurgo.

Nel caso specifico, la lesione era localizzata in un’area motoria coinvolta nel movimento del piede. Durante l’intervento, al paziente è stato chiesto di eseguire movimenti mirati dell’arto, consentendo un monitoraggio continuo e permettendo di preservare la funzione motoria. In questo contesto, le tecniche di ipnosi clinica hanno permesso di modulare in modo dinamico lo stato del paziente, favorendo la collaborazione attiva durante le fasi di monitoraggio motorio e un profondo rilassamento nelle fasi chirurgiche non collaborative. Questo ha consentito condizioni operative ottimali, inclusa la riduzione dell’attività muscolare interferente durante le fasi di stimolazione. L’integrazione di queste tecniche ha inoltre consentito di ridurre al minimo l’utilizzo di farmaci anestetici, favorendo una maggiore stabilità intraoperatoria e un recupero rapido già nelle prime ore successive all’intervento.

“L’ipnosi – dice il professor Vincenzo Esposito, Responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed – non è qualcosa di magico, ma uno strumento che consente di mettere il paziente a proprio agio e ridurre in modo significativo l’ansia legata alla chirurgia da sveglio. Questo si traduce in una collaborazione più efficace durante l’intervento e in una maggiore affidabilità nella valutazione delle funzioni”.

Le tecniche di ipnosi clinica sono state utilizzate per favorire la focalizzazione dell’attenzione, ridurre l’ansia e facilitare la risposta del paziente ai compiti richiesti, limitando l’interferenza degli stimoli ambientali. “Abbiamo lavorato insieme già dal giorno precedente all’intervento – spiega il dottor Marco Ciavarro, neuropsicologo – costruendo un percorso che ha permesso al paziente di mantenere un’elevata focalizzazione attentiva e una collaborazione costante anche nelle fasi più delicate”.

“Dal punto di vista anestesiologico – dice Svitlana Kaskiv, anestesista Neuromed – l’integrazione con l’ipnosi consente di modulare in modo più fine lo stato del paziente, mantenendo elevati standard di sicurezza e stabilità intraoperatoria, con un utilizzo minimo dei farmaci ansiolitici. Inoltre, con tale metodica, il paziente sopporta meglio l’anestesia locale che viene fatta a livello del cranio nella fase iniziale dell’intervento”.

 

Il paziente, a due giorni dall’intervento, ha raccontato di aver vissuto l’esperienza in modo più semplice di quanto si aspettasse. “La sala operatoria è passata liscia, non sentivo dolore. Ascoltavo solo la voce che mi guidava, e riuscivo a fare quello che mi veniva chiesto, come muovere il piede. Pensavo ai miei figli, a quello che voglio tornare a fare. Per me è durato molto meno di quanto è stato realmente”.

L’integrazione di tecniche di ipnosi clinica nella chirurgia da svegli rappresenta un ulteriore sviluppo dell’approccio multidisciplinare, in cui neurochirurghi, anestesisti e neuropsicologi lavorano in stretta sinergia con il paziente. “La riduzione della componente ansiosa – spiega Esposito consente di limitare l’uso di farmaci aggiuntivi e di ottenere una valutazione più precisa delle funzioni durante l’intervento. Questo rende la procedura più fluida e, spesso, anche più rapida, con un’esperienza complessivamente positiva per il paziente”.

È da sottolineare come al Neuromed le tecniche di ipnosi clinica siano applicate anche in altri contesti chirurgici, in particolare negli interventi di chirurgia spinale, sempre con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del paziente nelle fasi pre e post-operatorie. I dati preliminari raccolti indicano una riduzione dei livelli di ansia e una minore necessità di farmaci analgesici, suggerendo un potenziale beneficio anche in termini di recupero complessivo.

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Ansia e depressione come segnali precoci del Parkinson: uno studio dell’IRCCS Neuromed individua una finestra temporale di dieci anni https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139266-ansia-e-depressione-come-segnali-precoci-del-parkinson-uno-studio-dellirccs-neuromed-individua-una-finestra-temporale-di-dieci-anni.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139266-ansia-e-depressione-come-segnali-precoci-del-parkinson-uno-studio-dellirccs-neuromed-individua-una-finestra-temporale-di-dieci-anni.html#respond Thu, 26 Mar 2026 07:02:55 +0000 https://www.cblive.it/?p=139266 La malattia di Parkinson è conosciuta soprattutto per i suoi sintomi motori: tremore, rigidità, lentezza nei movimenti. Ma le ricerche degli ultimi anni indicano come la patologia possa iniziare molto prima che questi segni compaiano. Tra i segnali precoci più studiati ci sono i disturbi dell’umore: ansia e depressione possono precedere i sintomi motori anche …

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La malattia di Parkinson è conosciuta soprattutto per i suoi sintomi motori: tremore, rigidità, lentezza nei movimenti. Ma le ricerche degli ultimi anni indicano come la patologia possa iniziare molto prima che questi segni compaiano. Tra i segnali precoci più studiati ci sono i disturbi dell’umore: ansia e depressione possono precedere i sintomi motori anche di anni.

Uno studio dell’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Unità di Ricerca e di Neurofisiologia Clinica dello stesso istituto e con l’Università LUM di Casamassima, contribuisce ora a definire con maggiore precisione questa relazione, soprattutto dal punto di vista del tempo che intercorre tra i segnali precoci e la comparsa clinica della malattia.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Neurology, è stata condotta nell’ambito del Progetto Moli-sani. Delle oltre 24.000 persone partecipanti al progetto, seguite per una mediana di quindici anni, al momento del reclutamento nello studio 1.760 avevano una diagnosi di ansia o depressione con relativo trattamento farmacologico. Analizzando negli anni successivi i dati sul loro stato di salute, e confrontandoli con quelli di altri partecipanti che non presentavano quei disturbi, i ricercatori hanno potuto osservare che le persone con ansia o depressione iniziale presentavano un rischio doppio di sviluppare il Parkinson. L’elemento più rilevante, però, ha riguardato il ruolo del tempo intercorso tra la diagnosi di ansia o depressione e la manifestazione clinica del Parkinson: l’associazione tra i disturbi psichiatrici e il successivo sviluppo della malattia è risultata evidente solo quando i due eventi si verificavano a distanza di meno di dieci anni l’uno dall’altro. Oltre questa soglia temporale, il legame scompare. Questo suggerisce che ansia e depressione, quando seguite dal Parkinson non rappresentano una condizione concomitante o di rischio, ma un segnale precoce della neurodegenerazione in corso.

“La finestra temporale di circa 10 anni che abbiamo identificato – spiega la dottoressa Francesca Bracone, prima autrice dello studio – è un dato concreto che può aiutare i clinici a interpretare con maggiore attenzione alcuni possibili segnali precoci della malattia. Non si tratta di allarmare chi soffre di ansia o depressione: questi disturbi sono molto comuni e, nella grande maggioranza dei casi, non precedono il Parkinson. Ma quando si presentano insieme ad altri segnali non motori come i disturbi del sonno o la perdita dell’olfatto, una maggiore attenzione neurologica potrebbe fare la differenza”.

“Questo studio – sottolinea il professor Alfredo Berardelli, Professore Emerito di Neurologia presso l’Università la Sapienza di Roma e Coordinatore dell’Unità di Ricerca e di Neurofisiopatologia Clinica dell’IRCCS Neuromed – ha anche evidenziato che l’associazione era ancora più marcata nelle persone che erano state trattate contemporaneamente sia per ansia che per depressione, mentre non emergeva alcun rischio in chi aveva soltanto dichiarato di avere questi disturbi, ma non riceveva una terapia specifica, o viceversa assumeva farmaci ma senza una diagnosi dichiarata. Questo rafforza l’importanza di incrociare le informazioni cliniche con quelle farmacologiche per identificare correttamente le persone a rischio”.

“A venti anni dal suo inizio, il Progetto Moli-sani è uno degli studi di coorte più longevi d’Italia – commenta il professor Augusto Di Castelnuovo, dell’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed – e questo ci ha permesso di osservare i partecipanti per un lungo periodo di tempo, ricostruendo con precisione la storia clinica di ciascuno. Siamo così riusciti a dare una misura temporale concreta a qualcosa che la medicina sospettava da tempo: che la mente possa anticipare i segnali di una malattia del movimento”.

Questi risultati potrebbero aprire la strada a strategie di sorveglianza più mirate, che non sostituiscano gli attuali percorsi diagnostici ordinari, ma li integrino con una maggiore attenzione verso i segnali psichiatrici precoci.

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Termoli, riapre il servizio di Neuropsichiatria Infantile. “Presidio vitale per il territorio” https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/termoli-riapre-il-servizio-di-neuropsichiatria-infantile-presidio-vitale-per-il-territorio.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/termoli-riapre-il-servizio-di-neuropsichiatria-infantile-presidio-vitale-per-il-territorio.html#respond Sat, 21 Mar 2026 12:12:40 +0000 https://www.cblive.it/?p=139218 Il servizio di Neuropsichiatria Infantile torna ufficialmente operativo presso il Consultorio di Termoli. Una riapertura che rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute mentale e dello sviluppo dei minori nell’area costiera. Le attività si svolgeranno ogni lunedì, a partire dal 23 marzo 2026, dalle ore 8:00 alle ore 14:00. A disposizione della comunità …

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Il servizio di Neuropsichiatria Infantile torna ufficialmente operativo presso il Consultorio di Termoli. Una riapertura che rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute mentale e dello sviluppo dei minori nell’area costiera.
Le attività si svolgeranno ogni lunedì, a partire dal 23 marzo 2026, dalle ore 8:00 alle ore 14:00.
A disposizione della comunità un’equipe multidisciplinare completa pronta a farsi carico delle diverse fragilità dell’età evolutiva. Non si tratterà solo di visite isolate, ma di un percorso di cura integrato che vedrà coinvolti: neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti.
L’obiettivo è offrire una risposta a 360 gradi che vada oltre la semplice diagnosi. Il team si occuperà infatti di valutazione diagnostica, per individuare precocemente disturbi dello sviluppo, dell’apprendimento o del comportamento, di terapie e riabilitazione, inclusi i trattamenti farmacologici necessari.
Un aspetto cruciale sarà la costante collaborazione con le famiglie e le istituzioni scolastiche, essenziale per garantire che il percorso terapeutico prosegua armoniosamente in tutti i contesti di vita del bambino.
“La ripresa delle attività al Consultorio non è solo un ripristino di ambulatori e uffici, ma la ricostituzione di un ponte tra sanità e comunità, fondamentale per non lasciare sole le famiglie nella gestione di patologie complesse, soprattutto quando coinvolgono i minori” – le parole del Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo.

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All’Ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso’ arriva il medico Eric Francescangel: la chirurgia ginecologica oncologica riparte dal Molise https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139160-allospedale-cardarelli-di-campobasso-arriva-il-medico-eric-francescangel-la-chirurgia-ginecologica-oncologica-riparte-dal-molise.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139160-allospedale-cardarelli-di-campobasso-arriva-il-medico-eric-francescangel-la-chirurgia-ginecologica-oncologica-riparte-dal-molise.html#respond Tue, 17 Mar 2026 07:27:20 +0000 https://www.cblive.it/?p=139160 Un nuovo, prestigioso tassello si aggiunge al mosaico della sanità molisana. Questa mattina, presso la sede ASReM di Campobasso, è stato presentato ufficialmente il dottor Eric Francescangeli, chirurgo di fama nazionale, e non solo, esperto di tecniche mininvasive, che si occuperà di Chirurgia Ginecologica Oncologica al P.O. ‘Cardarelli’ del capoluogo.  Un arrivo che non è …

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Un nuovo, prestigioso tassello si aggiunge al mosaico della sanità molisana. Questa mattina, presso la sede ASReM di Campobasso, è stato presentato ufficialmente il dottor Eric Francescangeli, chirurgo di fama nazionale, e non solo, esperto di tecniche mininvasive, che si occuperà di Chirurgia Ginecologica Oncologica al P.O. ‘Cardarelli’ del capoluogo. 
Un arrivo che non è solo un cambio di guardia, ma una dichiarazione d’intenti: l’ASReM punta con decisione sull’innovazione robotica per abbattere la mobilità passiva e offrire alle pazienti cure d’eccellenza “in casa”.
Laureatosi nel 2002 con specializzazione in Ginecologia e Ostetricia nel 2007, il dottor Francescangeli ha costruito la sua carriera nei principali centri specialistici d’Europa, soggiornando in Germania, Francia e Belgio. Dopo l’esperienza alla Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, dal 2012 ha operato presso l’Istituto Clinico Sant’Anna di Brescia, diventando un punto di riferimento e docente per la laparoscopia tradizionale e microlaparoscopia.
Dal 2022 ha ricoperto il ruolo di Primario, guidando un’equipe specializzata in tecniche innovative e vantando numeri impressionanti: 2.500 interventi eseguiti in soli tre anni.
Durante l’incontro il dott. Francescangeli ha mostrato determinazione: “L’obiettivo è rilanciare. Vivo da un po’ questa regione e so che ci sono grandi potenzialità. Il robot è un presidio fondamentale, ma il nostro traguardo umano è evitare che le pazienti debbano cercare cure fuori regione. Ne parlavo da tempo con il dottor Biondelli e sono felice di questa opportunità”.
E proprio il dott. Vincenzo Biondelli, Direttore del Dipartimento Misto Transmurale della Donna e del Bambino dell’ASReM, ha sottolineato l’importanza strategica di potenziare la chirurgia mininvasiva per alzare lo standard del dipartimento.
Del resto, come aggiunto dal dott. Franco Doganiero, Direttore della SC Ostetricia e Ginecologia del Cardarelli, “la specializzazione nella robotica del dott. Francescangeli, sarà una risorsa preziosa per tutti i medici della nostra struttura”.
“Siamo orgogliosi di investire su professionisti di qualità – ha rimarcato la Direttrice Amministrativa dell’ASReM, Grazia MataranteLa robotica non solo garantisce cure migliori, ma permette modelli organizzativi nuovi e un risparmio reale sui costi della degenza post-operatoria grazie alla mininvasività”.
“Con Francescangeli – ha concluso il Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santoapriamo un nuovo capitolo per la ginecologia oncologica. Creiamo eccellenza limitando la mobilità passiva e diamo un impulso decisivo alla chirurgia robotica, implementando costantemente il numero degli interventi”.
Un impegno che si concretizzerà già la prossima settimana, quando il dott. Francescangeli ha fissato i suoi primi interventi in Molise.
Già da lunedì 16 marzo 2026, invece, la presa di servizio ufficiale del dirigente medico al P.O. Cardarelli di Campobasso.

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Sanità territoriale, riaprono farmacia ospedaliera e centro dialisi al Vietri. Roberti: “Restituiti servizi a comunità” https://www.cblive.it/politica/sanita-territoriale-riaprono-farmacia-ospedaliera-e-centro-dialisi-al-vietri-roberti-restituiti-servizi-a-comunita.html https://www.cblive.it/politica/sanita-territoriale-riaprono-farmacia-ospedaliera-e-centro-dialisi-al-vietri-roberti-restituiti-servizi-a-comunita.html#respond Thu, 12 Mar 2026 06:56:48 +0000 https://www.cblive.it/?p=139095 Una giornata simbolica per la sanità molisana e per il territorio del Basso Molise. All’Ospedale Vietri sono stati riaperti ufficialmente la farmacia ospedaliera e il reparto dialisi, alla presenza dei sanitari, del Presidente della Regione Molise Francesco Roberti, del Direttore Generale Giovanni Di Santo, del Direttore Sanitario Giovanni Giorgetta e del nefrologo di Isernia Guglielmo …

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Una giornata simbolica per la sanità molisana e per il territorio del Basso Molise. All’Ospedale Vietri sono stati riaperti ufficialmente la farmacia ospedaliera e il reparto dialisi, alla presenza dei sanitari, del Presidente della Regione Molise Francesco Roberti, del Direttore Generale Giovanni Di Santo, del Direttore Sanitario Giovanni Giorgetta e del nefrologo di Isernia Guglielmo Venditti.

Un momento importante non solo per il presidio ospedaliero larinese, ma per l’intera rete sanitaria regionale, che punta su innovazione, medicina di prossimità e rafforzamento dei servizi territoriali.

La riattivazione del servizio si inserisce in un progetto più ampio di innovazione organizzativa. Il centro dialisi di Larino opererà infatti secondo il modello CAL – Centro ad Assistenza Limitata, collegato in telemedicina con i centri hub regionali.

Il sistema prevede la presenza di infermieri qualificati e il monitoraggio costante da parte dei medici attraverso tecnologie avanzate di teleassistenza. I pazienti selezionati secondo criteri clinici specifici saranno seguiti per tutta la durata del trattamento con collegamento diretto con il centro di riferimento.

«I pazienti non sono mai soli – è stato spiegato dal nefrologo VendittiPer tutte le quattro ore di trattamento sono in contatto continuo con il medico grazie a sistemi di telemedicina avanzata che consentono anche una valutazione visiva molto dettagliata. È una realtà già presente in centinaia di centri italiani e rappresenta un passo avanti verso una sanità più moderna e accessibile».

Durante la giornata è stato presentato anche un progetto pilota destinato a segnare il futuro dell’assistenza nefrologica: l’emodialisi domiciliare assistita.

L’iniziativa consentirà, per i pazienti che rispondono a specifici criteri clinici, di effettuare la dialisi direttamente a casa con l’assistenza di infermieri formati e collegati in telemedicina con il centro ospedaliero. Una soluzione che punta a migliorare qualità della vita, efficienza del sistema e sostenibilità della sanità pubblica.

Il Presidente Francesco Roberti ha annunciato un ulteriore sostegno concreto ai pazienti dializzati: la Regione Molise ha già acquistato tre van da nove posti, attrezzati anche per il trasporto di persone con disabilità.

I mezzi saranno affidati agli ambiti territoriali per accompagnare gratuitamente i pazienti ai centri dialisi quando non hanno la possibilità di raggiungerli autonomamente o con l’aiuto dei familiari.

«È una mattinata in cui restituiamo e annunciamo servizi al territorio – ha dichiarato il Presidente della Regione Molise – Stiamo lavorando in maniera capillare su ogni punto del Molise per riattivare presidi e servizi che in passato erano stati chiusi. Lo stiamo facendo qui a Larino e lo stiamo facendo anche a Venafro, dove seguiamo quotidianamente l’avanzamento dei lavori. Oggi riapriamo un centro per i dializzati e questo non può che renderci soddisfatti perché ridiamo ai cittadini la possibilità di non doversi spostare per curarsi».

Roberti ha ricordato come il modello organizzativo basato sulla telemedicina consenta di garantire sicurezza e continuità assistenziale anche nei centri territoriali.

«I pazienti dializzati possono continuare a usufruire di questo servizio a Larino grazie alla telemedicina – ha spiegato – Stiamo portando avanti lo stesso modello anche ad Agnone e stiamo lavorando per Venafro, con l’obiettivo di creare una rete territoriale efficiente. Inoltre, attraverso gli ambiti sociali, metteremo presto a disposizione un servizio di trasporto per i pazienti che non hanno la possibilità di raggiungere autonomamente i centri dialisi».

Roberti ha poi indicato le priorità della Regione per il prossimo futuro, a partire dall’equilibrio dei conti della sanità. «Il nostro obiettivo è ridurre il disavanzo sanitario, che ha carattere strutturale e deriva anche dai debiti delle vecchie ASL. Stiamo lavorando su più fronti: dal controllo della spesa farmaceutica alla riduzione della mobilità passiva, soprattutto per prestazioni di bassa complessità come la riabilitazione. Molti cittadini oggi si curano fuori regione per questi servizi, generando costi per circa 12 milioni di euro. Vogliamo organizzare queste attività direttamente in Molise, sia nelle strutture pubbliche che private».

Infine, il Presidente ha evidenziato i segnali di crescente attrattività del sistema sanitario regionale: «Oggi la sanità molisana sta tornando ad essere attrattiva anche per i professionisti. Ai nostri concorsi partecipano sempre più medici: basti pensare che al concorso per oculistica si sono iscritti circa 70 candidati. Questo significa che stanno arrivando giovani professionisti, nuove competenze e nuove tecnologie. Serve tempo, ma stiamo lavorando per ridare fiducia ai cittadini e far sì che possano curarsi con serenità nelle strutture del proprio territorio».

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Guardie mediche, la Conferenza dei Sindaci chiede la sospensione del decreto commissariale: “Pronti al ricorso” https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/guardie-mediche-la-conferenza-dei-sindaci-chiede-la-sospensione-del-decreto-commissariale-pronti-al-ricorso.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/guardie-mediche-la-conferenza-dei-sindaci-chiede-la-sospensione-del-decreto-commissariale-pronti-al-ricorso.html#respond Thu, 05 Mar 2026 12:29:52 +0000 https://www.cblive.it/?p=138992 Si è riunita ieri, nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, la Conferenza dei Sindaci per affrontare le principali criticità del sistema sanitario regionale, con particolare attenzione al servizio di continuità assistenziale. All’incontro hanno preso parte anche il presidente della Regione Francesco Roberti, l’assessore regionale Michele Iorio e il direttore generale dell’ASREM, Giovanni Di …

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Si è riunita ieri, nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, la Conferenza dei Sindaci per affrontare le principali criticità del sistema sanitario regionale, con particolare attenzione al servizio di continuità assistenziale.

All’incontro hanno preso parte anche il presidente della Regione Francesco Roberti, l’assessore regionale Michele Iorio e il direttore generale dell’ASREM, Giovanni Di Santo.

Durante la riunione i primi cittadini hanno discusso le difficoltà che interessano la sanità molisana, soffermandosi in particolare sulla riorganizzazione del servizio di guardia medica prevista dal decreto commissariale, che potrebbe comportare la soppressione di numerose sedi sul territorio.

“Siamo pronti a dare battaglia – ha dichiarato il presidente della Conferenza dei Sindaci, Daniele Saia – perché non possiamo accettare che il diritto alla salute dei nostri cittadini venga negato. Il presidente Roberti ci ha comunicato che la Regione Molise chiederà la sospensione del decreto commissariale che riorganizza il servizio di continuità assistenziale, per evitare il taglio di numerose guardie mediche”.

Saia ha inoltre sottolineato che, qualora la sospensione non dovesse diventare effettiva, tutti i Comuni sono pronti a presentare ricorso contro il provvedimento. “In un quadro regionale già molto critico – ha aggiunto – non si può pensare di togliere ai cittadini un presidio di assistenza vicino e fondamentale. Bisogna piuttosto lavorare per rafforzare la rete territoriale e prevedere maggiori investimenti nel sistema dell’emergenza-urgenza”.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato che la Conferenza dei Sindaci lavorerà alla redazione di osservazioni sul nuovo Piano operativo sanitario 2026-2028, che andranno ad aggiungersi a quelle che verranno elaborate dalla Regione Molise, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento complessivo dell’organizzazione sanitaria sul territorio.

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Sanità molisana, i sindaci presentano un emendamento alla riforma: incentivi per i medici e tutele per i servizi nei territori https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/sanita-molisana-i-sindaci-presentano-un-emendamento-alla-riforma-incentivi-per-i-medici-e-tutele-per-i-servizi-nei-territori.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/sanita-molisana-i-sindaci-presentano-un-emendamento-alla-riforma-incentivi-per-i-medici-e-tutele-per-i-servizi-nei-territori.html#respond Wed, 04 Mar 2026 20:25:37 +0000 https://www.cblive.it/?p=138989 È stata presentata ieri pomeriggio, nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, la proposta di emendamento alla legge delega sulla riorganizzazione sanitaria elaborata dalla Conferenza dei Sindaci. Il documento introduce una serie di correttivi con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario regionale e garantire servizi adeguati soprattutto nelle aree più periferiche e disagiate del …

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È stata presentata ieri pomeriggio, nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, la proposta di emendamento alla legge delega sulla riorganizzazione sanitaria elaborata dalla Conferenza dei Sindaci.

Il documento introduce una serie di correttivi con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario regionale e garantire servizi adeguati soprattutto nelle aree più periferiche e disagiate del territorio molisano.

Tra i punti principali dell’emendamento figura l’introduzione di incentivi economici e organizzativi per il personale sanitario che sceglie di lavorare nelle strutture pubbliche. Le risorse previste sarebbero aggiuntive rispetto a quelle ordinarie, così da non gravare sui bilanci regionali. La misura punta in particolare a contrastare la carenza di medici, fenomeno che negli ultimi anni ha colpito soprattutto i territori più difficili da raggiungere.

L’emendamento propone inoltre criteri correttivi rispetto al Decreto Ministeriale 70, per evitare che una rigida applicazione delle soglie numeriche previste dalla normativa possa portare alla riduzione o alla soppressione di servizi e presidi essenziali. In particolare, viene chiesto che nei territori caratterizzati da tempi di percorrenza più lunghi siano comunque garantiti i servizi per le patologie tempo-dipendenti, assicurando l’accesso alle cure entro tempi compatibili con la sicurezza dei pazienti.

Nel documento della Conferenza dei Sindaci viene inoltre ribadita la necessità che l’ospedale Ospedale Cardarelli, presidio HUB regionale, garantisca servizi di diagnosi e terapia propri di un DEA di II livello per le patologie tempo-dipendenti, rafforzando così il ruolo centrale della struttura nel sistema sanitario molisano.

Tra le altre richieste avanzate figurano anche il potenziamento delle guardie mediche e del servizio di emergenza territoriale 118, oltre all’introduzione di correttivi nel riparto del Fondo sanitario nazionale, con l’obiettivo di assicurare maggiore equità tra i territori.

“Sono richieste che stiamo facendo da cinque anni – ha commentato il presidente della Conferenza dei Sindaci, Daniele Saia –. Speriamo che questo emendamento venga accolto e sostenuto da tutte le forze politiche. Ribadisco che sulla sanità non devono esserci divisioni: servono trasversalità e unità d’intenti per tutelare il diritto alle cure di tutti i cittadini molisani”.

La proposta di emendamento è stata formalmente trasmessa ai parlamentari molisani e al presidente della Regione Francesco Roberti.

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