Neuromed Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/rubriche/neuromed La città di Campobasso in diretta Thu, 23 Apr 2026 17:26:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png Neuromed Archivi - CBlive https://www.cblive.it/category/rubriche/neuromed 32 32 Proteggere il cuore durante la chemioterapia: una possibile strategia agendo sui meccanismi cellulari https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/proteggere-il-cuore-durante-la-chemioterapia-una-possibile-strategia-agendo-sui-meccanismi-cellulari.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/proteggere-il-cuore-durante-la-chemioterapia-una-possibile-strategia-agendo-sui-meccanismi-cellulari.html#respond Thu, 23 Apr 2026 17:26:07 +0000 https://www.cblive.it/?p=139742 Alcuni farmaci chemioterapici, pur essendo molto efficaci contro i tumori, possono avere effetti collaterali importanti sul cuore. È il caso della doxorubicina, largamente utilizzata in oncologia, ma associata nel tempo a un rischio di danno cardiaco. Comprendere come prevenire questo effetto è una delle sfide più rilevanti della cardio-oncologia. Uno studio condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed, in …

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Alcuni farmaci chemioterapici, pur essendo molto efficaci contro i tumori, possono avere effetti collaterali importanti sul cuore. È il caso della doxorubicina, largamente utilizzata in oncologia, ma associata nel tempo a un rischio di danno cardiaco. Comprendere come prevenire questo effetto è una delle sfide più rilevanti della cardio-oncologia.

Uno studio condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università Europea di Roma, l’Università di Padova e l’ICOT Istituto “Marco Pasquali” di Latina, pubblicato sulla rivista Basic Research in Cardiology, ha individuato un possibile meccanismo su cui intervenire: il cosiddetto “flusso autofagico”, un processo fondamentale attraverso cui le cellule eliminano e riciclano componenti danneggiati.

Quando questo sistema funziona correttamente, contribuisce a mantenere le cellule in salute. Nel caso della doxorubicina, invece, i ricercatori hanno osservato che il processo si blocca, portando all’accumulo di materiali di scarto e a un progressivo deterioramento delle cellule cardiache.

Lo studio ha dimostrato, in modelli sperimentali, che è possibile riattivare questo meccanismo attraverso diverse strategie farmacologiche. In particolare, l’uso di composti naturali come trealosio e spermidina, già noti per la loro sicurezza, o di un peptide sintetico in grado di agire direttamente sui meccanismi dell’autofagia, ha consentito di ripristinare il corretto funzionamento del sistema di “pulizia” cellulare. Questo intervento si è tradotto in una protezione significativa del cuore: miglioramento della funzione cardiaca, riduzione del danno cellulare e migliore qualità dei mitocondri, le strutture che forniscono energia alle cellule.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il fatto che questa protezione non sembra interferire con l’efficacia antitumorale della doxorubicina. Nei modelli utilizzati nello studio, infatti, i trattamenti che riattivano l’autofagia hanno preservato la funzione cardiaca senza ridurre l’azione del farmaco contro il tumore.

“I risultati suggeriscono che il blocco dell’autofagia è un passaggio chiave nel danno cardiaco indotto dalla chemioterapia – dice Leonardo Schirone, ricercatore dell’Università Europea di Roma – e che il suo ripristino può rappresentare una strategia efficace per proteggere il cuore”.

“Abbiamo osservato – aggiunge Maurizio Forte, ricercatore del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed – che diversi approcci, sia con composti naturali sia con molecole più selettive, portano allo stesso risultato indicando che il bersaglio principale è proprio il recupero del corretto flusso autofagico”.

Si tratta di risultati ancora preclinici, ma che aprono prospettive interessanti. Composti come trealosio e spermidina sono già utilizzati come integratori alimentari e potrebbero, in futuro, essere studiati anche come supporto nei trattamenti oncologici, con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali a carico del cuore.

“I nostri dati indicano una possibile strada per rendere le terapie oncologiche più sicure dal punto di vista cardiovascolare – commenta Sebastiano Sciarretta, responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed, Professore Ordinario presso l’Università Sapienza di Roma – Saranno naturalmente necessari studi clinici, quindi su pazienti, per verificare questi risultati”.

 

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Neurochirurgia da svegli con ipnosi, al Neuromed un approccio integrato per preservare le funzioni cerebrali https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139310-neurochirurgia-da-svegli-con-ipnosi-al-neuromed-un-approccio-integrato-per-preservare-le-funzioni-cerebrali.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/139310-neurochirurgia-da-svegli-con-ipnosi-al-neuromed-un-approccio-integrato-per-preservare-le-funzioni-cerebrali.html#respond Sun, 29 Mar 2026 20:36:06 +0000 https://www.cblive.it/?p=139310 Nell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli è stato eseguito un intervento neurochirurgico con paziente sveglio (la cosiddetta tecnica “awake”) con integrazione di tecniche di ipnosi clinica. L’approccio ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente. La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle “aree nobili”, …

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Nell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli è stato eseguito un intervento neurochirurgico con paziente sveglio (la cosiddetta tecnica “awake”) con integrazione di tecniche di ipnosi clinica. L’approccio ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente.

La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle “aree nobili”, come ad esempio quelle che controllano il movimento, il linguaggio, la memoria, la capacità di riconoscere i volti o di eseguire calcoli. In questi casi, durante alcune fasi dell’intervento, il paziente è sveglio e collabora con l’équipe eseguendo semplici compiti, permettendo il monitoraggio in tempo reale delle funzioni cerebrali e guidando l’azione del neurochirurgo.

Nel caso specifico, la lesione era localizzata in un’area motoria coinvolta nel movimento del piede. Durante l’intervento, al paziente è stato chiesto di eseguire movimenti mirati dell’arto, consentendo un monitoraggio continuo e permettendo di preservare la funzione motoria. In questo contesto, le tecniche di ipnosi clinica hanno permesso di modulare in modo dinamico lo stato del paziente, favorendo la collaborazione attiva durante le fasi di monitoraggio motorio e un profondo rilassamento nelle fasi chirurgiche non collaborative. Questo ha consentito condizioni operative ottimali, inclusa la riduzione dell’attività muscolare interferente durante le fasi di stimolazione. L’integrazione di queste tecniche ha inoltre consentito di ridurre al minimo l’utilizzo di farmaci anestetici, favorendo una maggiore stabilità intraoperatoria e un recupero rapido già nelle prime ore successive all’intervento.

“L’ipnosi – dice il professor Vincenzo Esposito, Responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed – non è qualcosa di magico, ma uno strumento che consente di mettere il paziente a proprio agio e ridurre in modo significativo l’ansia legata alla chirurgia da sveglio. Questo si traduce in una collaborazione più efficace durante l’intervento e in una maggiore affidabilità nella valutazione delle funzioni”.

Le tecniche di ipnosi clinica sono state utilizzate per favorire la focalizzazione dell’attenzione, ridurre l’ansia e facilitare la risposta del paziente ai compiti richiesti, limitando l’interferenza degli stimoli ambientali. “Abbiamo lavorato insieme già dal giorno precedente all’intervento – spiega il dottor Marco Ciavarro, neuropsicologo – costruendo un percorso che ha permesso al paziente di mantenere un’elevata focalizzazione attentiva e una collaborazione costante anche nelle fasi più delicate”.

“Dal punto di vista anestesiologico – dice Svitlana Kaskiv, anestesista Neuromed – l’integrazione con l’ipnosi consente di modulare in modo più fine lo stato del paziente, mantenendo elevati standard di sicurezza e stabilità intraoperatoria, con un utilizzo minimo dei farmaci ansiolitici. Inoltre, con tale metodica, il paziente sopporta meglio l’anestesia locale che viene fatta a livello del cranio nella fase iniziale dell’intervento”.

 

Il paziente, a due giorni dall’intervento, ha raccontato di aver vissuto l’esperienza in modo più semplice di quanto si aspettasse. “La sala operatoria è passata liscia, non sentivo dolore. Ascoltavo solo la voce che mi guidava, e riuscivo a fare quello che mi veniva chiesto, come muovere il piede. Pensavo ai miei figli, a quello che voglio tornare a fare. Per me è durato molto meno di quanto è stato realmente”.

L’integrazione di tecniche di ipnosi clinica nella chirurgia da svegli rappresenta un ulteriore sviluppo dell’approccio multidisciplinare, in cui neurochirurghi, anestesisti e neuropsicologi lavorano in stretta sinergia con il paziente. “La riduzione della componente ansiosa – spiega Esposito consente di limitare l’uso di farmaci aggiuntivi e di ottenere una valutazione più precisa delle funzioni durante l’intervento. Questo rende la procedura più fluida e, spesso, anche più rapida, con un’esperienza complessivamente positiva per il paziente”.

È da sottolineare come al Neuromed le tecniche di ipnosi clinica siano applicate anche in altri contesti chirurgici, in particolare negli interventi di chirurgia spinale, sempre con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del paziente nelle fasi pre e post-operatorie. I dati preliminari raccolti indicano una riduzione dei livelli di ansia e una minore necessità di farmaci analgesici, suggerendo un potenziale beneficio anche in termini di recupero complessivo.

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Giornata Mondiale del Sonno, gli specialisti del Neuromed ricordano l’importanza di riconoscere e trattare i suoi disturbi https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/giornata-mondiale-del-sonno-gli-specialisti-del-neuromed-ricordano-limportanza-di-riconoscere-e-trattare-i-suoi-disturbi.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/giornata-mondiale-del-sonno-gli-specialisti-del-neuromed-ricordano-limportanza-di-riconoscere-e-trattare-i-suoi-disturbi.html#respond Fri, 13 Mar 2026 06:59:55 +0000 https://www.cblive.it/?p=139108 Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita, ma spesso è uno degli aspetti più trascurati della salute. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, che quest’anno ricorre venerdì 13 marzo, l’attenzione si concentra sui disturbi del riposo notturno, problemi molto diffusi ma ancora poco riconosciuti, che possono avere conseguenze importanti sul benessere generale …

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Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita, ma spesso è uno degli aspetti più trascurati della salute. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, che quest’anno ricorre venerdì 13 marzo, l’attenzione si concentra sui disturbi del riposo notturno, problemi molto diffusi ma ancora poco riconosciuti, che possono avere conseguenze importanti sul benessere generale e sulla salute del cervello.

“Innanzitutto siamo ben contenti che esista una giornata mondiale dedicata a questo argomento – dice professor Andrea Romigi – del Centro di Medicina del Sonno dell’I.R.C.C.S. Neuromed e Unicamillus – ma dovremmo ricordarci dell’importanza del sonno anche negli altri giorni dell’anno. La nostra salute dipende molto da come dormiamo”.

Tra i disturbi più frequenti, sottolinea Romigi: “Sicuramente ci sono l’insonnia e le apnee del sonno, che sono anche il motivo più frequente di accesso al nostro Centro, come avviene in tutti i Centri di Medicina del sonno”.

Disturbi che incidono su durata e qualità del sonno, e che non limitano le loro conseguenze alla ‘semplice’ stanchezza del giorno dopo. Dormire poco o male può infatti compromettere la memoria, la capacità di concentrazione e la qualità delle relazioni sociali, oltre ad aumentare la sonnolenza diurna e quindi anche il rischio di incidenti.

“Se dormiamo poco e male – sottolinea Romigi – tutto ciò che riguarda l’acquisizione delle informazioni, quindi la memoria e la nostra capacità di relazionarci con gli altri, funziona peggio. Ma c’è anche un altro aspetto importante: il cervello fa più fatica a eliminare alcune sostanze tossiche, come la beta-amiloide e la tau o l’alfasinucleina, proteine strettamente legate a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o il Parkinson”.

Prendersi cura del sonno significa quindi proteggere la salute in generale, sotto diversi punti di vista, come vuole evidenziare con forza il neurologo: “Il sonno è un prodotto del cervello, che allo stesso tempo serve al cervello stesso, ed è uno dei meccanismi con cui il nostro organismo regola molti processi biologici. Tra questi processi, non dobbiamo mai trascurarlo, c’è anche il controllo dell’appetito. Dormire poco o in modo irregolare può infatti modificare le abitudini alimentari, spostando i pasti verso orari più tardivi e favorendo cibi più gratificanti dal punto di vista immediato, spesso più calorici e meno salutari”.

La domanda più frequente è “quanto bisogna dormire per mantenere un buon equilibrio?”. Non esiste una risposta identica per tutti, ma esistono indicazioni generali abbastanza chiare: “Sappiamo che esistono i cosiddetti brevi dormitori e i lunghi dormitori, ma mediamente dovremmo dormire almeno sette ore per notte. Questa dovrebbe essere una regola di base. Un altro elemento fondamentale è però la regolarità degli orari. Dovremmo cercare di mantenere un orario di addormentamento abbastanza regolare, allineando il nostro orologio biologico con quello solare, quindi con l’esposizione alla luce naturale. Invece spesso è l’orologio sociale a sfasarsi più facilmente. Restare svegli fino a tardi per scorrere i social o guardare molte puntate di una serie televisiva non è certo un comportamento fisiologico per il nostro sonno”.

La Giornata mondiale del sonno diventa quindi l’occasione per ricordare che il riposo notturno non è un lusso né una semplice pausa dalle attività quotidiane, ma un piacere non negoziabile e una componente essenziale della salute, al pari dell’alimentazione o dell’attività fisica.

 

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Giornata Mondiale Malattie Rare, alla Fondazione Neuromed un incontro per accendere i riflettori sulla realtà molisana https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/138902-giornata-mondiale-malattie-rare-alla-fondazione-neuromed-un-incontro-per-accendere-i-riflettori-sulla-realta-molisana.html https://www.cblive.it/rubriche/divulgazione-approfondimenti-e-news-su-salute-e-benessere/138902-giornata-mondiale-malattie-rare-alla-fondazione-neuromed-un-incontro-per-accendere-i-riflettori-sulla-realta-molisana.html#respond Fri, 27 Feb 2026 11:19:24 +0000 https://www.cblive.it/?p=138902 In occasione della Giornata delle Malattie Rare (28 febbraio 2026) la Fondazione Neuromed promuove, insieme ad Asrem, Regione Molise e Università degli Studi del Molise, un convegno ECM (Educazione Continua in Medicina) con lo scopo di fare il punto sul tema delle malattie rare in Molise. Titolo dell’incontro è ‘Giornata mondiale delle Malattie rare: accendiamo …

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In occasione della Giornata delle Malattie Rare (28 febbraio 2026) la Fondazione Neuromed promuove, insieme ad Asrem, Regione Molise e Università degli Studi del Molise, un convegno ECM (Educazione Continua in Medicina) con lo scopo di fare il punto sul tema delle malattie rare in Molise. Titolo dell’incontro è ‘Giornata mondiale delle Malattie rare: accendiamo i riflettori sulla realtà molisana’ e si terrà sabato, 28 febbraio, a partire dalle ore 9.00, nella Sala Auditorium del Palazzo Ex GIL Domus della Cultura, in Via Milano, 15, Campobasso.

L’incontro vedrà la presenza di diverse figure professionali sanitarie che si occupano di Malattie rare, oltre che dei protagonisti della rete assistenziale. Si parlerà, tra gli altri temi, del Registro Malattie rare e dell’assistenza ai pazienti dal punto di vista delle Associazioni.

Il convegno nasce dalla volontà di promuovere informazione, confronto e sensibilizzazione sul tema delle Malattie rare e dall’obiettivo di favorire il dialogo tra pazienti, famiglie, professionisti sanitari, Associazioni e Istituzioni. Si vuole, altresì, offrire un momento di riflessione sulle possibilità diagnostiche e di presa in carico dei pazienti rari in Molise, tra molte criticità e qualche punto di forza.

Accendere i riflettori sulla realtà molisana significa riconoscere che bisogna compiere passi in avanti per rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle persone affette da Malattie rare, delle loro famiglie e delle Associazioni, con lo scopo di stimolare azioni concrete volte a migliorare i servizi e rendere il Sistema più efficiente e inclusivo.

 

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Rete ictus, la nota dell’IRCCS Neuromed: per salvare vite umane è indispensabile la tempestività. Noi a disposizione del Servizio Sanitario Regionale e dei molisani https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/rete-ictus-la-nota-dellirccs-neuromed-per-salvare-vite-umane-e-indispensabile-la-tempestivita-noi-a-disposizione-del-servizio-sanitario-regionale-e-dei-molisani.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/rete-ictus-la-nota-dellirccs-neuromed-per-salvare-vite-umane-e-indispensabile-la-tempestivita-noi-a-disposizione-del-servizio-sanitario-regionale-e-dei-molisani.html#respond Fri, 08 Aug 2025 15:02:37 +0000 https://www.cblive.it/?p=136294 Il dibattito strumentale delle ultime ore sulla sanità e sul ruolo del nostro Istituto ci impone di chiarire alcuni punti che riteniamo essenziali. Partendo da un presupposto fondamentale, che è la pietra miliare di tutta l’attività medica e scientifica dell’IRCCS NEUROMED: il nostro obiettivo è salvare vite umane. Per salvare vite umane è però indispensabile …

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Il dibattito strumentale delle ultime ore sulla sanità e sul ruolo del nostro Istituto ci impone di chiarire alcuni punti che riteniamo essenziali.

Partendo da un presupposto fondamentale, che è la pietra miliare di tutta l’attività medica e scientifica dell’IRCCS NEUROMED: il nostro obiettivo è salvare vite umane.

Per salvare vite umane è però indispensabile la tempestività: nelle patologie tempo dipendenti anche un solo minuto può essere decisivo. Ed è con questa consapevolezza che ci impegniamo, da oltre 40 anni, senza risparmio di forze e di energie, per migliorare la qualità e la celerità delle prestazioni/cure/interventi in soccorso degli ammalati.

Non a caso siamo unanimemente riconosciuti come eccellenza, di rilievo nazionale e internazionale, nel campo delle neuroscienze.

La “stroke unit” di Neuromed è operativa da oltre 20 anni con straordinari successi proprio nella delicatissima missione sanitaria di salvare la vita alle persone colpite da ictus garantendo loro, in ogni caso, di condurre un’esistenza autonoma o qualitativamente dignitosa anche negli anni successivi.

Questo fa il Neuromed e questo è ciò che gli viene riconosciuto a livello nazionale e internazionale.

Un’evidenza che probabilmente è stata alla base del decreto 100 dei commissari regionali alla sanità, avallato dal Ministero della Salute, con il quale si consente ai pazienti colpiti da ictus di curarsi nel Centro molisano di alta specialità.

Appare infatti del tutto incomprensibile che i cittadini molisani, pur potendo usufruire di un servizio in loco di tale valore, vengano trasferiti in strutture extraregionali a centinaia di chilometri di distanza, con elicotteri o ambulanze, peraltro con notevole aggravio di costi economici e sociali.

Siamo e resteremo sempre a disposizione del Servizio Sanitario regionale, nell’interesse esclusivo dei molisani e nessuna polemica, nessun attacco strumentale cambierà mai la nostra missione: salvare vite umane.

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Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, il 24 luglio, al Parco Tecnologico del Neuromed https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/il-ministro-per-le-disabilita-alessandra-locatelli-il-24-luglio-al-parco-tecnologico-del-neuromed.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/il-ministro-per-le-disabilita-alessandra-locatelli-il-24-luglio-al-parco-tecnologico-del-neuromed.html#respond Thu, 17 Jul 2025 09:35:51 +0000 https://www.cblive.it/?p=135995 Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, sarà nel Parco Tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed giovedì 24 luglio, alle ore 12. Nell’Auditorium Marc Verstraete il Ministro incontrerà rappresentanti istituzionali, ricercatori, Associazioni e Cooperative sociali insieme ai ragazzi del CMR, Centro Medico di Diagnostica e Riabilitazione, di Sant’Agata dei Goti. L’incontro è teso a rafforzare la rete di …

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Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, sarà nel Parco Tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed giovedì 24 luglio, alle ore 12.

Nell’Auditorium Marc Verstraete il Ministro incontrerà rappresentanti istituzionali, ricercatori, Associazioni e Cooperative sociali insieme ai ragazzi del CMR, Centro Medico di Diagnostica e Riabilitazione, di Sant’Agata dei Goti.

L’incontro è teso a rafforzare la rete di collaborazione tra Enti, ricerca e Terzo settore nell’ambito delle attività di sostegno alle disabilità.

Presenti all’incontro, moderato dal Presidente della Fondazione Neuromed Mario Pietracupa, il Sindaco di Pozzilli Giacomo Del Corpo, il Presidente della Giunta regionale Francesco Roberti, il Direttore Generale dell’ASREM Giovanni Di Santo, la Consigliera regionale delegata alle Politiche sociali Stefania Passarelli, il Deputato al Parlamento europeo Aldo Patriciello.

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Controllare cinque semplici fattori di rischio allunga la vita https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/controllare-cinque-semplici-fattori-di-rischio-allunga-la-vita.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/controllare-cinque-semplici-fattori-di-rischio-allunga-la-vita.html#respond Mon, 07 Apr 2025 15:28:53 +0000 https://www.cblive.it/?p=134469 Non fumare, mantenere la pressione arteriosa sotto controllo, avere livelli di colesterolo nella norma, non sviluppare il diabete e conservare un peso corporeo adeguato: cinque condizioni che, se presenti a 50 anni, possono tradursi in molti anni di vita in più e, soprattutto, vissuti senza malattie cardiovascolari. È la conclusione di uno studio coordinato dal …

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Non fumare, mantenere la pressione arteriosa sotto controllo, avere livelli di colesterolo nella norma, non sviluppare il diabete e conservare un peso corporeo adeguato: cinque condizioni che, se presenti a 50 anni, possono tradursi in molti anni di vita in più e, soprattutto, vissuti senza malattie cardiovascolari.

È la conclusione di uno studio coordinato dal Global Cardiovascular Risk Consortium, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato al congresso dell’American College of Cardiology. I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre due milioni di persone, provenienti da 80 coorti in 39 paesi. Tra queste anche la coorte Moli-sani, seguita dall’I.R.C.C.S. Neuromed, che ha contribuito in modo sostanziale alla raccolta e analisi dei dati.

“Abbiamo voluto quantificare quanto il controllo dei fattori di rischio possa incidere sulla durata della vita, non solo in termini di anni totali, ma anche di anni vissuti senza malattie cardiovascolari – spiega la professoressa Licia Iacoviello, Università LUM di Casamassima (Bari) e responsabile dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed – I risultati mostrano che i benefici sono rilevanti, e che è possibile intervenire a ogni età: anche chi inizia più tardi a prendersi cura della propria salute può ottenere vantaggi misurabili”.

Secondo lo studio, le donne cinquantenni senza i cinque principali fattori di rischio vivono in media 13,3 anni in più senza malattie cardiovascolari e muoiono 11,8 anni più tardi rispetto a coetanee con tutti i fattori presenti. Negli uomini, la differenza è ancora più marcata: 10,6 anni in più senza malattie e 14,5 anni di vita guadagnati.

“Questo lavoro rafforza una convinzione che guida la nostra attività da molti anni – commenta il professor Giovanni de Gaetano, presidente del Neuromed – La prevenzione non è un concetto astratto, è semplice e non richiede interventi complessi: può essere misurata, applicata su larga scala, e può portare risultati concreti per milioni di persone. Conoscere l’impatto dei singoli fattori aiuta anche a orientare le politiche sanitarie e gli interventi mirati”.

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Al Neuromed il Memorial Cantore, l’insegnamento del passato per la neurochirurgia del futuro https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/134354-al-neuromed-il-memorial-cantore-linsegnamento-del-passato-per-la-neurochirurgia-del-futuro.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/134354-al-neuromed-il-memorial-cantore-linsegnamento-del-passato-per-la-neurochirurgia-del-futuro.html#respond Tue, 01 Apr 2025 14:58:26 +0000 https://www.cblive.it/?p=134354 Dal 3 al 5 aprile 2025 si terrà a Pozzilli, presso il Parco tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed, la nona edizione del Memorial Giampaolo Cantore, evento formativo e scientifico che riunisce neurochirurghi provenienti da tutta Italia e dall’estero per confrontarsi sulle tecniche più complesse e raffinate della chirurgia della base cranica. Il programma dell’edizione 2025 alternerà sessioni …

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Dal 3 al 5 aprile 2025 si terrà a Pozzilli, presso il Parco tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed, la nona edizione del Memorial Giampaolo Cantore, evento formativo e scientifico che riunisce neurochirurghi provenienti da tutta Italia e dall’estero per confrontarsi sulle tecniche più complesse e raffinate della chirurgia della base cranica.

Il programma dell’edizione 2025 alternerà sessioni in sala operatoria, momenti di confronto multidisciplinare e un’intensa attività pratica svolta all’interno del Laboratorio di Medicina Necroscopica “Giampaolo Cantore”, struttura d’eccellenza che ha avviato la sua attività nel dicembre del 2021 e che negli ultimi anni è diventata un riferimento internazionale per la formazione neurochirurgica. Il focus sarà ancora una volta l’anatomia chirurgica applicata, con un’attenzione particolare agli approcci endoscopici e microchirurgici, ma anche alla discussione interattiva dei casi clinici e alle lezioni teoriche svolte da una faculty di altissimo profilo.

Alla base di questo evento c’è una visione della neurochirurgia come disciplina in continua evoluzione, in cui la precisione tecnica si unisce allo studio, all’esperienza e alla trasmissione del sapere. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si innesta il ricordo del professor Giampaolo Cantore, per anni alla guida della Neurochirurgia dell’Istituto di Pozzilli, a cui il laboratorio e il Memorial sono intitolati. Figura di riferimento nella neurochirurgia italiana, Cantore ha lasciato un’impronta profonda non solo per le sue capacità cliniche, ma per l’instancabile dedizione all’insegnamento.

“Cantore aveva un’idea chiara e rigorosa della formazione – spiega il professor Vincenzo Esposito, responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed – Voleva che i giovani imparassero osservando, studiando, ma soprattutto mettendosi in gioco in prima persona. Il suo insegnamento non era mai astratto: partiva dai casi concreti, dalla quotidianità della sala operatoria, dall’etica del lavoro ben fatto. Oggi questo Memorial è il modo più autentico per portare avanti la sua eredità”.

In questi anni, il Laboratorio “G. Cantore” ha ospitato complessivamente 30 corsi, con la partecipazione di centinaia di discenti provenienti da tutti i continenti. Solo l’Antartide manca all’appello, ma al Neuromed si è pronti a scommettere che anche da lì, magari da una remota base scientifica, possa arrivare qualcuno curioso di imparare.

La faculty che guida questi corsi ha visto decine esperti di fama nazionale e internazionale: professionisti provenienti dalle principali università e centri clinici, impegnati da anni nella didattica e nella ricerca neurochirurgica. Un patrimonio di conoscenze che viene condiviso in modo diretto con i partecipanti, alternando momenti teorici e attività pratica in sala e in laboratorio.

“Il Cadaver Lab è stato una scommessa che pochi avrebbero fatto – racconta il dottor Nicola Gorgoglione, tra gli organizzatori – Abbiamo iniziato in modo essenziale, con passione e pochi mezzi. Oggi accogliamo neurochirurghi che arrivano da tutto il mondo: America, Asia, Africa, Australia. Tutti animati dalla voglia di imparare in modo diretto, concreto, senza filtri. È una rivoluzione silenziosa, nata lontano dai grandi centri, ma proprio per questo più libera, più viva”.

Il dottor Paolo di Russo, anche lui uno degli organizzatori, sottolinea poi il valore della pratica come strumento formativo: “Nel Cadaver Lab si impara con le mani, ma anche con il rispetto per il corpo umano, per ciò che rappresenta. Ogni corso è un’esperienza di crescita, sia tecnica che personale. È qui che si forgia la sensibilità del chirurgo, non solo la sua abilità. E questo vale soprattutto per i più giovani, che trovano un ambiente in cui l’errore è parte dell’apprendimento, e la competenza si costruisce passo dopo passo”.

Per il Neuromed, questa iniziativa rappresenta non solo un momento di alta formazione, ma anche un’occasione per riaffermare il proprio impegno nella crescita delle nuove generazioni di neurochirurghi, nel segno di una tradizione che guarda al futuro. Un futuro che, come amava ripetere Cantore, si costruisce un gesto dopo l’altro, con studio, attenzione e passione.

Il corso di quest’anno, organizzativo dei dottori Paolo di Russo, Arianna Fava, Nicola Gorgoglione e Giandomenico Petrella, vedrà la presenza tra gli altri, dei professori Vincenzo Esposito, Gualtiero Innocenzi e Sergio Paolini, della Neurochirurgia Neuromed, e tra i più famosi Neurochirurghi internazionali: Antonio Bernardo, New York Cornell, Amir Dehdasti, New York long Island North Shore Hospital, Avin Taher, Kurdistan Iraq Ashtee Teaching Hospital, Peter A. Winkler, Berlin Charité Hospital.

L’apertura dei lavori si terrà giovedì, 3 aprile, a partire dalle ore 8 del Parco tecnologico dell’Istituto, in Via dell’Elettronica, Pozzilli, per poi proseguire nel Laboratorio di Medicina Necroscopica.

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Le nuove frontiere della telemedicina: piattaforma integrata per medicina e sport presentata da Neuromed e CTE Molise https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/le-nuove-frontiere-della-telemedicina-piattaforma-integrata-per-medicina-e-sport-presentata-da-neuromed-e-cte-molise.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/le-nuove-frontiere-della-telemedicina-piattaforma-integrata-per-medicina-e-sport-presentata-da-neuromed-e-cte-molise.html#respond Fri, 21 Mar 2025 23:03:06 +0000 https://www.cblive.it/?p=134258 Presentata nella sede ospedaliera dell’I.R.C.C.S. Neuromed la Piattaforma integrata di Telemedicina per la medicina e lo sport. Questa iniziativa specifica è promossa dall’Istituto di Pozzilli nell’ambito del programma di attività coordinate dalla Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE Molise) sostenuta dal MIMIT (Ministero per le Imprese e Made in Italy) con finanziamenti del Programma di supporto …

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Presentata nella sede ospedaliera dell’I.R.C.C.S. Neuromed la Piattaforma integrata di Telemedicina per la medicina e lo sport. Questa iniziativa specifica è promossa dall’Istituto di Pozzilli nell’ambito del programma di attività coordinate dalla Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE Molise) sostenuta dal MIMIT (Ministero per le Imprese e Made in Italy) con finanziamenti del Programma di supporto tecnologie emergenti (FSC 2014-2020) e il Piano di investimenti per la diffusione della banda larga.

CTE Molise ha aggregato un partenariato eterogeneo per realizzare sperimentazioni tecnologiche volte a migliorare i servizi attraverso l’adozione di tecnologie emergenti ed è una delle due Case delle tecnologie in Italia che si concentra sul tema della Salute, Wellness e Wellbeing del cittadino.

Il progetto di Telemedicina presentato oggi rappresenta una innovativa opportunità di intervento sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. È quindi determinante nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento multidisciplinare delle patologie neurologiche nonché nel monitoraggio clinico del paziente sia in loco che da remoto e consente anche di raggiungere significativi risultati sportivi.

Michele Cermele incaricato dal Comune di Campobasso di coordinare il Progetto Casa delle Tecnologie MolisCTE dichiara: “E’ importante essere passati dalla fase progettuale alla fase realizzativa, tutte le aziende partner inclusa Neuromed hanno lavorato a lungo per mettere in campo delle soluzioni sperimentali di avanguardia. Il progetto di Neuromed ha il pregio di non rimanere chiuso in laboratorio e avrà un impatto tangibile per i pazienti che si vedranno proiettati nei protocolli della medicina del domani”.

L’implementazione della piattaforma di telemedicina consentirà lo svolgimento di periodiche consulenze telematiche tra clinico, consulente sportivo e paziente nell’ambito della teleassistenza, permetterà di seguire il follow up dei pazienti nell’ambito della tele-riabilitazione, consentirà il teleconsulto tra diversi specialisti posti in aree differenti, la predizione di determinate patologie attraverso l’analisi dei dati raccolti e integrati con la cartella clinica informatizzata. Inoltre, consentirà in maniera semplificata il coinvolgimento di altri professionisti, tra cui esperti di medicina dell’attività fisica ed esperti di dietologia e nutrizione, allo scopo di una migliore gestione del paziente e di un perfezionamento dei trattamenti, in coerenza con gli attori coinvolti.

Intervenuti nel corso dell’incontro, Fulvio Aloj, Direttore Sanitario I.R.C.C.S. Neuromed, Michele Cermele, Direttore CTE Molise, Diego Centonze, Resp. Neurologia I.R.C.C.S. Neuromed, Tiziana Lanciano, coordinatrice Palestra riabilitazione I.R.C.C.S. Neuromed, Albina Viviano, Resp. Ingegneria Clinica I.R.C.C.S. Neuromed, Massimo Pillarella, Resp. Ricerca e Sviluppo I.R.C.C.S. Neuromed, Gabriele Trombetta, Direttore Generale I.R.C.C.S. Neuromed.

Il Direttore Sanitario di Neuromed, Fulvio Aloj, ha sottolineato quanto oggi la Telemedicina sia “importante per l’assistenza al paziente in considerazione anche delle distanze geografiche e delle liste di attesa, la missione è quella di portare dunque una medicina di qualità”.

Ci troviamo di fronte ad una rivoluzione – dice il professor Diego Centonze, a capo della Neurologia dell’Istituto di Pozzilli – mai come in questi anni si stanno creando le premesse per un salto avanti nella ricerca e nella gestione clinica degli ammalati. Per quello che riguarda la Neurologia diciamo che l’Intelligenza Artificiale, le tecnologie, hanno aumentato molto la sensibilità dei dati che il clinico può utilizzare ai fini predittivi. È chiaro che molte malattie neurologiche hanno un decorso progressivo, altre hanno un decorso sorprendente. Manifestazioni cliniche improvvise come nell’ictus, nella Sclerosi Multipla, possono arrivare in qualsiasi momento nella vita degli ammalati ma sappiamo che possiamo imparare a sapere qual è il momento per intervenire”.

Siamo abituati a lavorare con tecnologie abbastanza avanzate – dice Tiziana Lanciano, coordinatrice della Palestra – quali esoscheletri e attività di robotica, questo è un aiuto in più per superare quel gap che manca quando il paziente in dimissione va a casa. Quindi facciamo prima uno studio del paziente da ricoverato dove vediamo, a tempo zero, la misurazione antropometrica, chinesiologica, posturale, e poi con questa attrezzatura riusciamo a vedere con uno schermo intelligente la misurazione di quasi quarantamila punti del corpo umano nell’analisi del movimento. Quindi studiamo il paziente sia all’inizio del protocollo riabilitativo, durante e al termine, per aggiornare sempre l’assistenza sulla base dei dati. Tutto questo con un lavoro di equipe multidisciplinare. Con questa piattaforma potremo avere altri dati per studiare meglio il paziente neurologico”.

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Presentate ad Agnone le iniziative di Progetto Appennino in Molise https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/presentate-ad-agnone-le-iniziative-di-progetto-appennino-in-molise-2.html https://www.cblive.it/rubriche/neuromed/presentate-ad-agnone-le-iniziative-di-progetto-appennino-in-molise-2.html#respond Mon, 10 Mar 2025 08:10:27 +0000 https://www.cblive.it/?p=134083 Grande partecipazione, nella Sala Consiliare di Palazzo San Francesco di Agnone, per la presentazione istituzionale dell’edizione 2025 di Progetto Appennino, promossa in Molise da Fondazione Edoardo Garrone in collaborazione con il Comune di Castel del Giudice e un’ampia rete di partner territoriali, quali Provincia di Isernia, GAL Alto Molise, Confcooperative Molise, Legacoop Molise, CIA – …

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Grande partecipazione, nella Sala Consiliare di Palazzo San Francesco di Agnone, per la presentazione istituzionale dell’edizione 2025 di Progetto Appennino, promossa in Molise da Fondazione Edoardo Garrone in collaborazione con il Comune di Castel del Giudice e un’ampia rete di partner territoriali, quali Provincia di Isernia, GAL Alto Molise, Confcooperative Molise, Legacoop Molise, CIA – Agricoltori Italiani Molise, Caseificio Di Nucci, Marinelli Pontificia Fonderia di Campane, UNIMOL – Università degli Studi del Molise, Centro Biocult e Casa Frezza.

All’evento sono intervenuti Lino Gentile, Sindaco di Castel del Giudice, Francesca Campora, direttore generale di Fondazione Edoardo Garrone, Daniele Saia, Sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Andrea Di Lucente, assessore alle attività produttive della Regione Molise, e Renato D’Alessandro, direttore di Sviluppo Molise.

 

Con l’obiettivo di stimolare la nascita di nuove giovani imprese e rafforzare il tessuto economico esistente sull’Appennino molisano, con particolare riferimento alle aree del GAL Alto Molise e SNAI Alto Medio Sannio, sono già aperti i bandi per tre iniziative: ReStartApp, campus residenziale gratuito per giovani aspiranti imprenditori in Appennino provenienti da tutta Italia, e i percorsi di accelerazione Vitamine in Azienda e di creazione di reti Imprese in Rete, dedicati a potenziare le aziende locali già attive sul territorio.

Le call per partecipare alle diverse iniziative di Progetto Appennino sono pubblicate nell’area BANDI del sito www.fondazionegarrone.it. Mercoledì 12 marzo alle ore 16.30 è inoltre previsto un evento online per approfondire i contenuti e le modalità di partecipazione ai percorsi dedicati alle imprese locali. Gli interessati potranno accedere all’incontro registrandosi al seguente link: Partecipa al webinar.

Progetto Appennino è nato nel 2021 da un’evoluzione degli incubatori per giovani imprenditori ReStartApp e ReStartAlp, che in 14 edizioni hanno affiancato oltre 160 partecipanti e supportato l’avvio di oltre 60 imprese condotte da under 40 sui territori montani, da Nord a Sud Italia. Nel nostro percorso abbiamo incontrato inoltre più di 100 imprese appenniniche, accompagnandole nella loro crescita con percorsi di accelerazione e creazione di reti – ha spiegato Francesca Campora, direttore generale di Fondazione Edoardo Garrone. – Tutte queste imprese, siano esse startup, imprese di prima generazione o aziende già consolidate, hanno una caratteristica distintiva che le accomuna: per loro natura lavorano sul territorio, per il territorio e con il territorio, partecipando attivamente a un più ampio progetto di comunità ed entrando in relazione profonda con gli altri attori locali. Anche per questo è decisivo il coinvolgimento attivo dei nostri partner, impegnati in prima linea per far sì che le imprese e i giovani possano cogliere questa opportunità di crescita, in piena integrazione nelle più ampie strategie di sviluppo locale”.

Come Sindaco del Comune di Castel del Giudice, esprimo il massimo sostegno al Progetto Appennino, promosso dalla Fondazione Garrone in collaborazione con diversi partner territoriali” – ha sottolineato Lino Gentile – “Questa iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per accompagnare il nostro territorio, inserito nell’area SNAI Alto Medio Sannio, verso un percorso di crescita e sviluppo sostenibile. Crediamo fermamente che il futuro delle nostre comunità dipenda dalla capacità di rafforzare il tessuto imprenditoriale locale, sia attraverso il sostegno a nuove iniziative, sia consolidando le aziende esistenti. Creare opportunità di lavoro e incentivare nuovi servizi significa contrastare il fenomeno dello spopolamento e invertire la spirale negativa che porta alla riduzione della popolazione, alla perdita di servizi e a una minore attrattività del territorio”.

I bandi di Progetto Appennino sono  opportunità da non lasciarsi sfuggire” – ha dichiarato Daniele Saia, Sindaco di Agnone e Presidente della Provincia di Isernia – “Sinergia è la parola magica che deve accompagnarci. La politica deve creare le condizioni per lo sviluppo, ma è fondamentale il coinvolgimento della comunità. Per le imprese del territorio, bisogna motivare la passione di continuare le attività. Invogliamo le imprese a rimanere. E invogliamo a creare nuove imprese. Creiamo la cultura di impresa. Solo così si combatte lo spopolamento. Dando risultati concreti”.

La Regione Molise è impegnata per le aree interne e sostiene iniziative come Progetto Appennino, risorse che si possono integrare con quelle della Regione” – ha aggiunto Andrea Di Lucente, Assessore alle Attività Produttive della Regione Molise – “Tra i vari progetti e bandi messi in campo dalla Regione, c’è l’iniziativa di creare un incubatore di imprese ad Agnone. Cercheremo di essere attrattivi per l’Alto Molise per creare delle start up. Daremo un punteggio in più a chi verrà a mettere sedi operative nelle aree interne”.

Incentivare il saper fare, le idee, associate al voler fare. Non accade quotidianamente che una Fondazione così importante investa sul nostro territorio” – ha concluso Renato D’Alessandro, direttore di Sviluppo Molise.

VITAMINE IN AZIENDA e IMPRESE IN RETE

Alle imprese del territorio appenninico molisano – con particolare riferimento ai Comuni afferenti al GAL Alto Molise e alla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) dell’Alto Medio Sannio – sono dedicate due iniziative, che puntano a consolidare il tessuto economico locale esistente.

“Vitamine in Azienda” è un percorso gratuito di accelerazione dedicato a 15 imprese locali, interessate e motivate a beneficiare di un servizio di consulenza e coaching personalizzato. Il coaching – previsto tra giugno e dicembre 2025 – si articolerà in 7 incontri individuali, che affronteranno le specifiche problematiche gestionali e manageriali delle singole aziende, e 3 incontri collettivi, di carattere formativo più generale.

“Imprese in rete” è, invece, un percorso gratuito di consulenza e accompagnamento alla nascita o al rafforzamento di progetti di rete tra imprese insediate sul territorio appenninico dell’area del GAL Alto Molise e della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) dell’Alto Medio Sannio. Generare e rafforzare l’aggregazione e la cooperazione delle imprese appenniniche è l’obiettivo generale dell’iniziativa, rivolta a un massimo di due gruppi di imprese. Ciascun network parteciperà a 7 incontri individuali, previsti tra giugno e novembre 2025, per sviluppare il proprio progetto strategico di rete.

Per iscriversi c’è tempo fino al 9 aprile 2025.

IL CAMPUS DI INCUBAZIONE RESTARTAPP

 

Cuore di Progetto Appennino è il campus residenziale gratuito ReStartApp, dedicato ai giovani aspiranti imprenditori under 40 provenienti da tutta Italia, in possesso di idee d’impresa e startup innovative nelle filiere produttive tipiche della montagna: agricoltura, allevamento, agroalimentare, gestione forestale, turismo, artigianato, cultura, manifattura e servizi, innovazione sociale.

Dal 30 giugno al 3 ottobre 2025 – con una pausa intermedia nel mese di agosto – si svolgeranno nel borgo di Castel del Giudice 10 settimane di formazione intensiva per acquisire e perfezionare conoscenze e competenze per l’avvio di imprese attive in ambito montano utili a concretizzare la propria idea imprenditoriale. Il programma prevede attività di formazione in aula, laboratorio di creazione e sviluppo d’impresa, esperienze, testimonianze, casi di successo. La formula residenziale offre, inoltre, ai partecipanti un’esperienza di socialità e di confronto con il territorio e la comunità locale.

10 i posti disponibili, di cui, a parità di merito, 3 riservati a candidati che provengano, per nascita o residenza dai Comuni appenninici dell’area dell’Appennino molisano, in particolare del Gal Alto Molise.

Per agevolare la realizzazione dei tre migliori progetti, Fondazione Edoardo Garrone metterà a disposizione tre premi di startup per un valore complessivo di 60.000 euro e un servizio di consulenza gratuita post campus della durata di un anno per i più meritevoli. Per iscriversi c’è tempo fino al 23 aprile.

 

Intorno al Progetto Appennino si conferma infine il coinvolgimento attivo di una consolidata rete di partner istituzionali, che affiancano Fondazione Edoardo Garrone fin dal 2014 e ne condividono l’impegno per la riqualificazione delle aree interne del nostro Paese, quali Fondazione Symbola, Legambiente, UNCEM, Alleanza Mobilità Dolce, CAI – Club Alpino Italiano, Fondazione CIMA, Open Fiber, Tiscali e PEFC Italia.

 

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