Si chiude con grande soddisfazione Oratino Calice Divino 2026, la manifestazione che dal 7 al 9 agosto ha animato il centro storico di Oratino, trasformando per tre giorni uno dei borghi più suggestivi del Molise in un luogo d’incontro tra vino, cultura, territorio, musica, arte e convivialità.
Un risultato che premia la collaborazione tra il Comune di Oratino e la Fondazione Italiana Sommelier Molise, rappresentata da Dora Formato e Gabriele Di Blasio, e soprattutto un progetto condiviso che ha saputo mettere insieme istituzioni, produttori, attività locali, professionisti, Sommelier e tante persone che hanno scelto di partecipare.
«Siamo particolarmente soddisfatti – dichiarano Dora Formato e Gabriele Di Blasio – perché Oratino Calice Divino ha dimostrato concretamente cosa significa fare rete. Abbiamo visto un borgo vivo, attraversato da appassionati, visitatori, turisti e famiglie. Ma, soprattutto, abbiamo visto nascere curiosità, confronto e conoscenza intorno al vino e al territorio».
I PRODUTTORI PROTAGONISTI DEL RACCONTO
Un elemento particolarmente significativo di questa edizione è stata la presenza diretta di diversi produttori delle aziende partecipanti.
Una presenza tutt’altro che scontata, che la Fondazione Italiana Sommelier Molise desidera sottolineare e per la quale esprime un ringraziamento particolare.
I produttori hanno scelto di essere personalmente presenti e di prendere parte anche ai momenti di approfondimento, arricchendo le masterclass con le proprie testimonianze, la conoscenza delle aziende e il racconto diretto dei vini, delle vigne e delle scelte produttive.
La loro partecipazione ha consentito di andare oltre la semplice degustazione: ogni calice è diventato il punto di partenza per conoscere una storia, una famiglia, un territorio e il lavoro che precede la nascita di un vino.
Per la Fondazione Italiana Sommelier Molise è proprio questa una delle funzioni più importanti della cultura enologica: avvicinare chi produce a chi degusta, creando occasioni autentiche di conoscenza e confronto.
LE MASTERCLASS: IL VINO COME CULTURA E RACCONTO
Grande attenzione è stata riservata alle masterclass, pensate non come semplici degustazioni tecniche, ma come momenti di approfondimento e divulgazione.
Un ringraziamento particolare va a Paolo Cepollaro e Valentina Bravi, che con competenza, professionalità e capacità comunicativa hanno accompagnato e raccontato le diverse masterclass, contribuendo a renderle occasioni di conoscenza accessibili e coinvolgenti.
L’obiettivo della Fondazione è infatti quello di diffondere la cultura del vino attraverso un linguaggio capace di unire rigore e divulgazione, competenza e piacere della scoperta.
SIGARI E DISTILLATI: PER LA PRIMA VOLTA UN NUOVO RACCONTO CULTURALE
Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato Oratino Calice Divino 2026, particolare significato ha assunto la masterclass dedicata a “Sigari e distillati”, un tema affrontato per la prima volta dalla Fondazione Italiana Sommelier Molise nell’ambito delle proprie iniziative.
Una scelta precisa: ampliare il racconto della cultura del bere consapevole e della degustazione attraverso l’incontro con un universo diverso ma ricco di storia, ritualità e tradizione.
Il protagonista è stato il racconto del “fumo lento” e dei distillati, affrontato nella sua dimensione culturale e sensoriale, attraverso tempi, profumi, tradizioni e modalità di degustazione.
A rendere ancora più suggestivo l’appuntamento è stato l’accompagnamento musicale dal vivo di arpa e chitarra, che ha creato nel borgo un’atmosfera particolarmente raffinata e raccolta, mettendo in dialogo degustazione e musica.
Un’esperienza che rappresenta bene la filosofia che la Fondazione ha voluto imprimere alla manifestazione: non limitarsi a proporre prodotti da degustare, ma creare occasioni nelle quali il gusto incontra la cultura, la musica, la storia e il racconto.
LA MUSICA NEL BORGO
La dimensione culturale e conviviale di Oratino Calice Divino è stata ulteriormente arricchita dalla musica dal vivo, che ha accompagnato due delle serate della manifestazione. Venerdì 7 agosto il live dei Sudway e sabato 8 agosto il concerto Ligabue Cover hanno contribuito ad animare il centro storico e a creare ulteriori occasioni di incontro e partecipazione.
Due appuntamenti che si sono inseriti naturalmente nello spirito dell’evento, accompagnando il pubblico nell’esperienza del borgo e confermando la volontà di costruire una manifestazione nella quale vino, musica, cultura e territorio dialogassero tra loro, rendendo Oratino non soltanto scenario, ma protagonista delle tre giornate.
IL FOOD: IL TERRITORIO RACCONTATO ANCHE ATTRAVERSO I SUOI SAPORI
Accanto al vino, un ruolo importante nella riuscita di Oratino Calice Divino è stato affidato al food, parte integrante di un progetto nato per raccontare il territorio attraverso le sue diverse espressioni.
Bacco & Tabacco, Forno Mastrangelo, La Vespa, L’Orto dei Sanniti, l’Associazione Sapori del Borgo e Macelleria Ciarmela hanno contribuito con le loro proposte a costruire l’esperienza delle tre giornate, permettendo al pubblico di accompagnare la scoperta dei vini con quella dei sapori e delle produzioni gastronomiche.
Una presenza importante perché il racconto di un territorio non può prescindere dalla sua tavola: vino e cibo sono espressioni della stessa identità, raccontano tradizioni, materie prime, persone e saperi e, quando vengono messi in relazione, diventano uno straordinario strumento di promozione enogastronomica e turistica.
LA DOMENICA, ALLA SCOPERTA DI ORATINO
Oratino Calice Divino non poteva limitarsi a parlare di territorio senza invitare il pubblico a conoscerlo realmente.
Per questo, tra gli appuntamenti della giornata di domenica, particolare apprezzamento ha riscosso la camminata alla scoperta del borgo con Laura Cameli, un momento dedicato alla conoscenza di Oratino, della sua storia, dei suoi luoghi e delle sue peculiarità.
Un’iniziativa perfettamente coerente con lo spirito della manifestazione: utilizzare il vino come porta d’ingresso verso una conoscenza più ampia del territorio.
Perché promuovere il vino molisano significa anche invitare le persone a fermarsi, camminare nei nostri centri storici, conoscerne il patrimonio, incontrare chi li abita e scoprire quel legame profondo tra produzioni, paesaggio e comunità che costituisce una delle principali ricchezze del Molise.
IL GRAZIE A CHI HA RESO POSSIBILE L’EVENTO
La Fondazione Italiana Sommelier Molise esprime un sentito ringraziamento al Comune di Oratino e al Sindaco Loredana Latessa, per aver creduto nel progetto e per la collaborazione costruita durante tutte le fasi della manifestazione.
Un particolare ringraziamento va al Presidente del Consiglio regionale del Molise, Quintino Pallante, per l’attenzione e la vicinanza istituzionale dimostrate nei confronti dell’iniziativa, e alla Regione Molise per il patrocinio concesso, riconoscimento importante della valenza culturale e di promozione territoriale dell’evento.
Un grazie sentito va a Mo’ Molise Food & Beverage, progetto delle aziende Ortuso, Camardo e Cefalo, e a Mastrangelo – Molidolce, per aver sostenuto l’iniziativa e contribuito alla sua realizzazione.
La gratitudine della Fondazione va inoltre a tutte le attività di Oratino che hanno collaborato e contribuito alla proposta gastronomica dell’evento, alle aziende vitivinicole e ai produttori che hanno partecipato, ai professionisti, agli artisti, ai tecnici e a tutte le persone che, anche lontano dai riflettori, hanno lavorato affinché ogni appuntamento potesse svolgersi al meglio.
UNA SQUADRA DI SOMMELIER AL SERVIZIO DEL TERRITORIO
Un ringraziamento speciale è rivolto all’intera squadra dei Sommelier della Fondazione Italiana Sommelier Molise.
«Dietro ogni calice servito – sottolineano Dora Formato e Gabriele Di Blasio – ci sono stati preparazione, disponibilità, sacrificio e soprattutto passione. La nostra squadra ha accolto centinaia di domande, curiosità e richieste del pubblico, raccontando i vini e accompagnando le persone nella degustazione. A tutti i Sommelier che hanno messo a disposizione tempo, competenza ed entusiasmo va il nostro grazie più sincero».
UN EVENTO CHE APPARTIENE AL TERRITORIO
Il risultato di Oratino Calice Divino 2026 rafforza la convinzione della Fondazione Italiana Sommelier Molise che il vino possa rappresentare uno degli strumenti più efficaci per raccontare il Molise fuori dai suoi confini.
Non soltanto un prodotto, dunque, ma un ambasciatore del territorio.
«Quando un produttore racconta il proprio vino, quando un Sommelier ne accompagna la degustazione, quando un visitatore cammina attraverso un borgo e ne scopre la storia, quando musica, cultura e conoscenza si incontrano intorno a un calice, stiamo facendo qualcosa che va oltre l’organizzazione di un evento: stiamo raccontando il Molise».
Ed è questo, per la Fondazione Italiana Sommelier Molise, uno dei risultati più importanti delle tre giornate.
«Oratino Calice Divino – concludono Dora Formato e Gabriele Di Blasio – è stato un grande lavoro di squadra. Il nostro grazie va al Comune e alle istituzioni, a chi ci ha sostenuto, alle attività del borgo, ai produttori che hanno scelto di esserci personalmente, ai professionisti che hanno condotto gli approfondimenti, agli artisti, ai nostri Sommelier e a tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte. Ma il grazie più grande va al pubblico, perché la partecipazione e la curiosità dimostrate in questi tre giorni sono il riconoscimento più bello del lavoro svolto».
Si chiude così Oratino Calice Divino 2026: non soltanto con un brindisi, ma con la consapevolezza che quando vino, cultura, istituzioni, imprese e comunità lavorano insieme, anche un piccolo borgo può diventare una grande vetrina per raccontare il Molise.

