Ambiente corrotto: tutti i numeri dell’ecomafia molisana 2014

Quando parliamo di ecomafia non facciamo riferimento solo allo smaltimento illecito dei rifiuti, che è la parte maggiore di un business fondato sulla criminalità. In realtà l’ecomafia comprende tanti altri settori come l’agromafia e la corruzione alimentare, la zoomafia, oppure la lobby del cemento con costruzioni selvagge ed abusive fino all’archeomafia. Nel 2014, anno in cui il reato ambientale è diventato, dopo decenni di battaglie e di vittime, perseguibile con il carcere, a livello di numero possiamo comunque definirlo un annus horribilis.

La Campania, tristemente nota per la Terra dei Fuochi, ha fatto un passo indietro per quanto riguarda gli illeciti ambientali e, secondo il dossier Ecomafia 2014 presentato lo scorso 30 giugno da Legambiente, i reati sono in diminuzione del 36 percento. La situazione nazionale, però, è in aumento e così il record di ecoreati si registra nella provincia di Bari. Il giro d’affari che ruota intorno all’ecomafia, solo nel 2014, è stato pari a 22 miliardi di euro.

Ed in Molise? La piccola regione non è da meno se si considera che nell’ultimo anno ha registrato un 1,5 percento di illeciti ambientali. Questo significa che secondo i dati Legambiente, negli ultimi 5 anni, in Molise sono state compiute ben 3 inchieste riguardo agli ecoreati.

I numeri nel dettaglio danno lo scettro a Campobasso e provincia tenendo conto di 87 denunce, 57 sequestri e 109 infrazioni. Un trend minore per la provincia di Isernia: 64 denunce, 39 sequestri e 85 infrazioni.

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