
Con la lettura di “Tutto più chiaro che qui” di Francesco De Gregori e la voce di Remo Gentile che ha intonato il brano “Sempre e per sempre” dedicati a Simone e Alessio Gentile si è aperta la 4^ edizione di Radicalmente Festival. Domenico Iannacone, Concita de Gregorio, Nichi Vendola, Alessandro “Billy” Costacurta, Michela Ponzani, Giulia della Cioppa, Serena Olcuire e Filippo Graziani sono stati alcuni dei protagonisti del festival letterario che si è svolto l’11 e 12 luglio 2026 a Castel del Giudice (IS). Un festival del sentire e del pensiero che risveglia e scuote le coscienze, senza compromessi, che eleva la cultura a laboratorio permanente di rigenerazione. Diretto da Luciana Petrocelli e promosso dal Centro Studi Casa Frezza con il Comune di Castel del Giudice e vari partner, Radicalmente ha confermato quest’anno la sua essenza a spazio di ascolto autentico nato come momento di riflessione nella comunità per celebrare la radice e la voglia di restare, per costruire nuove relazioni, generare appartenenza, immaginare futuro.
La piazza panoramica dell’albergo diffuso Borgotufi ha fatto da cornice alla due giorni di Festival trasformandosi in un Villaggio Letterario che ha accolto un pubblico attento e partecipe al susseguirsi di talk e presentazione di libri che hanno avuto come filo conduttore etica e marginalità nel prendersi cura dei luoghi non come semplici spazi ma come generatori di relazioni. «Radicalmente cresce di anno in anno in termini di partecipazione e di condivisione – ha sottolineato la direttrice artistica Luciana Petrocelli –. È un laboratorio in cui convergono cultura ed esperienze grazie ad un lavoro di prossimità, di vero welfare comunitario. Questa edizione ci restituisce la conferma che la cultura, quando sceglie di abitare i margini e di interrogare l’etica del nostro tempo, diventa essa stessa strumento di rigenerazione, non solo degli abitanti che la vivono ma delle coscienze».
Il concetto dell’abitare inteso come cura di uno spazio per riconoscersi nella comunità che lo popola è stato al centro di “Spazio Stanza Etica”, il dibattito di apertura con Lino Gentile, sindaco di Castel del Giudice, l’ing. Rosita Levrieri RUP del Progetto Castel del Giudice Centro di (ri)generazione dell’Appennino, Mirko Di Sandro del Cisav, Luciana Petrocelli di Casa Frezza, Claudio Petrozzelli di Give Back Giovani Aree Interne e Giacomo Chironi di aPensare insieme all’autrice Serena Olcuire, architetta ed urbanista, che affronta la tematica anche nel suo libro “In Fermento. Pratiche artistiche e culturali nei territori interni italiani”, scritto insieme a Giovanni Attili, analizzando come alcune pratiche artistiche e culturali riescano a trasformare il modo in cui le persone abitano un territorio come “incubatori dagli esiti non prefigurabili”. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Adelina Zarlenga. Il futuro delle nuove generazioni, la memoria come strumento prezioso per comprendere il presente e riconoscere le responsabilità del nostro tempo sono stati affrontati, in dialogo con Mattia Iorillo, dalla storica Michela Ponzani, che nel suo libro “Giovani, liberi, partigiani. Storie di ragazze e ragazzi in lotta per un futuro migliore” racconta il viaggio appassionante dentro la Resistenza italiana, attraverso le vite straordinarie – avventurose, decisive, spesso drammatiche – di sei protagonisti che, quando tutto sembrava perduto, hanno deciso di “disobbedire” e prendere in mano il proprio e altrui destino. Applausi poi per Domenico Iannacone, giornalista molisano e conduttore televisivo, che con “Radicalmente Umani” ha reso l’immagine delle aree interne dell’Appennino popolate da persone di straordinaria etica ed umanità. Il filo conduttore del suo intervento, con Angela Caruso sul palco, è stato un’equazione tanto semplice quanto dimenticata: rigenerare un territorio significa rigenerare le persone che lo abitano. La conclusione è stata affidata come domanda e invito di riflessione alla platea: come si salvano, oggi, i luoghi? Disciplina, abnegazione e valore dello sport nei territori e nelle aree più fragili sono stati al centro del dibattito su “Sport e marginalità” insieme all’ex calciatore Alessandro “Billy” Costacurta e al giornalista e scrittore Luca Serafini, in dialogo con Carmelio Cenci. Un intreccio di aneddoti ed esperienze che hanno restituito l’immagine del calcio che non è soltanto competizione, ma educazione, appartenenza, inclusione, strumento di crescita per le persone e per i territori. Nella seconda giornata del festival, Giulia della Cioppa, scrittrice ed autrice, con il suo “La Mancina”, attingendo da un racconto autobiografico, ha ripercorso la strada che porta ad abitare, comprendere e trasformare le proprie fragilità, in dialogo con Luciana Petrocelli, Benedetta Marinelli e Vittorio Rubino. Concita de Gregorio, giornalista e scrittrice, firma de “la Repubblica”, con il suo libro “La Cura” ha raccontato con delicatezza ed umanità come prendersi cura degli altri sia l’unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantare e di rivelare nuovi mondi. Come una preghiera corale, “Sacro Queer” di Nichi Vendola, scrittore, politico e poeta, ha invitato ad uscire dalla prospettiva statica del pregiudizio per abbracciare il bisogno di fraternità, nel riconoscimento della ricchezza della diversità, nell’urgenza politica della lotta per l’eguaglianza in un cammino che aiuta a ritrovare se stessi e la propria identità nella consapevolezza di un comune destino dell’umanità. Il gran finale con “Ottanta. Buon Compleanno Ivan”, il concerto in trio acustico di Filippo Graziani, ha svelato una narrazione personale sull’universo artistico e umano di uno dei più grandi cantautori italiani che continua ad emozionare generazioni diverse. Grande successo anche per sPOPolati, il podcast condotto da Pasquale Di Giannantonio del Teatro Italo Argentino di Agnone e trasmesso in diretta dai canali social di Radicalmente, che si preannuncia come format riconfermato anche per la prossima edizione della rassegna letteraria, per i live painting del fumettista Marco Tarquini e per l’intervento streaming di Gianmarco Cenci con il suo elogio del limite. Le letture sono state affidate ad Antonietta Di Salvo, Francesco Di Nucci e Pasquale di Giannantonio mentre gli interventi musicali a Remo Gentile e Mauro Petrarca.
L’organizzazione del festival è stata resa possibile grazie all’impegno di un team dedicato, che ha lavorato con cura e passione: Luciana Petrocelli (direzione artistica), Rosita Levrieri (Responsabile unico PNRR), Emanuele Scocchera (fotografia), Adelina Zarlenga (Ufficio stampa), Carmelio Cenci (Grafica), Antonietta Di Salvo, Elisabetta Gizzi, Luciana Petrocelli, Carmelio Cenci, Angela Mosesso, Mattia Iorillo, Carla Biondi (Coordinamento organizzativo), Remo Gentile, Rafel Carpio, Team Casa Frezza (logistica), Borgotufi (ospitalità ed accoglienza autori). La quarta edizione di Radicalmente Festival è dedicata ad Alessio e Simone Gentile.
RadicalMente Festival è un evento letterario diretto da Luciana Petrocelli e promosso dal Centro Studi Casa Frezza con il Comune di Castel del Giudice ed Il Centro di (ri)Generazione dell’Appennino, con il sostegno di Pro Loco “G. Caldora”, Borgotufi Albergo Diffuso, Società Dante Alighieri e Legacoop Molise ed il sostegno del Ministero della Cultura e dell’Unione Europea e rientra nella ricca programmazione culturale del progetto “Castel del Giudice Centro di (ri)Generazione dell’Appennino” con il quale il Comune di Castel del Giudice ha vinto il Bando Borghi del PNRR.