Turismo congelato: anche in Molise decine di disdette. Stagione estiva a rischio

Confindustria si appella al Governo per lo Stato di crisi

“La quarantena e le politiche di isolamento che alcuni Paesi hanno adottato nei confronti degli italiani che viaggiano hanno messo in ginocchio l’Italia”. Così si esprime Rino Morelli, Presidente della sezione aziende turistiche di Confindustria Molise, che fa sapere come anche “gli operatori del settore turistico in Molise siano stati colpiti da una pioggia di disdette”.

Cancellati decine di pernottamenti per viaggi d’affari negli hotel della regione e tutte le agenzie viaggio con sede in Molise rischiano perdite consistenti a causa della recente sospensione dei viaggi di istruzione in Italia e all’estero, per cittadini residenti su tutto il territorio nazionale disposta dal MIUR.

Si tratta – dice Morelli di un mercato che vale circa 310 milioni l’anno. Senza contare che la crisi dell’industria delle vacanze, fatta anche di piccoli agriturismi, bed&breakfast, parchi a tema eccetera, rischia tra l’altro di diventare un boomerang per lo Stato che, con la tassa di soggiorno raccoglie circa 600 milioni di euro l’anno”.

Anche il Molise si associa così alla richiesta proveniente da tutte le associazioni del turismo di Confindustria affinché il Governo dichiari lo stato di crisi del comparto che contribuisce al PIL per il 13% e per il 14,7% all’occupazione nazionale, adottando misure straordinarie che consentano la sopravvivenza delle imprese  ed il permanere degli attuali livelli occupazionali.

“Ci aspettiamo risposte chiare, tempestive e concrete, che finora non sono arrivate. Il turismo non è solo incoming ma è anche outgoing, business travel, gite scolastiche, eventi, congressi. Nelle ultime settimane il comparto del turismo organizzato (agenzie di viaggi e tour operator) ha assistito non solo ad un azzeramento della domanda verso la Cina e verso le altre mete asiatiche, ma anche ad un blocco della domanda di viaggi in generale per tutte le destinazioni del mondo, oltre che a un raddoppio delle richieste di cancellazione di viaggi. Il cortocircuito di questi giorni, in breve, ha bloccato tutto, sia il turismo tradizionale (428 milioni di presenze l’anno, per il 50,5% dall’estero), che quello d’affari”.

Infine, anche Federturismo fa sapere che, il settore sta perdendo circa 3 milioni al giorno. Sono a rischio la Pasqua e le settimane fino a maggio. Si temono i danni sulla stagione estiva, che da sola vale il 60% degli incassi. 

LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA SULL’INTERO TERRITORIO NAZIONALE

1) Differimento del pagamento dei contributi previdenziali e del pagamento delle imposte dirette e indirette per un periodo coincidente col perdurare della crisi e, comunque, non inferiore a dodici mesi come già avvenuto per gli eventi sismici;

2) Riduzione dell’aliquota IRPEF;

3) Accesso agevolato al credito e sospensione del pagamento delle rate dei mutui;

4) Accesso agevolato per le imprese agli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, solidarietà, etc) e a Fondi di sostegno al reddito (es. FIS – fondo di integrazione salariale, Fondi Bilaterali), estendendo tali misure anche alle PMI;

5) Istituzione di aiuti speciali per gli organizzatori di viaggi (tour operator e agenzie di viaggi) che consentano di coprire le perdite derivanti dall’acquisto di servizi relativi a viaggi cancellati, di superare le difficoltà nei flussi di cassa e di mantenere l’operatività aziendale in una situazione di forte contrazione dei volumi;

6) In caso di protrarsi dell’attuale situazione, è necessario che la UE istituisca appositi fondi europei a sostegno delle imprese italiane, alla luce dello stato di crisi;

7) Intervento del Ministero degli Affari Esteri sui Paesi esteri che stanno adottando misure di restrizione all’ingresso nei confronti dei cittadini italiani, al fine di ottenere indicazioni chiare e precise sull’adozione delle eventuali misure restrittive;

8) Rivalutazione da parte del MIUR dell’estensione a tutto il territorio nazionale di quanto previsto dal decreto 23 febbraio 2020 per i viaggi di istruzione in Italia e all’estero: eliminazione del provvedimento restrittivo a livello nazionale e limitazione dell’applicazione dello stesso alle sole zone incluse nel decreto e alle sole Regioni che abbiano adottato provvedimenti in tal senso, ricomprendendo l’introduzione di meccanismi di riprogrammazione dei viaggi di istruzione, al termine del periodo di sospensione.

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