Cattedrale di Campobasso, la riflessione di Giuseppe D’Elia: “Da cinque anni chiusa, perché?”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA GIUSEPPE D’ELIA, GIA’ CONSIGLIERE COMUNALE DI CAMPOBASSO

“Ecclesiam SS. Trinitati dicatam in urbe “Campobasso” In Cathedralem diocesis erigimus”. Con queste parole, Pio XI, nel decreto papale del 1927 elevava l’attuale chiesa della Trinità della Città di Campobasso a chiesa Cattedrale.

L’anno 1504 è ricordato nella storia della Città di Campobasso come l’anno dell’inizio della costruzione, secondo lo studioso Michelangelo Ziccardi, “del magnifico tempio della Trinità”, costruzione che si deve all’impegno del conte Andrea di Capua. Dal lontano 1504 la storia di Campobasso e la storia della chiesa della “Trinità” hanno accompagnato, in modo trasversale, le vicende politiche, religiose e sociali della città, prima fra tutte la disputa e la riconciliazione tra Trinitari e Crociati con la vicenda di Delicata Civerra e Fonzo Mastrangelo.

Un altro evento importante fu il crollo della chiesa a causa del terremoto del 1805 e la sua chiusura fino al 1814, anno in cui iniziò la sua ricostruzione grazie all’interessamento dell’allora sindaco della città Francesco Marsico il quale annunciò l’evento straordinario agli altri sindaci dei Comuni del Regno. Il progetto di ricostruzione suscitò critiche da parte dei campobassani e il progetto originale subì diverse trasformazioni dovute alle difficoltà economiche intervenute nel corso degli anni.

Nel corso del tempo, a causa delle relazioni non sempre cordiali tra le autorità religiose e civili dell’epoca, furono emessi provvedimenti che trasformarono la chiesa Cattedrale prima in caserma e successivamente deposito di munizioni. Addirittura nel 1875 stava per essere trasformata in teatro dall’amministrazione Comunale.  Finalmente nel 1899 con la sua definitiva riapertura al culto si scongiurarono definitivamente i rischi di essere adibita a chissà quale altra destinazione.

Con il trasferimento nel 1927 della diocesi da Bojano a Campobasso, dal 1930, per merito del vescovo Alberto Romita, vennero eseguiti dei miglioramenti che interessarono la sopraelevazione della navata centrale, l’apertura di 18 finestroni, il baldacchino sopra l’altare, la posa in opera del coro in noce nell’abside, la trasformazione dei pilastri centrali in colonne, la realizzazione degli affreschi da parte del maestro campobassano Amedeo Trivisonno.

Da quel lontano 1930 tante altre opere sono state realizzate nella Cattedrale grazie all’impegno dei vescovi della diocesi, dei parroci a cui è stata affidata la parrocchia, ai sacerdoti della chiesa Cattedrale e alla partecipazione di generosi cittadini o di semplici parrocchiani. Tutte le opere realizzate in questo periodo sono state finalizzate a dare decoro e rendere più bello ed accogliente il “magnifico tempio della Trinità”, Cattedrale dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano e Cattedrale della citta di Campobasso, nostro capoluogo di Regione.

La storia degli ultimi 60 anni della Cattedrale è la storia che ha visto la partecipazione di generazioni di giovani e di adulti che hanno frequentato la Cattedrale nelle associazioni presenti in parrocchia ed è la storia che può scrivere ogni bambino/a, ragazza/o che ha frequentato il gruppo scout, le catechesi di preparazione ai sacramenti, i gruppi di volontariato e il coro.  È la storia che potrebbe raccontare ogni fedele che andava in Cattedrale a pregare. È la storia che ogni campobassano può raccontare nel ricordo delle tante emozioni vissute durante le significative funzioni religiose svolte nella Cattedrale che fanno parte della storia di Campobasso e del faticoso cammino di fede dei campobassani.

Questa è una breve sintesi degli eventi salienti della storia della chiesa Cattedrale ricostruita grazie agli scritti di Don Giuseppe di Fabio e del prof. Filippo Pece. Altri studiosi e conoscitori della storia della Cattedrale potrebbero riscontrare delle imprecisioni e contestare quanto da me scritto, ma, preciso, che la mia finalità nello scrivere questi pensieri vuole essere un invito a quanti non conoscono la storia di questo luogo simbolico della nostra città a leggerla, e a quanti già la conoscono a non dimenticarla.

Per gli uni e per gli altri, specie se investiti di cariche religiose, politiche e amministrative, questa lettera aperta vuole essere una rispettosa provocazione attraverso questa semplice domanda che forse si sono posti in tanti: “Perché dopo 5 anni dall’inizio dei lavori di rifacimento del tetto la Cattedrale della diocesi è ancora chiusa?”

Pur nella consapevolezza che in questi anni i lavori sono stati certamente condizionati dalle vicende della pandemia, ad oggi alla domanda non è stata ancora data una risposta. Ciò induce a pensare che forse si poteva fare di più per la riapertura della chiesa Cattedrale, sia come luogo di culto, sia come patrimonio culturale della Città e della diocesi.

Vedere solo i pannelli lascia qualche dubbio sul probabile termine dei lavori di cui non c’è conoscenza alcuna.

Forse è questo un segnale di tempi ancora lunghi per riammirare il “magnifico tempio della Trinità”?

Exit mobile version