L’Università popolare dello Spettacolo restituisce dignità al Teatro dialettale. La parola al direttore Lino D’Ambrosio

Lino D’Ambrosio

FABIANA ABBAZIA

Diventare punto di riferimento per la formazione in campo artistico, riuscendo nello stesso tempo a valorizzare tutto ciò che è cultura popolare. Nasce con questo proposito l’Università Popolare del Teatro e delle Arti dello Spettacolo che ha sede a Campobasso in via Garibaldi 1 e che ha fatto della sala del dopolavoro ferroviario il punto di ritrovo per tutti gli appassionati.

A raccontare della nuova entità che ha iniziato a operare sul territorio il direttore Lino D’Ambrosio. Con un curriculum di tutto rispetto dove spiccano le numerose collaborazioni con l’Accademia Europea dello spettacolo, con la Scuola nazionale di cinema, con l’Università degli Studi del Molise, l’ideatore del Festival nazionale del Teatro popolare e della Tradizione ha illustrato l’idea dalla quale ha preso vita l’Università e gli obiettivi da raggiungere affinché la cultura popolare possa ritrovare la dignità che merita.

“Musica, arte e teatro – le parole di D’Ambrosio  – sono al centro della nuova iniziativa promossa con lo scopo di mettere in risalto il teatro dialettale, ritenuto spesso genere minore, ma in realtà portatore di una carica culturale importante dal quale possono emergere le peculiarità di una regione. Un modo insomma per creare un particolare panorama artistico al quale ci si riferisce e ci si identifica riferendosi al Molise”.

Quindi non solo cultura d’élite? “Proprio così. Quando parliamo di Università Popolare ci riferiamo a un contesto dove a essere elevata è la cultura in senso lato. Non solo quella d’élite. In fondo sono le tradizioni e la storia a identificare un popolo e a determinarne le peculiarità”.

A chi si rivolge principalmente?“Il target è molto ampio, anche perché attualmente stiamo compiendo una sorta di indagine sul territorio per comprendere fino in fondo quelle che sono le reali esigenze della popolazione”.

E fino ad oggi cosa è stato possibile osservare?“Sicuramente dai primi dati è emerso che a Campobasso così come in tutto il Molise c’è una grande necessità di teatro. Soprattutto per ragazzi. Motivo per il quale abbiamo istituito dei corsi estivi dagli 8 ai 13 anni e siamo impegnati nel coinvolgimento attivo delle scuole della città.

Oltre ai giovani però la medesima esigenza è avvertita anche dalle persone anziane. Tantissime sono state, infatti, le richieste provenienti da chi nonostante non sia più giovanissimo ha ancora voglia di fare e imparare. Ecco perché molto probabilmente stiamo pensando di dividere i corsi in base ad ampie fasce d’età”.

Quali sono i percorsi formativi che hanno già preso il via e quali invece le iniziative in programma? “Attualmente è già iniziato il primo modulo, quello di Approccio al teatro ma le iscrizioni a quello che è solo un primo momento introduttivo agli altri percorsi dell’Università sono ancora aperte. Fino al mese di luglio chi vorrà potrà così unirsi prendendo parte alle lezioni. A settembre partirà, poi, il corso permanente di teatro e cinema, che avrà sempre un’attenzione particolare alla dimensione popolare e che punterà anche sulla formazione per la realizzazione di viedo clip. Affianco a queste iniziative ci saranno inoltre corsi di musica popolare, come ad esempio quello di tamburo a cornice e ovviamente anche quello di danza popolare. All’interno di questi percorsi è previsto uno spazio dedicato al Microteatro, ovvero agli spettacoli che gli allievi metteranno in scena per avere sin da subito un contatto diretto con il pubblico. Tanti saranno anche i nomi del panorama locale e nazionale con cui gli allievi potranno confrontarsi durante la loro formazione. In prospettiva puntiamo ovviamente al riconoscimento formale di questo nuovo organismo, essendo consapevoli che per ottenerlo ci vorranno almeno due anni. Tempo questo, necessario per attestare la carriera significativa promossa dall’ente”.

Al momento non ricevete nessun tipo di aiuto, come sono i costi dei corsi e quali le prospettive che pensate di avere per il futuro?“Siamo consapevoli che la momento il territorio soffre di una grandissima crisi economica, ecco perché nonostante la considerevole offerta formativa chiediamo contributi irrisori e accessibili. Basta pensare che il costo mensile per il corso di approccio al teatro è di 35 euro, così come per quello permanente per la recitazione. Ciò che più ci sta a cuore al momento è offrire servizi di qualità. Ovviamente speriamo anche in qualche sostegno, soprattutto ora che, con l’approvazione del Decreto sul mecenatismo, imprenditori o privati cittadini che vogliano investire sulla cultura, tutelando il patrimonio artistico, potranno godere di detrazioni fiscali fino al 65%. Forse una vera boccata d’ossigeno per chi come noi mira a creare momenti unici in cui ognuno può riconoscersi, rispetto magari a Fondazioni che mirano a promuovere sempre i soliti modi di accesso al mondo dell’arte”.

Nelle sue parole si intravede quasi una nota polemica? “È così, anche perché i numeri danno ragione al nostro modo di approcciare all’arte e alla cultura. Pensiamo alla valorizzazione dei dialetti e alle opportunità che ciò è in grado di offrire. In fondo basta pensare ai 20mila spettatori che ogni anno a Campobasso riempiono Parco San Giovanni in occasione del Festival Nazionale del Teatro Popolare e della Tradizione”.

Numeri che ogni giorno indicano al direttore dell’Università Popolare dello Spettacolo la strada da percorrere per il futuro.

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