
È tutto pronto per la sesta edizione del Molise Pride, in programma sabato 25 luglio a Campobasso, per la quarta volta nel capoluogo regionale. L’appuntamento è fissato alle 17 in piazza Cuoco, nei pressi della stazione ferroviaria, da dove partirà il corteo che attraverserà le vie del centro cittadino fino a raggiungere piazza Vittorio Emanuele II. Qui, in serata, si terrà la festa finale della manifestazione.
A fare da «zia» del Pride sarà Priscilla, drag artivist e conduttrice di Drag Race Italia, mentre tra gli ospiti inizialmente annunciati figurava anche Vladimir Luxuria, che ha però comunicato la propria rinuncia alla vigilia dell’appuntamento. Una decisione che, come spiegato dalla stessa attivista, non riguarda gli organizzatori del Molise Pride né il comitato territoriale di Arcigay Molise, ma nasce da una precisa scelta politica legata alle recenti polemiche interne al movimento LGBTQIA+.
«Non c’entra nulla chi ha organizzato il Campobasso Pride. Non c’entra nulla Arcigay Molise», ha chiarito Luxuria in un video pubblicato sui social. L’attivista ha ricordato di aver sempre sostenuto il Pride molisano e di essere stata, anni fa, tra le persone che avevano promosso l’idea di organizzare una manifestazione proprio in Molise. La rinuncia, ha spiegato, è quindi «una scelta politica», ma soprattutto «una scelta di coerenza».
Al centro della decisione c’è il caso della scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride, manifestazione che si è svolta il 18 luglio e che aveva suscitato forti contestazioni da parte di diverse realtà LGBTQIA+. A essere messe in discussione erano state alcune precedenti dichiarazioni della showgirl, giudicate transfobiche e transescludenti, oltre ad alcune sue posizioni politiche.
Secondo Luxuria, a fronte delle polemiche, Arcigay nazionale avrebbe scelto di non intervenire pubblicamente, richiamando l’autonomia dei comitati territoriali. Una posizione che l’attivista ha contestato apertamente, sostenendo di aver chiesto per settimane un intervento da parte dei vertici nazionali dell’associazione.
Nel suo intervento, Luxuria ha citato anche una risposta del Collegio nazionale dei garanti di Arcigay, secondo cui, quando sono in gioco i valori fondamentali dell’associazione, il mancato intervento sul piano dell’indirizzo politico non può essere giustificato semplicemente facendo riferimento all’autonomia dei comitati territoriali. Da qui la critica dell’attivista: «Per me questo silenzio significa una cosa molto semplice: una scelta politica, stare zitti».
A determinare definitivamente la sua decisione sarebbe stata poi la presenza annunciata a Campobasso di Natascia Maesi, presidente nazionale di Arcigay. Luxuria ha spiegato di aver appreso solo successivamente della sua partecipazione al Pride e di non voler condividere il palco con la presidente senza affrontare pubblicamente la questione.
«Avrei potuto scegliere di andare a Campobasso, marciare a braccetto, salire con lei sul palco, fare finta di niente, sorrisi per la stampa, sorrisi per i selfie, ma non sarei stata sincera», ha affermato. Secondo Luxuria, la sua presenza avrebbe inevitabilmente portato a un confronto pubblico sul comportamento dei vertici nazionali dell’associazione, con il rischio di spostare l’attenzione dai contenuti e dalle rivendicazioni della manifestazione.
«Non volevo trasformare questo Pride in uno scontro», ha spiegato, rivendicando però il diritto di compiere una scelta coerente con le proprie convinzioni. «Tutti possono andarci, si ha il diritto di invitare tutti, però anch’io ho il diritto di sentirmi coerente con me stessa».
La rinuncia di Luxuria arriva dunque in un momento di confronto interno al movimento LGBTQIA+, ma non cambia il programma della manifestazione molisana, che si prepara a portare in piazza diritti, inclusione e rivendicazioni della comunità.
Intanto, sabato nel capoluogo molisano, a precedere il corteo sarà un appuntamento culturale dedicato alla memoria e alla storia delle persecuzioni contro le persone omosessuali. Giovedì 23 luglio, alle 18, al Circolo Sannitico di Campobasso sarà inaugurata la mostra fotografica «L’Isola degli Arrusi», con la presenza dell’autrice, la fotografa Luana Rigolli, che dialogherà con lo storico Fabrizio Nocera.
L’esposizione, inserita nel calendario culturale del Molise Pride e coorganizzata da Il Cavaliere di San Biase e Arcigay Molise, racconta uno dei capitoli più bui della storia italiana del Novecento: il confino, durante il fascismo, di uomini omosessuali sull’isola di San Domino, alle Isole Tremiti, tra il 1939 e il 1940. Furono 45 gli uomini omosessuali provenienti da Catania, ai quali si aggiunsero altre persone inviate al confino da diverse parti d’Italia.
Il progetto di Luana Rigolli mette in dialogo fotografie contemporanee dei luoghi, scatti originali e documenti d’archivio, restituendo memoria a una vicenda rimasta a lungo ai margini della narrazione storica nazionale.
La mostra sarà visitabile al Circolo Sannitico dal 23 luglio al 2 agosto 2026, tutti i giorni dalle 18 alle 20. In occasione del Molise Pride, sabato 25 luglio, è prevista un’apertura straordinaria dalle 10 alle 16.
Il percorso verso la sesta edizione del Molise Pride si sviluppa così tra memoria storica, cultura e attualità politica. Sabato, alle 17, il corteo partirà da piazza Cuoco per attraversare il centro di Campobasso e concludersi in piazza Vittorio Emanuele II, dove la giornata terminerà con la festa finale.
Una manifestazione che si presenta dunque con un programma confermato, ma che arriva all’appuntamento anche attraversata dalle tensioni emerse nelle ultime settimane all’interno del mondo LGBTQIA+. Al centro, ancora una volta, il tema della coerenza nella difesa dei diritti e della tutela delle persone più vulnerabili, a partire dalle persone transgender, che rappresenta il punto principale delle critiche sollevate da Luxuria nei confronti di Arcigay nazionale.
La scelta dell’attivista, tuttavia, non cancella il significato della manifestazione molisana, che si prepara a tornare in piazza per la quarta volta a Campobasso con l’obiettivo di mantenere al centro del Pride le rivendicazioni della comunità LGBTQIA+, la memoria delle discriminazioni subite e la richiesta di una società più inclusiva.