Parco San Pietro, la denuncia di Simone Cretella: “Un marciapiede che offende le più elementari norme urbanistiche. Gli alberi soccomberanno”

Proseguono le denunce del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Simone Cretella. Dopo quella sul lavandino comparso tra le millenarie pietre del Castello Monforte, su facebook l’ennesimo grido d’allarme con tanto di documentazione fotografica allegata.

Cretella, questa volta, prende di mira il marciapiede realizzato accanto al nuovo complesso residenziale di Parco San Pietro, che già tanto clamore ha suscitato, appena iniziarono i lavori. Lottizzazione concessa e ora il palazzo, costruito dalla ditta Tedeschi, fa bella mostra di sé poco distante dal passaggio al livello in via Mazzini, dove una volta c’era del verde.

L’opera è in via di completamento e nelle ultime settimane si è anche realizzato un marciapiede con una piccola area di sosta, per la quale sono state ‘sacrificate’ le aiuole degli alberi, ridotte ai minimi termini. E di qui la denuncia di Cretella.

“Chi pagherà i danni tra qualche anno?” si chiede Simone Cretella nel suo post, che prosegue: “Che si continui a costruire in questo modo, oggi, nel 2014, è il segnale più evidente dell’impotenza della Pubblica Amministrazione nei confronti dei privati. Questo marciapiede, terminato solo qualche giorno fa, quale opera annessa a una lottizzazione in via San Giovanni dei Gelsi, è una offesa al buon senso e alle più elementari normative di urbanistica. Per realizzare qualche posto auto, in un posizione decisamente infelice, a pochi metri dall’incrocio e dal semaforo, con conseguenti rallentamenti del traffico, si è evidentemente deciso di sacrificare il marciapiede, restringendolo ai minimi termini, anziché ampliarlo per facilitare la mobilità pedonale, che in quel tratto, a due passi dal terminal, andrebbe invece agevolata. A parte le misure risicate al millimetro, soprattutto per quanto concerne gli spazi necessari alla mobilità dei disabili (90 centimetri di larghezza, non un centimetro in più), si nota la misura delle aiuole degli alberi di circa 20 centimetri o poco più, quando i più diffusi disciplinari tecnici richiedono, per le piante di terza grandezza o arbusti, una misura di almeno un metro per un metro. Evidente che tra qualche anno, con la naturale crescita della pianta, i cordoli e il mattonato saranno divelti e i cittadini dovranno sobbarcarsi l’onere di una spesa, oggi, facilmente evitabile quanto prevedibile. Diversamente sarà la pianta a soccombere, come accade un po’ dappertutto in città. Passi per le opere realizzate venti, trenta o anche quaranta anni fa (senza andare troppo indietro, perché la storia insegna che prima le cose le facevano con criterio…), ma che questi scempi vengano realizzati oggi, è davvero inaccettabile. Chi ha il dovere di vigilare intervenga al più presto, prima che sia troppo tardi”.

Contattato telefonicamente, Cretella è stato lapidario, dopo aver affidato al principale tra i social network le sue impressioni: “La questione, già più volte sottoposta all’attenzione dei competenti organi comunali, non la molleremo. Fino a quando non ci ascolteranno, mettendoci mano”.

gf

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