Pizzica, tarantelle e modi di dire popolari: con gli Alberi Sonori in Piazzetta Palombo si celebra il senso di comunità

Giuseppe Ponzo e Cinzia Minotti, nella versione ‘ridotta’ del più ampio gruppo degli ‘Alberi Sonori

La pizzica salentina, la tarantella del Gargano e quella calabrese sono stati solo alcuni dei canti tradizionali del Sud Italia portati alla ribalta dagli ‘Alberi Sonori’ ieri sera, mercoledì 6 gennaio in Piazzetta Palombo a Campobasso. A fare il resto e a lasciarsi andare alle note che mettono addosso la voglia di muoversi nonostante il freddo, ci ha pensato poi più di qualcuno che ha ballato a suon di castagnette o nacchere, mentre molti altri hanno gradito la degustazione offerta da Q.B. Tapas di viale Marconi.

Un pomeriggio, quello di ieri in uno degli scorci più belli del capoluogo, trascorso tra i sentieri della musica tradizionale, ma anche tra i modi di dire popolari, grazie a un omaggio, anche figurato, con ‘Le  chiacchiere de lu paesi’, a uno dei più grandi cantori del Sud italiano, Matteo Salvatore.

“Abbiamo accettato volentieri – le parole della voce degli Alberi Sonori, Cinzia Minottil’invito degli artigiani della Piazza, che stanno lavorando per la rivalorizzazione di un luogo storico. Un obiettivo facile da condividere anche per noi, continuamente impegnati nel recupero e nella diffusione di musiche, canti e danze tradizionali”.

Lo stesso nome del gruppo degli Alberi Sonori, che in qualche modo riprende l’idea di come da un seme possa nascere un albero capace di offrire i suoi frutti, rappresenta un’immagine che ben ritrae quanto accaduto in Piazzetta Palombo, dove la serata iniziata tra la diffidenza dei passanti è, invece, terminata in un grande cerchio dei presenti, dove davvero a trionfare è stato il senso di comunità.

“Quello di questa sera – ha detto ancora la voce del gruppo – è stato un esperimento ampiamente riuscito, che ha voluto in qualche modo mettere in evidenza come, anche in una società così individualista come la nostra, attraverso il canto e la danza si possa tornare a star bene con se stessi, partendo proprio dal rapporto con gli altri”.

Fab.Abb

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