Progetti vecchi e dispersione di energia per le due nuove scuole di Campobasso. Gli architetti stilano un documento e chiedono all’amministrazione di intervenire

Il presidente dell’ordine degli architetti Guido Puchetti

ANDREA VERTOLO

L’Ordine degli architetti evidenzia le criticità emerse sulle due nuove scuole materne in costruzione a Campobasso: quella di via Crispi e quella in via Sant’Antonio dei Lazzari. In una conferenza stampa tenutasi oggi, 30 luglio, il numero uno degli architetti della provincia di Campobasso, Guido Puchetti, ha introdotto la questione presentando un documento elaborato dai professionisti sulla qualità di queste due opere pubbliche. Una relazione consegnata dai medesimi architetti agli amministratori di Palazzo San Giorgio, che hanno ereditato dalla passata amministrazione il progetto delle due scuole.

“Le criticità che segnaliamo – ha detto il presidente dell’Ordine – riguardano la qualità sia per quanto riguarda l’ambito energetico che la vivibilità, oltre che il rispetto delle norme vigenti. Si tratta – ha specificato Puchetti – di opere che porterebbero a un costo enorme per le casse pubbliche, in quanto le stesse non sono provviste degli strumenti necessari per il risparmio energetico”.

Dall’Ordine degli architetti sottolineano dunque, il controsenso. “Un bambino – proseguono i professionisti riuniti nella sede di via Pascoli – che nasce nel quartiere di Sant’Antonio dei Lazzari o nella zone di via Crispi dovrà frequentare una scuola concepita con principi progettuali vecchi ed usufruirà di una scuola con spazi, interni ed esterni, inadeguati allo svolgimento delle attuali attività didattiche”.

Una situazione che porta così Puchetti, a nome dei professionisti del capoluogo, a chiedere che “l’amministrazione condivida il nostro documento e possa agire il prima possibile per non far verificare tali dinamiche, in quanto si è ancora in tempo per lavorare diversamente”.

Sulla sicurezza delle due scuole l’architetto ha poi rassicurato: “E’ più che normale che la costruzione avvenga con le dovute attenzioni rispetto alla norme antisismiche, quindi le scuole saranno senza dubbio sicure, ma mancheranno comunque di elementi fondamentali per essere davvero considerate come moderne scuole per l’infanzia”.

Exit mobile version