Quel pasticciaccio brutto della Biblioteca Albino, chiusa da due anni. In capo al sindaco Battista l’impegno a far riaprire la struttura

Ha trovato il parere favorevole dell’Aula di Palazzo San Giorgio la mozione relativa alla riapertura della Biblioteca Albino di Campobasso, ormai chiusa al pubblico dal 1° settembre del 2016. Una data questa, dalla quale ancora non è stato chiarito chi si occuperà del servizio di prestito e distribuzione dei libri, un tempo nelle mani di due cooperative.

La Biblioteca di via D’Amato rientrava tra i beni di proprietà della Provincia di Campobasso. Questo almeno accadeva fino alla sottoscrizione dell’Accordo di valorizzazione stipulato a Roma il 13 settembre 2016, tra lo stesso Ente di via Roma, il Ministero e la Regione Molise.

Si tratta di un accordo al quale ha poi fatto seguito, nel maggio 2017, la firma avvenuta nella sede della Direzione Regionale Abruzzo e Molise dell’Agenzia del Demanio di Campobasso, con cui è stata sancita la consegna “in uso governativo” della Biblioteca Albino, già di proprietà della Provincia e ora di proprietà del Demanio, in favore del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

A un anno di distanza da quel giorno, tale passaggio, così come si legge dalla mozione presentata dai 5 Stelle in Consiglio e votata all’unanimità dai presenti, sarebbe di “ambiguità sotto il profilo giuridico, gestionale e ammnistrativo, perché primo caso di una Biblioteca statale che non si trova sotto la Direzione generale delle Biblioteche, come avviene in questi casi, ma sotto il Polo Museale”. Un pensiero che, come riferisce il medesimo atto approvato dall’Assise civica del capoluogo è stato di fatto articolato da Stefano Campagnolo, direttore dello stesso Polo Museale del Molise.

Ecco perché il documento, in assenza di un assessore alla Cultura, impegna ora lo stesso sindaco Battista, a farsi interprete nei confronti del Polo Museale dell’assoluta necessità di riaprire la Biblioteca nel più breve tempo possibile, così come la possibilità di creare un tavolo di concertazione con tutti gli altri organi istituzionali interessati, per restituire quel luogo di cultura alla città.

Ma i rappresentanti a Palazzo San Giorgio vogliono anche conoscere chi, negli ultimi due anni, si sia occupato del deposito legale delle produzioni editoriali realizzate in Molise, così come vederci chiaro sulle questioni relative al personale e alle autorizzazioni mancanti, tra queste quella antincendio, di cui sembra essersene persa traccia.

Intanto il primo cittadino ha già fatto sapere di avere intenzione di scrivere al nuovo ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisolo, per interessarlo della vicenda.

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