Da Torino a Santa Maria di Leuca, passando per Campobasso. “Non conoscevamo il Molise, ora ne siamo affascinati. Torneremo”: parola di Giovanni e Barbara che in bici hanno raggiunto il Tibet

Giovanni e Barbara durante la sosta a Campobasso

FABIANA ABBAZIA

Hanno percorso già più di 800 kilometri e, per arrivare a destinazione, ne dovranno affrontare almeno altri 400. Nel loro lungo viaggio in sella alla bici che da Torino(Giaveno per la precisione ndr) li porterà a Santa Maria di Leuca, hanno fatto una piccola sosta a Campobasso. Giusto il tempo di una pausa e di un caffè che gli concede anche di scambiare qualche parola con gli abitanti del posto, per capire quale sia il percorso migliore per raggiungere Foggia.

Dall’accento si capisce subito che Giovanni Martinacci e Barbara de Polli con il Molise hanno poco a che fare. Dalle loro parole, però, emerge altrettanto facilmente che il mondo lo hanno girato abbastanza, tanto da essere arrivati addirittura in Tibet. Con il loro casco e un completo giallo e nero, comprendere che stanno per mettersi nuovamente in sella alla loro bici è semplicissimo. Nella loro pausa  si concedono anche a una chiacchierata e a uno scambio di battute su una regione in cui non erano mai stati.

E i due ciclisti,  che sono arrivati ad attraversare l’altopiano Himalayano, dalla città di Lhasa fino al campo base del monte Everest, (un viaggio che insieme a un progetto con alcune scuole di Torino è diventato anche un film il cui ricavato è stato donato in beneficienza ndr), si dicono colpiti positivamente “da una regione che sembra incontaminata”.

“Nel tragitto da Isernia a Campobasso quello che abbiamo avuto modo di notare è stata la pulizia degli ambienti, il foraggio, i colori delle campagne”, racconta Giovanni. “La cosa che più ci ha affascinato è stato vedere tanti piccoli paesini nei posti più alti delle montagne”. “Sembrano – dice sorridendo – quasi incollati alle cime”.

“Onestamente non me l’aspettavo”, evidenzia senza imbarazzo Giovanni che subito dopo aggiunge come  in realtà sul Molise non abbia mai cercato nulla.

Agevolato, poi, dalla vicinanza geografica il paragone con il vicino Abruzzo. “È una regione che ho girato molto, ma da quel poco che ho avuto modo di vedere oggi, il Molise mi sembra anche più bello”.

Non mancano le curiosità di chi di cerca di attingere qualcosa da una terra ancora ignota. “Ci hanno detto che qui nevica molto, a noi che non la vediamo tanto spesso, piace molto la neve”, racconta, invece, Barbara.

Pronti come sono a fare ancora tanti chilometri in un paese in cui, a differenza di altri, le insidie per i ciclisti sono sempre troppe, Giovanni e Barbara non mancano di affermare che “attraversare lo Stivale ha sempre il suo fascino”.

Sul posto più bello mai visto Barbara è, però, quella più convinta. “Non c’è dubbio, è Islanda. Ci sono molti contrasti che la  rendono suggestiva, così come i suoi colori: unici”.

Barbara, che riconosce la bellezza dell’isola dell’Europa Settentrionale, con altrettanta sicurezza dice che si tratta di una nazione dove però non andrebbe mai a vivere. A differenza del Molise. “Qui ho visto posti in cui ho subito pensato: forse sì, qui potrei restare”. Prima di scelte drastiche e prima di tornare in sella alla bici, l’invito è allora quello di tornare in Molise, per conoscere una terra che esiste ed è bellissima. “Verremo presto”, rispondono i due già adagiati sul sellino che di lì a breve li porterà nel tacco dello stivale.

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