Operazione ‘Jolly’, il Riesame revoca la misura cautelare a Scinocca. Cutone: “Una vasta documentazione per dimostrare la regolarità delle azioni dell’imprenditore molisano”

I legali dell'imprenditore di Bojano: "Abbiamo provato la buona fede delle operazioni del gruppo Miletto, un’azienda solida che dà lavoro a duecento famiglie"

Il Tribunale del Riesame di Roma, dopo la discussione dei legali Angelo e Sandro Cutone, ha revocato totalmente la misura cautelare dei domiciliari, che era stata comminata all’imprenditore di Bojano, Carlo Scinocca, nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio internazionale di capitali illeciti. Soltanto la richiesta dei legali di Scinocca è stata accolta sulle oltre trenta persone coinvolte nella vasta operazione, denominata ‘Jolly’.

“Aspettiamo le motivazioni della sentenza – hanno dichiarato i legali dell’imprenditore Carlo Scinocca e della Miletto Trasportiper capire l’iter che ha seguito il Tribunale del Riesame, dove per la discussione avevamo depositato una cospicua documentazione, attraverso la quale abbiamo contestato e contrastato quanto ipotizzato dalla Procura. Ipotesi di reato non ipotizzabili secondo il comportamento del nostro assistito Scinocca. Abbiamo provato la buona fede delle operazioni del gruppo Miletto, un’azienda solida, che tra le altre cose, dà lavoro a duecento famiglie”.

“Aspettiamo le motivazioni – hanno ripetuto gli avvocati Angelo e Sandro CutonePer ora, però, va benissimo così. Siamo molto soddisfatti e anche fiduciosi per l’iter ancora da seguire”.

Scinocca, tra le altre cose, già durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari aveva risposto a tutte le domande, respingendo tutte le accuse e dimostrando la regolarità delle operazioni contabili, circostanza dimostrata dai legali attraverso l’ampia documentazione allegata alla richiesta di revoca delle misure cautelari.

La decisione del Tribunale del Riesame di Roma sulla posizione di Scinocca cambia radicalmente la posizione dell’imprenditore di Bojano, anche perché, come hanno più volte sottolineato i legali, un motivo ci sarà se quella di Scinocca è stata l’unica revoca totale della misura cautelare rispetto a tutte le altre persone al vaglio degli inquirenti. La famiglia Scinocca ha sempre riposto piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e della magistratura, “spiegando – hanno concluso gli avvocati Angelo e Sandro Cutonesia nell’interrogatorio sia attraverso la documentazione, l’estraneità alla vicenda di un imprenditore incensurato, giovane, ma nonostante ciò, così come tutta la sua famiglia, con uno spirito di dedizione al lavoro e ai propri dipendenti difficile da riscontrare altrove”.

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