Area Matese, imbarazzanti silenzi sui controlli della qualità dell’aria. Mainelli incalza Regione e Arpa

ANDREA VERTOLO

La salute dei cittadini, legata alla tutela ambientale del territorio, da anni non trova alcuna attenzione da parte del governo regionale. Questa volta ad alzare la voce è Alfonso Mainelli, portavoce di ‘Area Matese’ il quale, in una nota stampa, ha voluto evidenziare come “nella zona del venafrano si riscontrano omissioni della Regione e dello Stato in materia di controllo e contenimento dello stato di qualità dell’aria ambiente”.

Mainelli si riferisce, in particolare, alle attività di incenerimento dei rifiuti predisposte sull’area venafrana, nella quale operano aziende come la Colacem ed HerAmbiente. “Questo territorio – prosegue – è catalogato dalla Regione Molise come zona 1403, e cioè una fascia territoriale nella quale, per un principio cautelativo, si considerano superate le soglie di valutazione superiore relative a Metalli, Benzo(a)pirene e PM2,5”.

Preoccupante, in tutto questo, è proprio l’atteggiamento della Regione Molise, la quale tende solo ad ipotizzare tale superamento perché, come si legge nel documento di Area Matese “la Regione non ha mai effettuato, in conformità alle metodiche imposte dalla legge, la valutazione di quegli inquinanti. Ciò significa – specifica Mainelli – che in quella zona potrebbe essere stata superata anche la soglia d’informazione, definita dal Decreto legislativo numero 155 del 2010 come livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata. Così come potrebbe essere stata superata addirittura la soglia di allarme, definita dallo stesse decreto come livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati”.

“Nonostante tutto – afferma ancora il portavoce del movimento – la Regione Molise non modifica il suo atteggiamento illegittimo in materia di controllo dello stato di qualità dell’aria ambiente”. Ad essere messa in discussione sono anche i monitoraggi, discutibili, effettuati dall’Arpa la quale, si legge nella nota, “pur riconoscendo di essere totalmente all’oscuro dei livelli delle polveri sottili, rilascia pareri ambientali favorevoli per attività”.

La denuncia che arriva da Area Matese è chiara: “i controlli pubblici relativi al complessivo carico inquinante delle polveri sottili nel Molise – sottolinea Mainelli – non sono mai avvenuti. E poiché ormai da anni sono ben note queste omissioni sarebbe anche il caso che la Magistratura intervenisse seriamente per far cessare simili pratiche illegittime che espongono a rischio molti cittadini”.

“Alla luce di quanto detto – conclude l’esponente di ‘Area Matese’ – la Regione Molise dovrebbe chiarire se Arpa Molise agisce o meno nel rispetto delle norme poste a presidio della tutela della salute pubblica e dell’ambiente più in generale”.

Ancora una volta, quindi,emerge chiara la richiesta di informare i molisani sull’ambiente che li circonda. Quanto evidenziato da Mainelli in relazione all’area venafrana, infatti, non sembra essere un caso isolato. Silenzi da parte della Regione, e dati incerti dell’Arpa, si registrano anche sul monitoraggio delle polveri sottili a Termoli e nel Basso Molise, oltre che sul fiume Biferno, nel quale lo stato di inquinamento è visibile anche ad occhio nudo.

Immaginare di vivere in un’ isola felice risulta, ad oggi, imbarazzante per l’intelligenza dei cittadini del Molise che, da tempo, non vengono informati adeguatamente su ciò che respirano, su ciò che magnano, su ciò che circonda la piccola regione avvolta, da troppo tempo, da un inquietante silenzio.

 

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