
La frana di Petacciato si è trasformata in poche ore in un’emergenza di rilievo nazionale, con effetti pesanti su uno dei principali assi di collegamento del Paese: la dorsale adriatica. Dopo gli eventi delle ultime ore, le autorità hanno adottato misure ancora più restrittive per contenere i rischi.
Dalla mezzanotte di oggi, mercoledì 8 aprile, è scattato il divieto di transito anche per i mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate nel tratto dell’Autostrada A14 compreso tra Val di Sangro e Vasto Sud in direzione Bari. La decisione arriva in seguito ai dati dei sistemi di monitoraggio, che segnalano ulteriori movimenti del terreno: la frana è attiva e ancora instabile.
Restano inoltre chiusi i tratti già interdetti: tra Vasto Sud e Termoli verso Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara. In queste aree il traffico è completamente bloccato, perché la carreggiata si trova a ridosso del fronte franoso.
Dal governo fanno sapere che la situazione è sotto osservazione costante. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue l’evolversi dell’emergenza in contatto con i ministri competenti e con la Protezione Civile, che ha attivato il comitato operativo in seduta permanente.
Il quadro resta complesso. Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha descritto un fronte franoso lungo circa quattro chilometri: tempi rapidi di ripristino non sono realistici, e si parla già di settimane, se non mesi, per una riapertura in sicurezza di autostrada e linea ferroviaria.
Per questo è previsto a breve un vertice a Roma con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e i rappresentanti del territorio. Al centro, la richiesta dello stato di emergenza nazionale e della calamità naturale, strumenti ritenuti indispensabili per accelerare interventi e risorse.
Intanto, le conseguenze sulla mobilità sono già evidenti. La contemporanea chiusura dell’A14, della Statale 16 Adriatica e della linea ferroviaria tra Termoli e Vasto ha di fatto spezzato uno dei principali corridoi Nord-Sud. Il traffico merci è costretto a deviazioni lunghe e onerose, passando dall’entroterra lungo l’A1 e la A16, con inevitabili ritardi e costi aggiuntivi.
Anche per i veicoli leggeri la situazione è critica: deviazioni obbligatorie e viabilità secondaria sotto pressione stanno generando congestionamenti diffusi, aggravati dall’inagibilità della Statale 16, colpita dal crollo del ponte sul Trigno e dal maltempo.
Le ripercussioni vanno oltre la strada: logistica rallentata, trasporti pubblici in difficoltà e attività economiche locali sotto stress. Nel frattempo, il monitoraggio della frana prosegue senza sosta.
Sul fronte locale, la situazione ha imposto misure straordinarie anche per la vita quotidiana. Il Prefetto di Campobasso ha disposto la chiusura di tutte le scuole della provincia per la giornata di oggi, 8 aprile, per alleggerire il traffico e garantire la sicurezza degli studenti. Sospese anche le attività dell’Università degli Studi del Molise nelle sedi di Termoli, Campobasso e Pesche.
L’emergenza, ora, entra in una fase delicata: accanto alla gestione immediata, si apre il tema della ricostruzione. Le ricadute economiche rischiano di essere significative per un territorio già fragile.