Giallo di Pietracatella: confermata negatività alla ricina per il papà. A giorni la relazione del centro antiveleni di Pavia

Si infittisce il giallo delle morti avvenute a Pietracatella, in Molise, dove una madre e una figlia hanno perso la vita dopo Natale in circostanze inizialmente attribuite a una possibile intossicazione alimentare. Secondo quanto riportato dall’ANSA, sarebbe stata confermata la presenza di ricina nei corpi delle due vittime, mentre risulta negativo agli stessi esami il marito e padre.

Le analisi avrebbero infatti accertato la positività al potente veleno per la quindicenne Sara Di Vita e per la madre Antonella Di Ielsi. Al contrario, Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, non presenterebbe tracce della sostanza tossica.

Si tratta di elementi che potrebbero rappresentare una svolta significativa nelle indagini. Tuttavia, al momento si parla ancora di indiscrezioni, in attesa della conferma ufficiale. A breve, infatti, è attesa la relazione completa del Centro Antiveleni di Pavia, che dovrebbe fornire un quadro definitivo con tutti i dettagli sugli esami effettuati e sui risultati scientifici. Il documento sarà cruciale per fare un pò di luce su un caso che ha profondamente colpito la comunità locale.

Nel frattempo, la difesa di Gianni Di Vita si muove per contribuire agli accertamenti: il suo legale, l’avvocato Vittorino Facciolla, ha annunciato l’intenzione di affidare una consulenza a un tossicologo di alto profilo per approfondire il funzionamento della ricina e le sue modalità di azione sull’organismo. L’obiettivo è chiarire ogni possibile dinamica, comprese eventuali ipotesi di contaminazione che al momento non vengono escluse.

Lo stesso Di Vita, attraverso il suo avvocato, ha ribadito la volontà di collaborare pienamente con gli inquirenti per arrivare alla verità, un obiettivo che coincide con quello della Procura, impegnata a fare luce su un caso ancora avvolto da molti interrogativi.

Intanto il caso ha ormai assunto una rilevanza nazionale: tutti i telegiornali e le principali trasmissioni televisive se ne stanno occupando, accendendo i riflettori sull’inchiesta.

Gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire con precisione quanto accaduto. In queste ore proseguono gli interrogatori in Questura a Campobasso, mentre i fari di tutto il Paese restano puntati sul mistero di Pietracatella.

Parallelamente, l’indagine si sta ampliando anche ad altre possibili piste: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sarebbero scenari che esulano dalla sola cerchia familiare, anche se al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati e il fascicolo per duplice omicidio resta aperto contro ignoti.

Le attività della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Larino, si concentrano sia sugli accertamenti tecnici – in particolare quelli tossicologici – sia sulle verifiche tradizionali sul territorio.

Un ulteriore passaggio chiave è già stato fissato per il 29 aprile, quando a Bari verranno analizzati i campioni istologici prelevati durante le autopsie. Si tratta di accertamenti irripetibili, che potrebbero fornire elementi decisivi per chiarire le cause del decesso e la dinamica del presunto avvelenamento.

Exit mobile version