Proseguono le attività investigative per fare luce sul giallo di Pietracatella. Nella mattinata di lunedì 4 maggio, gli agenti della Polizia Scientifica sono tornati nell’abitazione della famiglia Di Vita per acquisire alcuni dispositivi elettronici ritenuti potenzialmente rilevanti per le indagini.
Una volta all’interno della casa, attualmente sotto sequestro, gli inquirenti hanno proceduto al sequestro dei telefoni cellulari delle due vittime, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia decedute a dicembre a causa di un’intossicazione da ricina.
Prima di accedere all’abitazione, il personale della Scientifica ha adottato tutte le misure di sicurezza previste, indossando tute protettive e mascherine per evitare qualsiasi rischio di contaminazione della scena.
Il sopralluogo odierno si inserisce in un’attività investigativa più ampia. Nei giorni scorsi, infatti, la Procura di Larino aveva già disposto l’acquisizione del telefono cellulare di Alice Di Vita, la figlia maggiore.
Dal dispositivo, lo scorso 28 aprile, presso la sede della Polizia giudiziaria di Campobasso, è stata estratta una copia forense contenente i dati relativi al periodo compreso tra il 1° dicembre 2025 e il 13 aprile 2026.
L’operazione rientra nel fascicolo aperto per omicidio colposo a carico di cinque medici, affiancato da un’indagine parallela per duplice omicidio volontario, al momento ancora senza indagati.
