Legalità e trasparenza, la Regione sigla l’intesa con l’Unimol. La collaborazione del Procuratore Grigo per garantire la verifica di atti e appalti

Il governatore Frattura insieme al Procuratore Grigo e al professor Brunese

CRISTINA SALVATORE

Ufficializzato oggi, giovedì 17 marzo, a Campobasso il protocollo d’intesta tra Regione Molise e Unimol. A parlare di legalità e trasparenza nella sala consiliare di Palazzo Vitale è stato il Procuratore Generale Maurizio Grigo, insieme al professore Luca Brunese e al Presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura.

Il protocollo d’intesa sarà gestito attraverso la valutazione di stage per laureandi al fine di arricchirne il curriculum e si provvederà a cambiare il modello di formazione attraverso la collaborazione e l’esempio di grandi personalità come Grigo. Il protocollo è stato pensato non solo per gli studenti e i dipendenti pubblici, ma per tutta la collettività. Sarà possibile, così, un’analisi di studio e verifica degli atti regionali, appalti, lavori, forniture e servizi. Verranno, quindi, messi a disposizione atti e provvedimenti cercando di superare i gap di conoscenza tecnologica da parte dei cittadini meno abili nell’utilizzo dei sistemi informatici al fine di consentire a tutti di acquisire capacità di accesso.

“La Regione e l’Università del Molise – le parole del governatore  – attraverso la stipulazione del protocollo di intesa su legalità e trasparenza, collaboreranno da oggi in maniera attiva. Ci fa onore pensare a quanto e come possa valorizzare l’iniziativa  l’aiuto del dottor Grigo, con un’esperienza di vita costruita quotidianamente nel rispetto della legge. Soprattutto – ha continuato –  per quanto in termini formativi potrà fare nei confronti dell’apparato burocratico regionale, investendo quotidianamente su un accrescimento anche della sensibilità civica di tutta la macchina regionale”.

Orgoglio e ottimismo per l’intesa sono stati espressi anche dal professor Brunese. “Siamo orgogliosi – ha detto – perché questa iniziativa ci consente di collaborare in maniera attiva con la Regione su temi  importanti. Siamo orgogliosi – ha aggiunto il professore –  di annoverare tra i docenti del nostro ateneo il dottor Grigo. Una figura prestigiosa la sua, che ha tra gli scopi la formazione di carriere su cui puntare nel futuro. L’università – ha concluso Brunese –  deve avvalersi anche di iniziative come questa che possono consentire aspetti formativi per consentire ai laureati di completare il loro curriculum aggiungendo un’esperienza importante come può essere quella di collaborare e lavorare con un personaggio importante come il dottor Grigo. Legalità e trasparenza sono oggi due parole d’ordine.”

Una proposta, quella di collaborare attivamente al progetto, che è stata accettata molto volentieri dal Procuratore Grigo che in passato si è occupato personalmente, in qualità di Gip, dell’inchiesta tristemente giunta agli onori della cronaca come “Mani pulite”.

“Ho accettato – le parole del Procuratore – soprattutto perché mi sono innamorato del Molise, regione in cui ritorno volentieri. Stiamo vivendo un momento storico in cui viene imposto alle istituzioni di battersi per i diritti e i doveri. I due grandi problemi che affliggono il tessuto sociale sono la corruzione e la criminalità organizzata. Questo territorio ha continuato Grigo – subisce pressione da due grandi forze criminali che sono la camorra e dalla sacra corona unita. Ma c’è molta attenzione e molto controllo nel territorio. La corruzione è sotto gli occhi di tutti. Essa costituisce un danno e un freno allo sviluppo economico, perché attraverso la scorciatoia della mazzetta, mortifica l’intervento degli imprenditori che vogliono investire e che possono creare posti di lavoro. Sulla mafia e corruzione bisogna portare la massima attenzione, soprattutto risvegliando le coscienze parlandone continuamente. A forza di parlarne il seme viene gettato.  Oggi – conclude il Procuratore – rispetto all’epoca di ‘Mani Pulite’, la situazione di corruzione è peggiorata, si è modernizzata e camuffata assumendo mille sfaccettature ed è difficile individuarle. La meritocrazia va ripristinata ed è l’unico modo per combattere l’illegalità. Sarebbe provvidenziale anche una semplificazione della burocrazia perché la sua complessità è terra fertile per la corruzione. La situazione in Molise è positiva, questa regione è abitata da una società onesta che collabora con i suoi cittadini e le istituzioni devono dare tutto il supporto possibile”.

 

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