Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea, Fratianni: “Un’edizione straordinaria col coinvolgimento dei giovani. Indispensabile a Campobasso una Casa della Cultura”

Il Maestro Domenico Fratianni

GIUSEPPE FORMATO

Un grande successo di presenze e critica sta riscuotendo la nona edizione della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea ‘Città di Campobasso’, che dal 1° dicembre sta facendo puntare i riflettori della critica d’arte del Belpaese sul capoluogo molisano. Ad ospitarla, l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore ‘Leopoldo Pilla’, dove quasi ogni giorno a visitarla sono gli studenti delle scuole della città.

“Sono altamente felice, soprattutto, per il coinvolgimento dei giovani – il commento del direttore artistico, il Maestro Domenico Fratianni La presenza della mostra in un Istituto Scolastico, il ‘Pilla’, porta il coinvolgimento quotidiano degli studenti, grazie alla ospitalità della Dirigente Scolastica, Rossella Gianfagna, e questo non può che farmi piacere. È la classe giovanile deputata a tramandare queste iniziative culturali”.

Al ‘Pilla’ viene proiettato per tutti i visitatori un video (presente all’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma), nel quale lo stesso Fratianni mostra le varie fasi della realizzazione di un’opera incisa, dove “tutti i visitatori possono ammirare la complessità di una tecnica straordinaria”.

“Per quel che concerne l’Incisione – ha spiegato l’artista molisano nonostante qualche pregiudizio nato nel Rinascimento, quando l’arte grafica serviva per riprodurre quadri del periodo e, dunque, considerato solo un fenomeno riproduttivo, si può ben dire che questa tecnica è tra le più particolari e straordinarie. Nello specifico, Marcantonio Raimondi soleva riprodurre e propagandare, mancando la fotografia, i quadri del Rinascimento e, soprattutto, di Raffaello. C’è voluto qualche secolo per restituire all’Incisione la giusta dignità, grazie ad artisti come Goia o agli Espressionisti tedeschi. In particolare, quest’ultimi sono stati fondamentali durante l’epoca di Hitler. Grazie all’Incisione, infatti, gli Espressionisti rimisero le cose apposto dal punto di vista umano. L’incisione come strumento di denuncia, verifica e di pace.

“La Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea ‘Città di Campobasso’ è uno dei tesori di questa città – afferma fiero Domenico FratianniDevo constatare, infatti, che gli artisti invitati alla mostra sono felici e soddisfatti di essere presenti a Campobasso. È il segno che la Biennale abbia preso il sopravvento rispetto ad altre simili iniziative che si tengono su tutto il territorio nazionale”.

“Dovremmo essere a buon punto col Comune di Campobasso – incalza Fratiannianche con l’istituzionalizzazione della Biennale, passo fondamentale per avere, personalmente, la capacità, la facoltà e l’accortezza di potermi adoperare in maniera più convinta e serena, senza dover rincorrere i vari esponenti politici, che si alternano nelle istituzioni. La libertà di azione, infatti, darà alla Biennale ancor più sostanza e verità”.

La nona edizione della Biennale è stata occasione per celebrare i 300 anni dalla nascita di Paolo Saverio Di Zinno e, così, Fratianni, all’interno del Catalogo della mostra, ha inserito anche le tredici stampe dei Misteri “per un’operazione congiunta, concordata col sindaco Antonio Battista e con l’assessore alla Cultura, Lidia De Benedittis – le parole del Maestro d’Arte campobassano – grazie alla quale la Biennale è diventata un mezzo per propagandare in tutta Italia e in Europa la tradizione dei Misteri di Campobasso”.

“Il mio grande amico e suggeritore, Giorgio Trentin, uno straordinario storico d’arte, nonché cultore dell’arte grafica italiana ed europea – ricorda Fratiannimi ha insegnato come, nel realizzare una iniziativa, oltre a mettere amore e dedizione, occorra partire dal territorio in cui si vive. Ho realizzato questo principio dando al Molise una propria identità nel campo dell’arte grafica. Questo mi inorgoglisce e mi fa stare sereno”.

“Le iniziative culturali sono importanti per Campobasso e per il Molise, ma ogni cosa va fatta dando concretezza ai progetti – ha concluso FratianniCristallizzare la Biennale, oltre alla sua istituzionalizzazione, vuol dire inaugurare una Casa della Cultura, dove catalogare le opere regalate al Comune di Campobasso dagli artisti, che hanno esposto sin dalla prima edizione nel 2000, dando il via a una mostra permanente, che possa essere un nuovo simbolo e monumento della città”.

 

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