Campobasso riabbraccia Cotroneo: sala gremita per il film ‘Un bacio’. Nella pellicola l’invito a non avere paura

Lo scrittore Ivan Cotroneo

Cosa può succedere quando a un adolescente viene assegnata un’etichetta sociale che lo definisce diverso, ma soprattutto sbagliato? Se lo è chiesto lo scrittore, sceneggiatore e regista Ivan Cotroneo nel suo film ‘Un bacio’, tratto dal suo omonimo romanzo, presentato ieri sera, lunedì 4 aprile, al cinema Maestoso di Campobasso all’interno della rassegna Ti racconto un libro, promossa dall’Uli, Unione lettori italiani.

Il bullismo, l’omosessualità, l’omofobia, la discriminazione nelle nuove generazioni sono tematiche che si intersecano nelle vite di Lorenzo, Blu e Antonio tra cui nasce un’amicizia profonda. Un sentimento che può allo stesso tempo essere capace di salvarti oppure ucciderti.

Ad accogliere Cotroneo nel cinema di contrada Colle delle Api c’è una sala gremita con un pubblico misto e tantissimi adolescenti, dove fa troppo caldo e mancano i posti a sedere. Il regista lo sa quanto questa città sia legata al suo nome e sembra, almeno nelle sue parole, un rapporto bidirezionale. Tornano così i ricordi delle presentazioni avvenute nel capoluogo con Paola Turci o Maria Sole Tognazzi prima di dire “Campobasso è un po’ come la mia seconda casa”. E proprio la città dove i volti sono ormai tutti un po’ familiari gli riserva un’attenzione spasmodica mentre spiega come sia nata e si sia sviluppata la storia di questi tre adolescenti.

Tutto parte dall’ondata dei suicidi avvenuta in America e dalla morte di Larry King un ragazzino omosessuale ucciso dal compagno che corteggiava. Una notizia questa, che Cotroneo apprende dai giornali e che decide di non ignorare e non perché a sua volta da ragazzo sia stato “bullizzato”, ma  semplicemente “perché gli sembra giusto aiutare chi invece lo è stato”. Gli sembra giusto parlare di una piaga sociale che può, amplificata dai social network, scatenarsi con una violenza inaudita e gli sembra ancora più giusto far comprendere agli adolescenti che è la diversità la vera ricchezza da perseguire. Un’idea così radicata in Cotroneo che lo stesso ammette come sia sempre stimolante confrontarsi sul film con “chi non la pensa come me”. E a non pensarla come lui ce ne sono tanti, soprattutto di adolescenti. Cotroneo li incontra nelle presentazioni del film nelle scuole di tutta Italia, dove non è la grande metropoli a fare la differenza con la città di provincia, ma sono i professori e il confronto con tali temi che gli studenti hanno avuto nel corso della loro esperienza. Spesso in questi incontri carichi di significati a raccontarsi possono essere anche i professori. Quelli che riescono ad ammettere un errore, quelli che capiscono come da uno sbaglio possa aprirsi un sentiero nuovo, capace di fargli scrutare con altri occhi la realtà. “Una volta un docente  – ha detto lo scrittore – ha raccontato di una ragazza che aveva abbandonato la scuola perché era lesbica e lui non se ne era mai accorto”. Una colpa? Non proprio per Cotroneo per il quale anche i genitori, il più delle volte, sono degli “innocenti” perché ingannati dai figli che non trovano la forza di parlare.

Ed è proprio la spinta a non avere paura il monito che Cotroneo lascia agli studenti del capoluogo con questa pellicola, mentre al cinema Maestoso una sala unica non basta per accogliere i tanti fan dello scrittore che, nel frattempo, coglie l’occasione per sottolineare come questo sia un film che ha bisogno di complici”. Complici  che sanno capirne e apprezzarne il senso e soprattutto che abbiano la voglia di voler affrontare temi, che in più di qualche caso, si caratterizzano come emergenze sociali. Per farlo basta anche un semplice hashtag: #LAmiciziaTiSalva.

fab. abb.

 

 

 

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