Il Premio San Giorgio all’attore e regista Elio Germano: il 30 marzo la cerimonia di consegna

Il Premio San Giorgio sarà conferito all’attore di origini molisane Elio Germano.

La cerimonia di consegna si svolgerà giovedì 30 marzo 2023, ore 17:30, presso l’Aula Magna del Convitto Nazionale ‘Mario Pagano’ di Campobasso.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore del Convitto, ci sarà poi una introduzione curata da Giuseppe Reale, Presidente del Centro Studi Molisano e docente dell’Università del Molise. A seguire, vi sarà la consegna del Premio all’insignito previa laudatio tenuta da Matteo Iacovelli e Stefano Maggiani e la visione di un breve filmato riguardante i ruoli cinematografici più importanti e significativi svolti dall’attore.

“Per la X edizione – ha detto il presidente Reale – il Consiglio Direttivo ha deciso di premiare una figura che si è particolarmente distinta e fatta apprezzare per l’impegno profuso in campo artistico e per i significativi meriti e gli importanti traguardi raggiunti in ambito cinematografico, teatrale e televisivo. La carriera artistica di Elio Germano è costellata di riconoscimenti ricevuti sia in ambito nazionale che internazionale. Un vivissimo apprezzamento, dunque, va riconosciuto all’opera svolta dall’attore, originario di Duronia, per quanto fino ad ora ha fatto e per quanto ancora potrà fare negli anni a venire dedicandosi, con la grande passione che lo contraddistingue, alla “settima arte””.

Il premio istituito a partire dall’anno 2013 – viene conferito annualmente dal Centro Studi Molisano ad una persona che abbia svolto tutta o parte della propria opera in Molise o a favore del territorio e della popolazione molisana – che si sia particolarmente distinta in uno o più dei diversi campi della conoscenza umana, in particolare in campo artistico, storico, giuridico, economico, sociale, scientifico o per l’impegno dimostrato nella salvaguardia dei valori etici, della legalità e della formazione culturale. Inoltre, il Premio può essere attribuito a persone di origine molisana o comunque che abbiano operato in Molise e che si siano particolarmente distinte nei vari settori dell’economia oppure per l’impegno profuso nel campo dell’imprenditoria.

 

Breve biografia

Elio Germano è nato a Roma il 25 settembre 1980 da una famiglia originaria del Molise (di Duronia, in provincia di Campobasso).

La sua prima apparizione su uno schermo avviene in uno spot televisivo, mentre il debutto cinematografico si realizza con la commedia di Castellano e Pipolo “Ci hai rotto papà” (1993).

Durante gli anni del liceo studia recitazione.

Il regista Carlo Vanzina gli affida un ruolo nel film “Il cielo in una stanza” (1999), ambientato negli anni ’60, con il quale si impone all’attenzione del grande pubblico.

Successivamente, Ettore Scola lo chiama a interpretare il film “Concorrenza sleale” (2001). Seguono le pellicole “Ultimo Stadio” (2002), “Respiro” (2002), “Ora o mai più” (2003) e, soprattutto, “Liberi” (2003).

Giovanni Veronesi lo dirige in “Che ne sarà di noi” (2004), Gabriele Salvatores in “Quo vadis, Baby?” (2005) e Luca Guadagnino in “Melissa P.” (2005).

In quegli stessi anni, oltre al ruolo in “Romanzo criminale” (2005) di Michele Placido, interpreta il film “N (io e Napoleone)” (2006) diretto da Paolo Virzì, con cui consegue il Globo d’Oro quale miglior attore rivelazione, e “Mio fratello è figlio unico” (2007) di Daniele Luchetti, con cui risulta vincitore del Globo d’Oro e del David di Donatello.

Quest’ultimo premio gli viene tributato anche per il ruolo nella pellicola di Daniele Luchetti, “La nostra vita” (2010), presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2010, per il quale riceve anche il Nastro d’Argento, e per “Il giovane favoloso” (2014) di Mario Martone, biopic dedicato a Giacomo Leopardi, che costituisce a tutt’oggi una delle sue più importanti prove di recitazione.

Con Paolo Virzì gira anche il film “Tutta la vita davanti” (2008), che arriva in sala nello stesso anno di “Come Dio comanda” di Daniele Vicari, che lo dirige anche in “Diaz” (2012).

Viene scelto da Ferzan Ozpetek come protagonista di “Magnifica presenza” (2012) e da Giovanni Veronesi per interpretare “L’ultima ruota del carro” (2013), per poi recitare in “Suburra” (2015) di Stefano Sollima.

Interpreta “Alaska” di Claudio Cupellini, che gli vale l’assegnazione del Globo d’Oro, e Francesco d’Assisi ne “Il sogno di Francesco” (2016), diretto da Renaud Fely e Arnaud Louvet.

Il regista Gianni Amelio lo dirige in “Tenerezza” (2017) e Daniele Luchetti in “Io sono tempesta” (2017).

Nel periodo più recente, Giorgio Diritti lo chiama ad interpretare il pittore Antonio Ligabue in “Volevo nascondermi” (2020), ruolo per cui riceve, quale migliore attore, il David di Donatello e l’Orso d’Argento al Festival del Cinema di Berlino, mentre nel 2021 interpreta “America Latina” di Damiano e Fabio D’Innocenzo e “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio.

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