La Colozza incanta l’ex Gil: grandissimo successo per il saggio di fine anno tra musica, premi ed emozioni

DARIO SALVATORELLI

L’orchestra dell’Istituto Comprensivo “Colozza” di Campobasso ha concluso il suo percorso musicale anche nell’anno scolastico 2025-26. Ormai appuntamento fisso per l’Istituto di via Insorti d’Ungheria, il saggio finale, questa volta, si è svolto all’auditorium dell’ex Gil, dove i ragazzi guidati dal prof. Tiziano Baranello si sono esibiti per concludere un anno in cui si sono tolti nuovamente tante soddisfazioni.

Suonare uno strumento musicale non è facile per ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo grado, eppure ogni anno la Colozza riesce a dimostrare il contrario. Lo staff è composto dal professore di violoncello Tiziano Baranello, dalla professoressa di oboe Irene Apollonio, dalla professoressa di flauto Loretta Di Pilla e dal professore Vittorino ‘Rino’ Tartaglia al pianoforte, i quali, insieme agli alunni che nelle varie annate si sono avvicendati nell’esecuzione degli spartiti, riescono con estrema professionalità a trasformare ogni concerto in uno spettacolo veramente gradevole.

Prima di cominciare l’evento finale dell’anno scolastico in corso, abbiamo registrato le parole del direttore d’orchestra, il professore Tiziano Baranello, che ha confessato – in esclusiva su cblive – l’emozione e il duro lavoro che c’è dietro questo grande progetto: “Ogni volta che arriviamo a questo appuntamento, diciamo “ce l’abbiamo fatta anche quest’anno”. Ogni anno si riparte da capo, con i ragazzi di terza che vanno via, con i ragazzi di seconda che devono studiare le parti più importanti e con i ragazzi di prima che bisogna formare. Anche se paradossalmente i pezzi possono essere gli stessi, si riparte da zero, però noi ogni volta aggiungiamo dei brani – di solito uno nuovo all’anno – anche per allargare il repertorio dell’orchestra. Questo è il ventunesimo anno dell’orchestra della Colozza e, come al solito, ci confrontiamo sempre con realtà di tutta Italia. Abbiamo partecipato poche settimane fa alla venticinquesima edizione di “Euterpe”, un concorso molto importante in provincia di Bari; ci siamo fatti rispettare come sempre. È normale che l’orchestra cerchi di dare sempre il meglio e io come “condottiero”, “direttore” (anche se c’è differenza tra direttore di un’orchestra scolastica e di un’orchestra professionale) cerco sempre di incitare i ragazzi fino all’ultimo istante ed è questa la cosa più difficile da fare. L’importante è che poi, alla fine di questo percorso musicale, a loro rimanga qualcosa dentro e si spera che l’amore per la musica possa germogliare e che possano portarlo con loro per tutta la vita”.

Ai nostri microfoni c’è stata anche Irene Apollonio, professoressa di oboe, che ha fatto un ‘recap’ generale su com’è andata quest’anno tra concorso e prove: “E’ andata bene, ma – diciamo – nella media rispetto agli altri anni. Il concorso è andato bene perché c’è stato un ragazzo che ha partecipato da solista e che ha vinto il primo premio con l’oboe e anche il quartetto in cui c’era l’oboe si è aggiudicato il primo premio. Quindi, tutto sommato, un risultato molto soddisfacente, con l’orchestra che ha suonato ottimamente. Io della mia sezione sono contenta, ma anche l’orchestra ha suonato davvero bene.”

Il concerto è cominciato con quello che ormai è “l’inno” dell’orchestra Colozza, “Starlight Express”, colonna sonora dell’omonimo musical rock futuristico del 1984 in cui i protagonisti sono treni personificati che competono in una grande gara per diventare il più veloce del mondo. La storia riguarda Rusty, una locomotiva a vapore un po’ insicura che cerca di dimostrare il proprio valore contro moderni treni elettrici e diesel. Lo spettacolo è celebre perché gli attori recitano e cantano quasi sempre sui pattini a rotelle, sfrecciando tra palco e pubblico con scenografie luminose ed effetti spettacolari.

Subito dopo, si sono esibiti i solisti Valerio Filippone (flauto), Matilde Pacitti (pianoforte) e Cecilia Greco (violoncello), che hanno ottenuto rispettivamente il secondo (94/100), il primo  (96/100) e il primo premio assoluto (98/100) al concorso “Euterpe”, in cui hanno suonato rispettivamente “Danny Boy” (con accompagnamento del prof. Rino Tartaglia), “Mormorio del bosco” e un  brano di Saint Saens (anche qui con accompagnamento del prof. Tartaglia).

A seguire, con tutta l’orchestra, c’è stata l’esecuzione di “Palladio”, arrangiato dal prof Tiziano Baranello. Un brano spettacolare, che ricorda vagamente il duo “Two Steps From Hell” per l’atmosfera “epica” che si percepiva ascoltandolo.

Per andare avanti, Marco Colagrossi (oboe) ha suonato “Oblivion” di Astor Piazzolla, anche questa volta con l’accompagnamento del prof. Tartaglia, e Alessandro Iacobacci (pianoforte) ha eseguito “In The Mood” di Glenn Miller. Entrambi i ragazzi hanno vinto, in provincia di Bari, il primo premio, con un ottimo 95/100;

L’orchestra al completo ha deliziato il pubblico “Notturno in gondola”, un brano composto da Franz Liszt, dal carattere malinconico e misterioso, ispirato all’atmosfera notturna di Venezia e al lento navigare di una gondola sull’acqua.

Successivamente è stata la volta della musica da camera, con il quartetto di classe terza, anche in questo caso vincitore di un primo premio (95/100) in occasione del concorso “Euterpe” che ha suonato le notissime “The Pink Panther” e “Ragazza di Ipanema” (arrangiamenti del prof. Baranello); per poi andare avanti con “Divertimento cubano”, un brano trascinante scritto dal prof. Tartaglia, che in Puglia ha vinto il secondo premio con un 90/100.

Si è poi tornati all’orchestra, con “L’ultimo Valzer” di Guido e Maurizio De Angelis, un brano romantico e malinconico molto noto nella tradizione musicale italiana, spesso associato ad atmosfere nostalgiche e d’addio.

Per andare avanti, ci sono stati altri due gruppi di musica da camera, che hanno fatto ascoltare all’ex Gil “Havana”, una canzone pop del 2017 di Camila Cabello, dal ritmo latino e orecchiabile, ispirata alla città cubana dell’Avana, con la conquista del secondo premio (94/100) in Puglia; per poi proseguire con un altro trio di classe terza, che – con il terzo premio guadagnato in provincia di Bari (85/100) – ha eseguito “La vedova allegra”, una celebre operetta del 1905 composta da Franz Lehár, famosa per le sue melodie eleganti e brillanti e per la storia romantica e mondana di una ricca vedova contesa da vari corteggiatori.

E poi, il Musically Cats Suite, un medley delle melodie del celebre musical “Cats” di Andrew Lloyd Webber: una selezione di brani del musical (Jellicle Songs for Jellicle Cats, The Old Gumbie Cat, Grizabella, Mr. Mistoffelees, Memory e Skimbleshanks) riuniti in un unico pezzo da concerto, “collegate” in una forma continua, quasi come un riassunto musicale dello spettacolo. Per i ragazzi del prof. Baranello (arrangiatore del musical), è arrivata la vittoria del primo premio (97/100) in Puglia e una grandissima esibizione all’ex Gil di uno dei pezzi forti della storia dell’orchestra della Colozza.

Per concludere la parte musicale, c’è stata “Imagine” di John Lennon con la bellissima voce della pianista Eleonora Santone, che è stata anche la conduttrice dell’evento. “Imagine” è una canzone che non ha bisogno di presentazioni. È del 1971 ed invita a immaginare un mondo senza guerre, divisioni e conflitti, basato su pace e fratellanza.

La fine del concerto è stata a dir poco spettacolare, a cominciare dalle parole del dirigente scolastico Carla Quaranta, che ha fatto un discorso conclusivo e celebrativo rivolto agli studenti, ai docenti e alle famiglie. Ha elogiato i ragazzi per l’impegno e le competenze musicali acquisite, ringraziato gli insegnanti per il lavoro svolto e sottolineato il valore educativo della musica, vista come linguaggio capace di sviluppare sensibilità, ascolto, emozione e talento personale.

A conclusione del pomeriggio, alcuni ragazzi dell’orchestra hanno parlato al microfono con assoluta proprietà di linguaggio, rivolgendosi ai loro insegnanti per ringraziarli per tutto ciò che hanno fatto per loro. È stato davvero bello ammirare i giovanissimi musicisti parlare a nome dell’intera orchestra perché hanno espresso con semplicità e maturità il forte senso di unione che la caratterizza. Bravissimi tutti e al prossimo anno!

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