25 aprile, il messaggio del sindaco di Campobasso, Antonio Battista

Antonio Battista

IL MESSAGGIO DEL SINDACO DI CAMPOBASSO, ANTONIO BATTISTA, PER IL 25 APRILE

“Papà e mamma, è finita per il vostro figlio Mario, la vita è una piccolezza, il maledetto nemico mi fucila, raccogliete la mia salma e ponetela vicino al mio fratello Filippo. Un bacio a te mamma cara, papà, Melania, Annamaria e zia, a Celso un bacio dal suo fratello Mario che dal cielo guiderà il loro destino in salvo da questa vita tremenda. Addio. W l’Italia. Mi sono perduto alle ore 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria”. Quando ho letto questa lettera, che Mario Brusa Romagnoli ha scritto alla famiglia poco prima di essere fucilato, sono rimasto senza fiato. Parole semplici le sue, che partono dal cuore di un ragazzo, appena vent’anni, che per l’ultima volta stringe in un abbraccio virtuale i suoi cari, ma che nemmeno in punto di morte rinuncia ad osannare la sua Patria, quella per la cui liberazione aveva combattuto e che in quell’istante gli chiedeva, in sacrificio, la vita. Mario Brusa Romagnoli, fu ucciso il 30 marzo, qualche settimana prima di quel memorabile 25 aprile che avrebbe messo fine alla guerra, all’orrore dello sterminio, alla carneficina di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini. Una guerra che ha macchiato di sangue tutto il Paese, senza risparmiare Campobasso che si è distinta per generosità ed eroismo, che ha pianto a lungo i suoi figli partiti per un conflitto mondiale che nessuno voleva. Figli di questa terra che non ebbero paura né della prigionia né della morte scrivendo un importante capitolo della nostra storia moderna che tocca a noi salvaguardare attraverso il rispetto dei colori della Bandiera e di quei valori che fanno di un Paese una grande Nazione, attraverso le nostre azioni quotidiane e quel senso di responsabilità che ci indirizza al bene comune. Festa della Liberazione che è anche festa della libertà e della democrazia, pilastri assoluti conquistatati dai nostri padri e che noi abbiamo il dovere di continuare a difendere e a trasmettere ai nostri figli affinché il sacrificio di chi non c’è più ci aiuti a stare lontani dalle facili lusinghe, a credere nel profondo sentimento di Patria che ci fa provare gratitudine verso chi ha difeso la nostra bella e amata Italia. Ecco perché il 25 aprile è una festa, una festa soprattutto per i più giovani, il nostro futuro, che si batteranno per costruire un mondo migliore con la consapevolezza che i principi della non violenza, dell’uguaglianza e della difesa della libertà furono inseriti nella Costituzione proprio da chi partecipò alla Resistenza e alla Liberazione. E anche in questo lungo periodo di crisi e di paura non dobbiamo mai perdere l’orgoglio di essere italiani e sull’esempio del giovane Mario Brusa Romagnoli, continuare a dire W l’Italia. Buon 25 aprile a tutti”.

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