Serie D, pari e patta tra l’Olympia Agnonese e L’Aquila. Ibe risponde a Ferraro

I granata di mister Di Meo tornano a un risultato positivo dopo due sconfitte consecutive

OLYMPIA AGNONESE – L’AQUILA 1-1

Olympia Agnonese (4-3-3): Venturini 6,5; La Bua 6 (50’ Corbo 6), Frabotta 6,5, Rullo 6, Guerra 6 (90’ Litterio sv); Corso 6, Di Lollo 6,5, Mady 6 (50’ Nyang 6); Giglio 6 (85’ De Stefano sv), Santoro 6, Ferraro 7 (77’ D’Aversa sv). A disp. Faiella, Cassese, Marino, Ceria. All. Pino Di Meo 6.

L’Aquila (3-4-3): Farroni 6,5; Cafiero 6, Pupeschi 6,5, Buscè 6 (93’ Di Paolo sv); Sieno 6,5 (69’ Marra 6), Ruci 6, Steri 6,5, Esposito 6; Boldrini 6,5, De Iulis 6,5 (69’ Ibe 7), Padovani 6 (83’ Fabrizi sv). A disp. Scolavino, Boninsegni, Ranelli, Sbarzella, Di Natale. All. Pierfrancesco Battistini 6.

Reti: 61’ Ferraro, 72’ Ibe.

Note: recupero 2’ e 5’; spettatori 700 circa.

Arbitro: Alessio Angiolari della sezione di Ostia Lido 6 (Federico Fratello di Latina – Fabrizio Almanza di Latina).

L’Olympia Agnonese esce indenne dallo scontro casalingo contro L’Aquila, un 1-1 giusto per quanto visto nei 94 minuti di gioco disputati, ma che lascia un po’ di amaro in bocca ai molisani, passati in vantaggio con Ferraro, prima di essere rimontati dal pareggio di Ibe.

Agnonese che, per intensità e volume di gioco prodotto, è sembrata finalmente lo specchio delle idee calcistiche del proprio tecnico Di Meo, ma nello stesso tempo ha evidenziato ancora carenza di cattiveria sottoporta, dove si concretizza poco rispetto alla mole di gioco offensivo prodotto.

Di Meo mischia inizialmente le carte in tavola, schierando La Bua al centro della difesa al fianco dell’esperto Rullo in una difesa a quattro con Guerra a sinistra e Frabotta a destra davanti al classe ‘98 Venturini, con Davide Corso in mezzo al campo insieme a Mady e Di Lollo con il tridente offensivo composto Ferraro a sinistra, Santoro a destra e Giglio a fare da terminale offensivo di riferimento.

L’ex tecnico del San Marino sceglie di non rischiare Cassese (non ancora pienamente recuperato) e di lasciare fuori De Stefano e Ceria per scelta tecnica.

L’Aquila conferma quanto annunciato alla vigilia scendendo in campo con uno spregiudicato 3-4-3 con Farroni in porta, difesa composta da Cafiero, Esposito e Pupeschi, interni di centrocampo Steri e Ruci supportati sugli esterni da Buscé a destra e Sieno a sinistra con il trio d’attacco formato da Padovani a destra, Boldrini a sinistra e De Iulis nella veste di boa centralmente.

Prima del fischio iniziale viene osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa dell’ex ct azzurro, Azeglio Vicini.

Il primo spunto della partita è di marca granata con Santoro che mette al centro dalla destra un pallone tagliato che viene soltanto sfiorato di testa da Giglio prima di scivolare a fondo campo.

Un minuto più tardi è lo stesso attaccante ex Cassino a rendersi pericoloso controllando un lancio dalle retrovie di Rullo prima di calciare verso la porta abruzzese flebilmente, agevolando la parata a terra di Ferroni.

Al 9’ la prima risposta degli ospiti porta la firma di  De Iulis che scattato in area avversaria sul filo del fuorigioco è bravo a stoppare in bello stile il suggerimento di un compagno di squadra  prima di calciare verso la porta difesa da Venturini, reattivo nel deviare in angolo la forte conclusione del bomber aquilano. Ancora il numero nove ospite protagonista cinque minuti più tardi su un bel contropiede della sua squadra quando dal vertice dell’area di rigore agnonese punta il diretto avversario prima di lasciar partire un tiro a giro che esalta ancora i riflessi di Venturini, bravo ad aprirsi in tuffo e a deviare in corner il velenoso piazzato dell’attaccante avversario.

Prova Giglio al 17’ da fuori area dopo una sponda di Santoro ma colpisce di collo piede la sfera spedendola abbondantemente sulla traversa della porta difesa da Ferroni. Prova prima al 23’ e poi al 26’ a salire in cattedra Nello Ferraro, prima incuneandosi nei meandri della retroguardia avversaria calciando debolmente tra le braccia del portiere avversario poi facendosi bloccare a terra dallo stesso Ferroni un tiro telefonato e senza troppe pretese.

Prima del finale di tempo ci pensa Boldrini a mettere i brividi a Venturini superando un avversario sulla linea di fondo, nel cuore dell’area di rigore agnonese e poi mettere in mezzo un pallone radente che l’estremo difensore riesce con affanno a spedire in angolo. Nella ripresa il copione non cambia, è Di Meo a ricorrere al primo doppio cambio dell’incontro buttando nella mischia Nyang per La Bua e Corbo per Mady , spostando Frabotta nel ruolo a lui più congeniale di centrale difensivo , arretrando di qualche metro il raggio di azione di capitan Di Lollo e posizionando Niang sulla corsia di destra fino ad allora occupata da Santoro che a sua volta viene spostato a sinistra con Ferraro ad agire da fantasista alle spalle del tridente offensivo granata.

Al 56’ L’Aquila va vicinissima al gol con Boldrini, che batte magistralmente un calcio di punizione senza fare i conti con un super Venturini che devia la sfera proprio prima che la stessa varcasse la linea di porta.

Al 60’ arriva il vantaggio dei molisani nato su una rimessa laterale di Corbo conclusa da Ferraro, che da posizione defilata lascia partire un fendente che sorprende Ferroni sul primo palo, regalando ai grifoni il meritato vantaggio che manda in visibilio il pubblico del ‘Civitelle’.

Battistini prova a correre ai ripari, effettuando tre cambi in dieci minuti, Ranelli al posto di Ruci, Marra prende il posto di Sieno e Ibe al posto del bomber De Iulis.

Al 73’ arriva il pareggio degli abruzzesi proprio con il nuovo entrato  Ibe, che raccoglie una corta respinta della difesa agnonese, poi entra in area dove riesce in dribbling  a liberarsi di un paio di avversari prima di battere con il destro l’incolpevole Venturi. Azione molto recriminata dai granata a causa di un probabile fallo di mano non fischiato allo stesso attaccante aquilano al momento del primo controllo di palla.

Girandola delle sostituzioni da una parte e dall’altra, nell’Agnonese D’Aversa prende il posto di Ferraro, De stefano quello di Giglio e Litterio quello di Guerra, mentre nell’Aquila Battistini sostituisce Padovani con Fabrizi e Buscé con Di Paolo.

Continua al 91’ lo scontro a distanza tra Boldrini e Venturini con l’attaccante aquilano abile a calciare di sinistro in diagonale verso la porta difesa dal giovane portiere agnonese, bravo ancora una volta a dire no al classe ‘85 avversario, respingendo con maestria la sfera.

Le ostilità terminano dopo i quattro minuti di recupero assegnati dal direttore di gara con i granata che escono a testa alta da una partita ben giocata contro un avversario dall’indiscusso valore fisico e tecnico. Resta il rammarico per la rimonta subita e per una decisione arbitrale nell’occasione del pareggio degli abruzzesi, quantomeno discutibile. Guardando il bicchiere mezzo pieno Di Meo sembra aver ritrovato l’Agnonese che piace a lui, quella volitiva e di carattere su cui poter ripartire per preparare al meglio il derby che si giocherà domenica prossima a Campobasso contro i rossoblù.

D’altro canto, sembra mancare qualcosa nel reparto offensivo che sembra privo di un proprio peso specifico e tutto risulta essere troppo approssimativo. Gara non cattiva, con soli tre calciatori terminati sul taccuino dell’arbitro nella lista degli ammoniti sono Corso per i granata e Ruci e De Iulis per L’Aquila.

Gli abruzzesi hanno dimostrato di meritare la posizione in classifica occupata e di essere sicuramente una squadra dalle grandi qualità.

Di Meo al termine della gara si è detto soddisfatto della prova espressa dai suoi ed ha ribadito il bisogno di questo piglio emotivo in tutte le partite che restano fino al termine della stagione per poter regalare la salvezza diretta al club del presidente Colaizzo.

Fabrizio Di Pietro

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