
Un’altra nottata e un altro rinvio per il bilancio regionale. Questo significa che siamo ufficialmente in gestione provvisoria. È uno scenario pessimo per i pagamenti regionali, che ora viaggeranno per dodicesimi, ovvero col contagocce. E questo è terribile per le imprese che aspettano di essere pagate e per l’intera economia locale. Si riprenderà lunedì prossimo, con l’augurio che sia la volta buona per chiudere.
Nella notte, come ormai triste consuetudine, è arrivato il cosiddetto maxiemendamento. Una serie infinita di previsioni che avrebbero meritato un’analisi attenta nelle commissioni competenti. Si spazia dall’urbanistica alla caccia, dalle case popolari al turismo. Un “minestrone” che presenta due criticità che denuncio da sempre e che rendono illegittima questa modalità di voto, sottolinea la consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli:
- L’assenza di omogeneità e univocità: mettere tutto insieme impedisce di esprimersi distintamente sui singoli temi. “Non si può essere costretti a dire sì a una norma per non bocciarne un’altra. Come per i quesiti referendari, i contenuti dovrebbero essere omogenei”, evidenzia Fanelli.
- La mancanza di approfondimento: non avere il tempo materiale per leggere gli articoli impedisce un voto consapevole. “Ieri si è persino tentato di far passare un emendamento soltanto letto in Aula. Lavorare male espone il Molise a costanti bocciature, un primato negativo che ormai è diventato cronico (anche) a causa di questo metodo. Ma non si vuole imparare dal passato e si persevera nell’errore”, aggiunge la consigliera dem.
Le poche note positive su cui Fanelli spiega di essere riuscita a incidere personalmente riguardano:
• Un finanziamento (simbolico, ma importante) per mantenere le edicole nei piccoli comuni;
• La salvaguardia dell’Iresmo (Istituto degli Studi Storici del Molise), evitandone la cancellazione;
• L’approvazione di un ordine del giorno sul lavoro, attraverso il quale, dopo la soppressione dell’Agenzia Molise Lavoro, senza aver prima definito una riorganizzazione organica e funzionale, “abbiamo impegnato la Giunta a presentare, entro 90 giorni, una proposta di legge di riforma organica in materia di orientamento, lavoro e formazione, per una riorganizzazione complessiva del settore”, afferma Fanelli, “con il pieno coinvolgimento della Commissione Regionale Tripartita e un percorso condiviso per rendere i servizi più efficienti, con l’obiettivo di garantire maggiori tutele salariali ai lavoratori impegnati nei contratti di appalto e servizi della Regione”.
Non è merito mio, precisa la consigliera regionale del Pd, ma sicuramente positive sono anche:
• la previsione di rendere gratuite o alleggeriti i pagamenti del trasporto per studenti e categorie sociali svantaggiate (in particolare, l’art 16 del maxiemendamento, “carta europea della disabilità”). “Abbiamo sempre sostenuto questa battaglia. Ora era il caso di darvi maggiore certezza”, sottolinea Fanelli. “A tal fine avevo presentato un emendamento, bocciato, ma restano i principi che sono validi e che chiediamo vengano tenuti in considerazione in sede di stesura ddl bando tpl”.
• Così come abbiamo sempre sostenuto con mozione, a prima firma della collega Salvatore, la necessità di evitare il pagamento IRAP per le associazione neocostituite iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Dopo un parere contrario di Cefaratti su indicazione del Ministero, la norma è stata comunque prevista. “Ed è un bene. Non sappiamo come siano stati superati i rilievi ministeriali, ma speriamo non si torni indietro e speriamo le associazioni non avranno problemi”, osserva Fanelli.
Per il resto, le note dolenti sono macroscopiche:
• Gli Iacp, usciti e rientrati dai testi in modo continuo. Alla fine sopravvivono, forse per non togliere posizioni a singoli amici ai vertici? “Le politiche dell’abitare vanno esercitate con consapevolezza: una casa dignitosa è un diritto fondamentale”, rimarca la consigliera regionale del Pd, “spesso inaccessibile per famiglie e singoli”. “La nuova programmazione comunitaria punta forte sull’housing sociale e ce n’è un bisogno estremo, soprattutto a Termoli, dove conosco bene le condizioni di indigenza di centinaia di persone. Il Molise deve programmare da subito 10 milioni di euro. Bisogna accelerare”.
• Bene la cancellazione dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (AAST), ma senza un quadro e con molte opacità. “Si passa tutto a un fantomatico soggetto regionale, ma senza che ci venga spiegata la logica o la visione su turismo e cultura”, denuncia Fanelli. “L’unica cosa chiara è l’accentramento totale”. In nome di questo principio, aggiunge, “si sacrificano la rete delle Proloco e la trasparenza dei bandi, preferendo il controllo diretto”.
• Un emendamento importante riguarda il personale (art.13), ma con numerosi dubbi di legittimità costituzionale a causa della disciplina del commissariamento della sanità che pone vincoli stringenti. “Abbiamo motivato convintamente contro”, spiega Fanelli, “anche se il Sottosegretario Niro garantisce che ci sia un parere positivo che autorizza a procedere”. “Non ‘gufiamo’, perché di personale ce n’è fortemente bisogno, ma vogliamo sia assunto con autorizzazione a monte certa e procedure meritocratiche”.
• “C’era poi proprio bisogno della creazione di una fondazione per la promozione degli eventi del consiglio regionale? Noi pensiamo decisamente di no”, attacca la consigliera dem. “Purtroppo l’articolo 12 aggiuntivo nel maxiemendamento è passato. Altro carrozzone? Dio ce ne scampi e liberi!”
“In sintesi, quanto accaduto ieri in Aula è lo specchio di una visione politica che fatica a farsi programmazione”, conclude Micaela Fanelli. “Il ricorso al maxiemendamento e lo slittamento del bilancio in gestione provvisoria testimoniano una cronica difficoltà nel governare i processi con la necessaria serenità e trasparenza”.
“Resta l’amarezza per un metodo che, nel tentativo di centralizzare il controllo, finisce per indebolire la qualità delle leggi e, di conseguenza, i servizi ai cittadini”, aggiunge. “Tuttavia, i piccoli ma significativi traguardi raggiunti — dalla tutela dei presidi culturali alla difesa del lavoro — dimostrano che una politica fatta di contenuti e di vicinanza ai bisogni reali può ancora incidere”. Infine, conclude: “L’auspicio è che si possa voltare pagina, abbandonando la logica dell’emergenza per restituire al Molise la dignità di una programmazione seria, efficace, attenta ai bisogni urgenti e gravi e, soprattutto, condivisa”.