
“La rinuncia all’incarico del dottor Rocchia come Direttore sanitario dell’Asrem, arrivata pochi giorni dopo la sua nomina a seguito dell’accertamento di una causa di inconferibilità, continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale”. A intervenire è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani, che chiede piena trasparenza sulla vicenda e sulle eventuali conseguenze amministrative.
La nomina era stata formalizzata il 29 maggio scorso con una delibera del Direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, mentre l’Azienda sanitaria aveva comunicato che Rocchia avrebbe assunto ufficialmente servizio il 4 giugno. Successivamente, però, l’Asrem ha riconosciuto l’esistenza di una causa di inconferibilità legata alla candidatura dello stesso Rocchia alle elezioni regionali del 2023, circostanza che ha impedito il perfezionamento dell’incarico.
Per Primiani si tratta di un episodio “politicamente e amministrativamente grave”, non per la professionalità del dirigente coinvolto, che non viene messa in discussione, ma per le carenze nei controlli preliminari che avrebbero dovuto precedere la formalizzazione della nomina e la sua comunicazione pubblica.
Il consigliere regionale pone inoltre l’attenzione su un ulteriore aspetto della vicenda. “Se nelle more di questa procedura il soggetto nominato, poi risultato inconferibile, ha sottoscritto atti o provvedimenti, è necessario chiarire immediatamente quali siano questi atti, con quale titolo siano stati firmati e quali effetti amministrativi possano derivarne”, sostiene.
Nel mirino finisce in particolare la delibera n. 1241 del 1° ottobre 2025 relativa alla programmazione della rete ospedaliera, dell’emergenza-urgenza e della rete ictus. Secondo Primiani, il provvedimento sarebbe stato firmato proprio da Rocchia in un periodo in cui non risultava alcuna nomina formale e quando le cause di inconferibilità erano già presenti.
Da qui la richiesta all’Asrem di fornire chiarimenti non soltanto su quell’atto, ma anche su eventuali altri provvedimenti sottoscritti dal dirigente, specificando il presupposto giuridico che ne avrebbe consentito l’adozione e valutando se tali atti siano da considerare pienamente validi oppure meritevoli di riesame in autotutela.
“La questione non riguarda soltanto il profilo economico, ma anche la regolarità dell’azione amministrativa e la tutela dell’ente”, afferma Primiani, che punta il dito contro la gestione della vicenda da parte della direzione aziendale. Secondo l’esponente del M5S, il fatto che la verifica delle cause ostative sia arrivata soltanto dopo la formalizzazione dell’incarico evidenzierebbe un errore nella catena istruttoria e decisionale.
Il consigliere non esclude ulteriori iniziative istituzionali qualora emergesse che Rocchia abbia effettivamente adottato atti in qualità di Direttore sanitario. Tra le ipotesi, anche il coinvolgimento della Corte dei conti per verificare eventuali profili di danno erariale o responsabilità amministrativa.
Sul piano politico, infine, Primiani ritiene che la posizione del Direttore generale Giovanni Di Santo sia ormai fortemente indebolita. “Dopo una figuraccia di questa portata – conclude – il suo ruolo alla guida dell’Asrem appare sempre più insostenibile e ci si aspetterebbe un passo indietro non più rinviabile”.