Chiusure e restrizioni, Ricciardi: ‘Urgono concertazione ed interventi”

La crisi innescata dal Coronavirus ha interessato migliaia di professionisti. Oltre 500 mila i lavoratori indipendenti che in questi mesi sono stati espulsi dal mercato. A pagare il prezzo più alto i giovani che, adesso, si ritrovano a fronteggiare ulteriori difficoltà.

“Liberi professionisti, e non solo, come i ‘Soldati’ di Ungaretti:  si sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie – ha rimarcato il presidente Confprofessioni Molise , Riccardo Ricciardi – Lavoratori, dunque, costantemente minacciati, pervasi da incertezza, irrequietudine, da intense sensazioni di rassegnazione. Professionisti sviliti nelle loro competenze, incastrati nelle maglie degli eventi, compreso l’ultimo DPCM. Il decreto firmato dal premier Conte, infatti, ha sferrato un duro colpo a diverse categorie. Aziende, piccole e medie, si sono inginocchiate, mentre, ancora una volta si attende un sostegno concreto da parte del Governo Centrale che con il Decreto Ristori prevede indennizzi già definiti da molti irrisori. La crisi, così, avanza prorompente seppur, in molti casi, hanno preso forma modalità lavorative come lo smart working. Un percorso sicuramente vantaggioso ma non risolutivo. Intanto, in Molise, resta l’appello alla concertazione. Urge stretta collaborazione tra le Istituzioni affinché si approvino provvedimenti idonei a supportare le categorie più colpite”.

 

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