Fusco e Sabusco: “Con noi i risultati del Psr furono strabilianti. E ora? Nessuna traccia”

Fusco Perrella e Sabusco

“Qual è lo stato di raggiungimento degli obiettivi generali e specifici del PSR in termini di valore aggiunto sul piano produttivo, economico-finanziario, ambientale e occupazionale?  E quale quello dei valori target degli indicatori di realizzazione, risultato, impatto e di spesa?”. Questi alcuni dei quesiti posti nell’interrogazione presentata dai consiglieri regionali di minoranza Fusco Perrella e Sabusco.

Interrogativi nati a seguito della conferenza stampa dello scorso 10 luglio nella quale si sarebbe dovuto illustrare l’impianto del nuovo PSR, e che invece è divenuta l’occasione per parlare del passato e dei risultati che, a detta di questo Governo regionale, non sono stati raggiunti; un tentativo di distogliere l’attenzione dal tema del bando per il rilancio della filiera avicola, più volte annunciato da questo Governo regionale e di cui ancora non si vedono le tracce. In attesa che l’Assessore Facciolla illustri queste «occasioni di investimenti», risulta difficile comprendere come possano essere destinati i fondi del PSR, riservati allo sviluppo del comparto agricolo, alla produzione industriale del Gam. Con la misura 16, destinata alla cooperazione, si torna indietro, al progetto di socializzazione d’impresa, presentato a suo tempo come una «rivoluzione culturale» per il nostro sistema produttivo, percorso che non ha mai convinto appieno i lavoratori.

Nella stessa occasione il Presidente Frattura ha espresso poi soddisfazione per aver realizzato l’80% della spesa; ma quegli impegni di spesa da chi erano stati contratti? Dall’amministrazione attuale o dalla precedente? Il Governatore questo lo sa benissimo, e lo deve riconoscere.

“Di certo – si legge nella nota stampa – noi sappiamo quali obiettivi sono stati conseguiti: una spesa pubblica dichiarata al 31 dicembre 2012 che ammontava complessivamente a euro 104.062.778,77, di cui euro 31.008.250,02 nel 2012 che hanno permesso il raggiungimento dell’obiettivo di spesa prefissato per quella scadenza annuale, consentendo alla Regione Molise di uscire dal rischio del disimpegno automatico dei fondi.

Senza dimenticare i risultati ottenuti dal PSR 2007-2013, dati incontrovertibili e che non possono essere smentiti, azioni e interventi che hanno permesso il rilancio del nostro sistema agricolo in un momento di profonda difficoltà per il sistema Molise; per questo sentiamo la necessità di rispondere alle affermazioni riguardanti l’adozione del programma, avvenuta nel mese di febbraio del 2008, alla pari di Abruzzo, Lazio, Marche, Trento, Umbria, Valle d’Aosta, Basilicata, Puglia e Sicilia. Il motivo di questi tempi prolungati? La ritardata approvazione del Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale 2007-2013, avvenuta solo l’1 agosto 2007 in sede di Conferenza Stato-Regioni, cui seguì l’invio alla Commissione europea per il placet finale.

«Non siamo a rischio definanziamento», ha rassicurato l’Assessore Facciolla, in verità consultando e guardando con attenzione i documenti sembra che il rischio sia concreto. Difatti per quanto riguarda il PSR la Regione Molise deve realizzare entro il 31 dicembre 2015 la spesa di 15,3 milioni di euro di quota FEASR; come si intende assicurare la realizzazione di questo obiettivo così da evitare il  rischio di disimpegno automatico?

Vogliamo poi parlare dei fondi FESR e FSE? Sono a rischio, se non rendicontate entro il 31 dicembre 2015, il 18,3% di risorse a valere sul FESR e il 18,4% sul FSE. Eppure al 31 dicembre 2012 la Regione Molise aveva raggiunto il target imposto dal Governo nazionale, certificando 80 milioni sul FESR e 43 milioni sul FSE. A che punto sono, Presidente Frattura, lo stato di attuazione e la rendicontazione del PO FESR 2007-13?

In conclusione vogliamo precisare che non abbiamo l’impellente necessità di vedere riconosciute alcune buone prassi messe in atto nel recente passato e i risultati ottenuti, peraltro documentabili, perché convinti che tutto questo appartiene al giudizio dei cittadini. D’altra parte siamo però convinti che riconoscere la validità di interventi attuati dalle precedenti amministrazioni regionali sarebbe un segnale, un passo in avanti che finora questo Governo regionale non ha mai compiuto.

Resta il fatto che portare avanti nel tempo le buone prassi del passato è indice del corretto funzionamento di un sistema economico e amministrativo, però accanto a queste si dovrebbero prevedere interventi e programmazioni ex novo per rispondere alle istanze del territorio. Noi siamo comunque per la crescita della nostra regione”.

 

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