Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2016: “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”

L’arcivescovo GianCarlo Maria Bregantini

La 102^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato celebrata il 17 gennaio scorso ha richiamato l’attenzione di  diocesi e parrocchie a promuovere iniziative celebrative e di riflessione sul  Messaggio del Santo Padre papa Francesco nel contesto dell’Anno giubilare della Misericordia.

Un Messaggio che pone l’attenzione, in modo particolare, al fenomeno migratorio mondiale e ai conseguenti drammi e alle tragedie che accadono quotidianamente. Un momento celebrativo e di riflessione  che diventa occasione per rinnovare e riproporre  l’impegno sociale e politico a favore dei migranti e dei rifugiati.

L’ufficio diocesano di Pastorale dei Migrantes, guidato da don Adriano Cifelli, organizza domenica 31 gennaio 2016, alle ore 17, presso la Parrocchia di Sant’Antonio Abate nel centro storico di Campobasso una giornata celebrativa di riflessione sul tema “Ecco, sto alla porta e busso” (Ap 3,20),  testimonianze e  dialogo interreligioso con le diverse culture presenti nella città e agape fraterna per valorizzare l’identità attraverso la preparazione di tipicità della “cultura altra”.

La riflessione sarà presieduta da S.E. mons. GianCarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso – Bojano.

“In questa prospettiva – recita il testo del messaggio di papa Francesco – è importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri. Comunque non si possono ridurre le migrazioni alla dimensione politica e normativa, ai risvolti economici e alla mera compresenza di culture differenti sul medesimo territorio”.

La Chiesa, dunque, rafforza il suo dovere etico e trainante per attuare e favorire l’accoglienza testimoniando concretamente l’attenzione al valore della persona e della dignità umana.

“Nella nostra epoca, i flussi migratori sono in continuo aumento in ogni area del pianeta: profughi e persone in fuga dalle loro patrie interpellano i singoli e le collettività, sfidando il tradizionale modo di vivere e, talvolta, sconvolgendo l’orizzonte culturale e sociale con cui vengono a confronto. Sempre più spesso le vittime della violenza e della povertà, abbandonando le loro terre d’origine, subiscono l’oltraggio dei trafficanti di persone umane nel viaggio verso il sogno di un futuro migliore. Se, poi, sopravvivono agli abusi e alle avversità, devono fare i conti con realtà dove si annidano sospetti e paure. Non di rado, infine, incontrano la carenza di normative chiare e praticabili, che regolino l’accoglienza e prevedano itinerari di integrazione a breve e a lungo termine, con attenzione ai diritti e ai doveri di tutti”.

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