Graduatorie ad esaurimento, i numeri del Molise

Il 17 maggio ’14 sono scaduti i termini per aggiornare o modificare la propria posizione nelle graduatorie provinciali. I docenti precari che in Molise  hanno fatto domanda per aggiornare la propria posizione nelle graduatorie ad esaurimento sono stati 1864. 

55 domande in più a Campobasso e  25  in meno a Isernia, con un totale regionale di 30 inserimenti in più nelle graduatorie provinciali.

 Di seguito il dettaglio delle domande presentate nelle due province molisane divulgati dalla Cgil Molise.

 

 Campobasso

 

infanzia           numero domande  287              19 docenti in uscita      29 in entrata

primaria          numero domande  371              22 docenti in uscita      44 in entrata

educatori         numero domande   42                 5 in uscita                     4  in entrata

I grado            numero domande  231              26 docenti in uscita      8 in entrata

II grado          numero domande   444              49 docenti in uscita    39 in entrata.

 

                                      Totale                  1375

 

Isernia

infanzia          numero domande  115               22 docenti in uscita     23 in entrata

primaria       numero domande  99                 15 docenti in uscita    17 in entrata

                                              educatori        numero domande   2

I grado         numero domande  93                26 docenti in uscita      8 in entrata

II grado       numero domande  178              49 docenti in uscita    39 in entrata

                                          Totale                   489

“Si pone l’esigenza – fanno sapere dall’organizzazione sindacale – di procedere rapidamente ad un sistema di reclutamento efficace e non ballerino che in questi anni è stato modificato ogni volta dal plenipotenziario di turno e che ha messo i precari uno contro l’altro (tra graduatorie, PAS, TFA e concorsi). Una modalità di reclutamento che non sta dando certezze  al sistema e sta determinando problemi rilevanti sia sul versante della progettazione dell’offerta formativa sia su quello della continuità didattica. In questo contesto i precari sono trattati come carne da macello. Solo una politica lungimirante, unita agli investimenti nell’istruzione e nella formazione, potrà  consentire di ridurre numeri così alti e riaprire la prospettiva di una stabilizzazione del personale precario”.

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