Un confronto aperto, concreto e partecipato per trasformare la cultura da comparto frammentato a settore capace di trainare l’economia e la coesione sociale in Molise. Si è concluso con un grande successo di pubblico e di contenuti “Molise Culture”, l’appuntamento promosso dalla Federazione Medio Molise e dal Circolo PD di Campobasso che ieri sera, nella cornice dell’Out Park di Villa De Capoa, ha riunito amministratori, operatori del settore, associazioni e cittadini.
La serata si è aperta con i saluti istituzionali e politici della Sindaca di Campobasso, Maria Luisa Forte, del Segretario del Circolo PD cittadino Giuseppe D’Elia, del Presidente della Federazione PD Medio Molise Gustavo De Francesco e del Segretario Salvatore Tronca che ha presentato l’importante lavoro svolto nell’ultimo anno dai tavoli tematici della Federazione. Per l’occasione è intervenuta anche Giovanna Viola, presidente della Commissione Cultura al Comune di Campobasso e delegata alle politiche giovanili. Nei loro interventi è emerso un messaggio chiaro di condivisione della proposta politica ma anche di proseguire con l’ascolto e il confronto con le espressioni del territorio.
Momento centrale del primo panel della serata è stata l’intervista della giornalista Rita Iacobucci a Linda Laura Sabbadini. La statistica sociale di fama internazionale ed editorialista per Repubblica, presentando il suo libro “Il Paese che conta”, ha offerto uno spaccato profondo dell’Italia dal dopoguerra a oggi attraverso i dati ISTAT, dedicando un’ampia e appassionata riflessione agli ottant’anni del voto alle donne.
Sabbadini ha tracciato un bilancio lucido e a tratti amaro, stigmatizzando il forte ritardo italiano rispetto a paesi come la Francia e la Germania e i paesi nordici sulle politiche di genere, che oggi non crescono e vengono addirittura messe in discussione, nonostante per la prima volta ci sia una donna nel ruolo di Presidente del Consiglio. I dati dell’ISTAT usati da Sabbadini non sono stati semplici numeri, ma la certificazione di un Paese a due velocità: quasi fermo (con appena l’1% di crescita dal 2008) rispetto a partner europei come Spagna, Francia e Germania, cresciuti nello stesso periodo del 20%. Un quadro che fotografa un Paese fortemente impoverito al suo interno – con la povertà raddoppiata dal 2012 – dove le disuguaglianze e le difficoltà per le donne e i giovani, legati a un’occupazione spesso precaria e critica, rimangono i nodi centrali mai sciolti della nostra storia recente.
La studiosa ha poi ricordato la stagione straordinaria degli anni Settanta – che portò a conquiste epocali come il divorzio, la parità salariale, l’interruzione volontaria di gravidanza, il nuovo diritto di famiglia, i nidi e i consultori – e le tappe successive, come la legge sulla violenza contro le donne del 1996 e i congedi parentali del 2000.
A seguire, il focus guidato da Diego Florio, in qualità di coordinatore del tavolo tematico sulle politiche culturali del Partito Democratico, ha introdotto il cuore del dibattito dando voce direttamente ai protagonisti e agli operatori dei beni culturali e archivistici, del settore musicale e teatrale, fino all’audiovisivo.
Dal confronto, serrato e costruttivo, è emersa un’esigenza non più rimandabile: superare la logica degli interventi estemporanei e dei contributi a pioggia per arrivare all’approvazione di una nuova legge quadro sulla cultura nel Molise ma anche una riorganizzazione delle strutture bibliotecarie e archivistiche regionali. Una riforma strutturale considerata vitale dagli intervenuti per garantire certezze di finanziamento, continuità ai progetti e tutele reali ai lavoratori del comparto.
L’istanza, raccolta e fatta propria dalle consigliere regionali del Partito Democratico presenti, la capogruppo Alessandra Salvatore e Micaela Fanelli, che si sono impegnate a portare il testo all’attenzione dell’aula dell’Assemblea legislativa regionale. Le indicazioni e le proposte pratiche raccolte ieri sera dagli operatori serviranno così da vera e propria linea guida per la definizione finale della proposta di legge, con l’obiettivo di riadeguare il territorio molisano a una programmazione culturale più moderna, stabile e di ampio respiro.
L’intervento conclusivo dei lavori è stato affidato all’Assessore alla Cultura del Comune di Campobasso, Adele Fraracci, che ha tirato le somme della fitta giornata di riflessioni, ribadendo la centralità delle amministrazioni locali nel fare rete con gli operatori e nel sostenere una visione che metta la cultura e la parità di diritti al centro dello sviluppo economico e sociale della città e dell’intera regione. La manifestazione si è poi conclusa in serata all’insegna della socialità e dell’aggregazione con il DJ Set di Luca “O’ Zulù” Persico (storica voce dei 99 Posse).
