
Il convegno “Le riforme istituzionali e la legge elettorale”, tenutosi ieri pomeriggio presso il lido Cala Sveva di Termoli, ha messo al centro del dibattito la proposta di riforma avanzata dal centrodestra, analizzandone criticamente le profonde implicazioni per il sistema democratico.
L’evento, che ha visto la partecipazione del Senatore del Partito Democratico Dario Parrini, Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, ha offerto un’occasione di confronto approfondito sulla necessità di definire regole elettorali che siano realmente eque e capaci di tutelare la sovranità popolare.
A dare il via ai lavori sono stati i saluti di Pino Puchetti, Presidente della Provincia di Campobasso e Sindaco di Larino, il quale ha sottolineato come sia urgente discutere degli assetti istituzionali partendo dalle necessità concrete dei territori. Il dibattito è stato moderato da Alberto Mastrangelo, esperto di sistemi elettorali, che ha guidato l’analisi tecnica del testo proposto, mettendo in luce le criticità insite nella riforma.
Il Senatore Parrini, ha espresso una forte contrarietà alla proposta, definendola un passo indietro per la Costituzione poiché, attraverso l’uso di listini bloccati e premi di maggioranza sproporzionati, rischierebbe di svuotare la sovranità popolare e di consegnare la scelta dei rappresentanti alle segreterie di partito anziché agli elettori. Per Parrini, la soluzione risiede nella reintroduzione del voto di preferenza, l’unico strumento capace di garantire la governabilità senza però recidere il legame tra cittadini e rappresentanti.
Il confronto è stato arricchito dall’intervento della Consigliera regionale Micaela Fanelli, che ha inquadrato il tema elettorale in un contesto più ampio di giustizia sociale e territoriale. Oltre a porre l’accento sulla tutela delle aree interne, sulla necessità di una rappresentanza di genere sostanziale, ha altresì sottolineato come la nuova legge sia particolarmente grave sul piano istituzionale per la nostra regione.
La norma non riconosce, infatti, neanche una posizione nel listino bloccato dei 30 che garantiscono il premio di maggioranza alla Camera. Ha sottolineato come sebbene ciò non comporti ricadute concrete in termini di perdita numerica dei deputati, vanifica la considerazione istituzionale della regione. Anche in assenza del meccanismo del listino bloccato, rimangono infatti al Molise due deputati, che verranno eletti direttamente tramite il sistema proporzionale. Potrebbe essere anche preferibile se si ragiona di altri profili, ha concluso, ma resta il fatto che è l’unica regione a trovarsi in una tale condizione di marginalità istituzionale.
Infine, Vittorino Facciolla e Alessandra Salvatore hanno rimarcato l’isolamento del centrodestra, accusato di voler modificare le regole del gioco senza dialogare con le opposizioni e senza considerare le peculiarità del territorio molisano, con una riforma percepita come calata dall’alto.
La serata si è conclusa con un vivace dibattito che ha coinvolto sindaci e cittadini, confermando l’impegno comune a proseguire la battaglia politica per un sistema capace di coniugare rappresentanza e governabilità.