Ospedale di Agnone, Paglione: “Le risorse ci sono. Si torni a investire sul Caracciolo”

L’Italia sta faticosamente uscendo dall’emergenza Covid-19; un’emergenza che ha messo a dura prova – oltre che tutta la popolazione – anche il sistema sanitario nazionale. Tanto che da più parti si invoca il ricorso a tutti gli strumenti finanziari possibili per avviare finalmente un massiccio intervento sulla sanità pubblica.

E così, facendo leva su risorse nazionali e europee, l’occasione si è finalmente concretizzata: le risorse ci sono. E vanno sfruttate, naturalmente in maniera oculata ma efficiente. Soprattutto, con l’occhio rivolto alle effettive esigenze della cittadinanza.

«Fin dall’inizio di questa emergenza lanciai il messaggio e invitai a cogliere l’occasione per ripensare il ruolo del sistema sanitario pubblico, anche in Molise. Fin da allora proposi quindi il rilancio dell’Ospedale di Agnone, per il suo ruolo strategico di presidio di area disagiata, non solo nel delicato momento dell’emergenza ma con una visione prospettica – dice Candido Paglione, sindaco di Capracotta. Ebbene – prosegue – credo sia arrivato il momento di rilanciare la questione, perché un presidio sanitario in alto Molise è assolutamente indispensabile. In questi giorni si parla, giustamente, dell’Ospedale di Larino, ma si continua, volutamente, ad ignorare l’Ospedale di Agnone che nel corso degli anni ha subito solo tagli e ridimensionamenti. Ma adesso non credo ci siano più scuse: le risorse ci sono. E dunque si può investire istituendo subito un minimo di posti di terapia intensiva  per far funzionare il pronto soccorso,  le sale operatorie, almeno per il day e week surgery, il reparto di medicina, al quale dovrà essere subito assegnato un direttore e gli altri servizi (la radiologia, finalmente con una nuova Tac, il laboratorio di analisi e gli ambulatori specialistici, la cardiologia prima di tutto). Praticamente il minimo indispensabile per assicurare alla popolazione altomolisana e di un vasto territorio al confine con la Regione Abruzzo quei servizi che sono necessari in un’area disagiata. Si, perché – conclude Paglione – anche quando l’emergenza Covid sarà del tutto cessata, speriamo al più presto, noi dovremo comunque fare i conti con i problemi di sempre. Potremo, tuttavia, giocarci qualche opportunità che ci viene data, ad esempio, dalle qualità che abbiamo, a cominciare dall’ambiente e dai grandi spazi a disposizione, dall’ormai imminente attivazione della banda ultralarga e dalla stessa qualità del vivere, proprio per provare a ripopolare i nostri territori.  E, dunque, senza dimenticare il dramma vissuto, e con il pieno e totale rispetto dei morti e di quanti hanno sofferto e lottato contro l’epidemia, cerchiamo di coglierne, se possibile, gli aspetti positivi. Che sono quelli di aver riportato l’attenzione sulla sanità pubblica e di aver saputo mobilitare una ingente quantità di risorse finanziarie».

 

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