Pallacanestro Under 15, La Molisana Magnolia Campobasso alle finali nazionali di Roseto degli Abruzzi

LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO – APULIA LOGISTICS PINK SPORT TIME BARI 67-50 (16-14, 29-29; 39-39)

CAMPOBASSO: Baldassarre 40, Brunetti 2, Sammartino G. 10, Garocchio, Di Quinzio 2, Oddis 7, Tartaglia, Brandoni, Domeneghetti 2, Fatica 4. Ne: Verlingieri. All.: Dragonetto.

BARI: Lofoco 1, Pappagallo 19, Mitrotti, Addabbo 4, Ragnini 9, Caretta 2, Marzulli 13, De Filippis, Di Carne 2. Ne: Cocola, Renzoni e Spinelli. All.: Palagiano.

ARBITRI: Gianfelice e Stucchi (Teramo).

NOTE: fallo tecnico alla panchina (Bari).

 

Il fine settimana perfetto. La Molisana Magnolia Campobasso prosegue nel suo aprile di forti emozioni e centra la qualificazione per le finali nazionali under 15 femminili in programma dal 1° al 7 maggio a Roseto degli Abruzzi.

Dopo i due successi con la Reyer Venezia all’esordio e la Smit Roma nel secondo confronto, i #fiorellinidacciaio completano l’opera e superano quella Pink Bari, che tanti problemi aveva creato alle lagunari nell’incrocio, con una prova di tutta sostanza ed uno scarto finale in doppia cifra, il che permette alle rossoblù di chiudere a punteggio pieno il concentramento numero tre di Teramo e, contemporaneamente, di staccando un pass per un posto d’onore al gran ballo dei migliori sedici team di categoria in campo nazionale.

AVVIO INTENSO Bari prova a sorprendere le molisane in avvio, ma la bravura delle campobassane è quella di rispondere colpo su colpo e, intorno a Baldassare (in doppia cifra già alla fine del quarto), di prendere un piccolo margine al 10’: un solo possesso per il 16-14 a tabellone.

PRIMI STRAPPI Le campobassane provano a dare un paio di strappi nel secondo quarto, portandosi sul 22-19 a metà periodo e sul 29-25 con poco meno di due minuti all’intervallo lungo. Bari rientra e sul 29 pari le due squadre chiudono il primo tempo.

DISCESA E RISALITA Il rientro sembra premiare gli sforzi della formazione pugliese che vola sul +5 del 31-36, ma Sammartino e Baldassarre danno vita all’operazione ricucitura con le due squadre che sono ancora affiancate all’altezza del 30’ (39-39).

OPERAZIONE TRIONFO Da un quarto – il terzo – dominato dalle difese ad un periodo (il quarto) in cui è l’attacco a fare la differenza. Le campobassane trovano maggiore fluidità e Bari ne risente. Le campobassane volano sul +8 (53-45) e qualcosa comincia a scricchiolare nelle pugliesi che provano a riavvicinarsi, ma vanno a sbattere contro la compattezza dei #fiorellinidacciaio, già vista contro Venezia e Smit Roma. Baldassarre e Sammartino ispessiscono le statistiche (saranno 40 i punti al termine per la brindisina, dieci per la compagna di team), ma è tutto il gruppo a venir fuori con Oddis, Fatica e Domeneghetti che mettono il punto esclamativo sul trionfo e sull’assordante festa delle ragazze con lo staff tecnico e i tanti sostenitori presenti al Palasport Acquaviva a fine contesa.

AZIONE, REAZIONE, DIMOSTRAZIONE Per il coach delle campobassane Francesco Dragonetto, così, al termine le sensazioni tecnico-tattiche si mescolano alla gioia della conquista. «Voglio innanzi tutto ringraziare Roberta Di Gregorio (l’assistant coach, ndr) e Walter Brandoni (il preparatore fisico, ndr): senza di loro non so quale sarebbe stato l’esito di questa tre giorni. Il lavoro di staff, come sempre, ha premiato sino in fondo e lo ha fatto, in questa circostanza, anche grazie alle tre parole chiave che abbiamo scelto per questo concentramento, ossia azione, reazione e dimostrazione, concetti su cui abbiamo insistito tanto col gruppo».

«Le ragazze – prosegue – sono state ancora una volta eccezionali e lo hanno fatto con una applicazione unica come avevano fatto già nelle finali interregionali con Lanciano, ma sin dal via di questo percorso. Dispiace che, da regolamento, una sola squadra vada a Roseto degli Abruzzi. Faccio i complimenti a Bari e a coach Palagiano per la crescita davvero rilevante del suo gruppo. Avrebbero meritato anche loro questo ultimo atto. Entrambi abbiamo creato più di una difficoltà alla Reyer Venezia, noi superandoli, loro arrivando ad un solo punto dall’impresa, a testimonianza che, anche nel Sud, si riesce a fare del basket di un certo rilievo, al di là del blasone e delle sovrastrutture».

La qualificazione all’ultimo atto, per il coach «è il compimento di un sogno, l’andare oltre un obiettivo minimo che ripaga il lavoro delle ragazze. Voglio ringraziare la società che è sempre stata vicina a questa squadra e presente anche con la presidente Palmieri in questa circostanza. Al di là del fatto che ci fosse la figlia in organico, lei sin dal primo giorno mi ha esternato quella che era la sua forte fiducia e così ora è il mio turno di dire grazie al club, un grazie che si unisce a quello alle ragazze e allo staff».

Proiettandosi, poi, su quello che sarà, Dragonetto è chiaro: «Giocheremo liberi da pressioni, consapevoli che nessun risultato ci è precluso. Abbiamo una top player come Francesca Baldassarre ed è indubbio e, accanto a lei, le compagne sono pronte ciascuna a dare il proprio contributo per la causa. Vogliamo meritarci appieno questa possibilità che ci è stata concessa e faremo di tutto per onorare il contesto ed il nome del club».

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