Pedopornografia, la PolPost di Campobasso oscura venti siti e denuncia dieci persone

Durante la scorsa settimana gli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Campobasso hanno effettuato il monitoraggio della rete internet al fine di individuare, anche su segnalazione dei cittadini, siti con contenuti afferenti alla pornografia minorile.

Sono stati scrupolosamente controllati 133 siti internet e tra questi ne sono stati individuati 20 con contenuti illeciti, quali foto e video ritraenti minori, in buona parte dei casi bambini di entrambi i sessi, intenti a compiere atti sessuali anche con adulti. In particolare, due dei venti siti contenevano immagini di pornografia minorile virtuale. Quest’ultimo tipo di pornografia attiene alle immagini di soggetti non reali, ma realizzati a computer (una sorta di cartoni animati) che per la rappresentazione grafica appaiono assai simili a soggetti reali.

Dopo aver riscontrato che tutti i siti individuati erano appoggiati su server esteri, nella maggior parte statunitensi e russi, è stato investito l’Interpol al fine di segnalare i casi alle forze di polizia locali.

Contemporaneamente, ai sensi della legge 269/98, i venti siti sono stati inseriti in black-list e pertanto oscurati dalla visibilità sull’intero territorio nazionale.

In aggiunta, nelle altre attività investigative, sono state denunciate a piede libero tre persone, di cui due in concorso tra loro, residenti in varie regioni d’Italia, poiché resesi responsabili dei reati di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e frode informatica. Le indagini sono state avviate a seguito di denunce di cittadini che avevano rappresentato operazioni di addebito non riconosciute sulle proprie carte di credito o conti correnti bancari. Gli indagati, dopo essersi procurati i codici d’accesso delle carte o dei conti correnti intestate alle vittime, carpiti in modo fraudolento, li avevano illecitamente utilizzati per effettuare bonifici o scommesse online su conti gioco intestati a loro o a prestanome, beneficiando dei relativi proventi, ottenuti anche a seguito di vincite, riversandoli su ulteriori carte di credito o prepagate, allo scopo di renderne difficile l’individuazione.

Ulteriori quattro persone residenti sia nella provincia di Campobasso che in varie regioni italiane, sono state individuate quali responsabili del reato di truffa poiché avevano postato su alcuni noti siti internet di e-commerce, delle inserzioni attraverso cui proponevano la vendita fittizia di accessori per moto, apparecchiature per uso estetico o macchinari agricoli.

Le vittime, dopo i preliminari contatti, avevano effettuato i relativi versamenti mediante ricariche su carte prepagate, senza ricevere quanto pattuito.

Uno dei truffatori, invece, ha utilizzato un altro modus operandi: ha telefonato ad una stazione di servizio con annesso punto SISAL spacciandosi per un referente tecnico della società e, con la scusa di risolvere dei disguidi tecnici del terminale, chiedeva all’esercente di digitare dei codici che di fatto effettuavano diverse ricariche per migliaia di euro su di una carta prepagata.

Per truffa e falsità in scrittura privata è stato deferito all’Autorità Giudiziaria un uomo della provincia di Caserta, il quale a seguito di una vendita fasulla di un’auto per una somma considerevole, pretendendo il pagamento della stessa con assegni, di cui si faceva inviare copia tramite email dall’acquirente, riusciva a clonarli ed a incassarli versandoli su di un proprio conto.

Infine, due donne sono state denunciate a piede libero per i reati di molestie e sostituzione di persona: la prima per aver inviato degli sms offensivi ai danni della parte offesa tramite un sito internet che permette l’anonimato del mittente, la seconda per aver creato un falso profilo su social network allo scopo di molestare la vittima attraverso messaggi di chat.

 

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