
Cittadinanzattiva esprime la sua ferma contrarietà e il conseguente orientamento per il NO in vista del prossimo Referendum confermativo sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo.
Il primo elemento di critica riguarda il metodo: una riforma così incisiva sull’ordinamento giudiziario e sull’equilibrio dei poteri dello Stato non può essere adottata senza un ampio dibattito pubblico e una larga discussione parlamentare, principi che stanno alla base della partecipazione civica.
Il secondo punto di contestazione riguarda la distanza della riforma dalle reali esigenze e problemi delle cittadine e dei cittadini: infatti non incide concretamente sulla tutela dei diritti, sull’accesso equo alla giustizia, sul giusto processo o sulla cultura della legalità. A ciò si aggiunge il forte rischio che una modifica costituzionale così poco condivisa e discussa possa alterare il delicato sistema di pesi e contrappesi su cui si fonda la democrazia italiana.
Infine, Cittadinanzattiva manifesta il suo totale disappunto per la decisione di non consentire il voto ai fuori sede, considerandola una inaccettabile compressione di un diritto costituzionale.
“Per tutte queste motivazioni che sono emerse nel corso dell’Assemblea degli Enti Associati tenutasi il 21 febbraio – spiega Francesca Moccia, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva – indichiamo il nostro orientamento per il NO al referendum del 22 e 23 marzo ed invitiamo i cittadini a partecipare numerosi al voto, riappropriandosi di questo prezioso strumento di democrazia diretta”.