Sanità, in Consiglio regionale la maggioranza resiste per un soffio: non passano le due mozioni delle minoranze

L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise

Una seduta monotematica sulla sanità in Consiglio regionale, richiesta da sei consiglieri regionali, per discutere del decreto legge 50 del 2017, rubricato “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da venti sismici e misure per lo sviluppo”, convertito in legge il 15 giugno 2015, “Limitazione dell’autonomia legislativa della Regione Molise in materia di tutela della salute: valutazione e determinazioni”.

Due le mozioni discusse durante l’assise regionale: una, a firma dei consiglieri regionali Iorio, Cavaliere, Fusco Perrella, Sabusco, Petraroia, Scarabeo e Niro, “tendente a una impugnativa innanzi alla Consulta per incostituzionalità dell’articolo 34-bis del D.L. 50/2017, con cui il Piano Sanitario è diventato una legge dello Stato, in quanto lesivo della sfera di competenza regionale in materia di tutela della salute”; l’altra, dei consiglieri Federico, Manzo e Petraroia, tesa “a impegnare il Presidente della Regione a promuovere qualsiasi iniziativa di carattere legislativo che consenta di abrogare lo stesso art. 34-bis del D.L. 50/2017”.

Entrambe le mozioni non sono state approvate dall’assemblea legislativa regionale: la prima, quella del centrodestra ‘rinforzato’ dai dissidenti della maggioranza di centrosinistra, respinta con una votazione finale di dieci voti a favore e altrettanti contrari; la seconda, con dieci voti a favore e nove contrari. Assente durante la seduta il consigliere regionale Di Nunzio.

Per il governatore Frattura “il Piano Sanitario è stato redato attraverso la collaborazione dei Ministeri della Salute e dell’Economia, passato successivamente al vaglio della Conferenza Stato-Regioni”.

“Un Piano Sanitario – ha rimarcato Frattura che prevede un nuovo equilibrio tra territorio e ospedale, con un avvicinamento ospedale-paziente”.

Frattura ha ricordato che, nel giro di un breve lasso di tempo, ci saranno nuove assunzioni nel comparto sanità, sottolineando come la Regione Molise tornerà, sempre nel giro di poco, a dettare le linee guida relative alla sanità regionale.

Critiche le opposizioni. Per l’ex governatore Ioriola mozione serviva a dare una sterzata alla vergogna subita dalla Regione Molise da parte del governo centrale. L’approvazione dell’articolo 34bis con la manovrina in Parlamento che ha trasformato in legge i Piani Operativi Sanitari è stata un’ingerenza dello Stato sulla Regione. La miopia di questo governo regionale non ha mai fine. Così quel che è rimasto di questa maggioranza ormai allo stallo ha portato ad una situazione di parità: 10 a 10 e la mozione per il ricorso alla Suprema Corte non passa”.

Per i pentastellati Manzo e Federicoil dibattito sulla sanità è scivolato sulla sovrapposizione delle competenze tra Stato e Regioni, ma il nostro intervento in aula ha voluto, soprattutto, aprire la strada agli aspetti di illogicità, e quindi di illegittimità, dell’iter legislativo che ha visto approvare il Programma operativo straordinario regionale da parte del governo nazionale. Una forzatura che, in un sol colpo, ha scavalcato il Consiglio regionale e la volontà di migliaia di cittadini. Se è vero che in tema Sanità il Consiglio regionale è già stato esautorato una prima volta con il Commissariamento, è altrettanto vero che non possiamo accettare passivamente lo svilimento dell’assemblea. Il Programma operativo sanitario appare carente a livello di contenuti, è frutto di un metodo più che discutibile ed è pieno di aspetti in contrasto con un’altra legge dello Stato nella stessa materia, il cosiddetto Decreto Balduzzi che regola e definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”.

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