L’Italia dei Valori, dopo Di Pietro e Nagni, riparte da Messina e Di Stefano. A Roma con Renzi, in Molise contro i ‘renziani’ in alleanza con l’Ulivo 2.0

I vertici dell’Italia dei Valori

L’Italia dei Valori scalda i motori, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. A Campobasso è arrivato il segretario nazionale Ignazio Messina, per incontrare i simpatizzanti del partito fondato, prima della sua fuoriuscita, dall’ex pm di Mani Pulite, Tonino Di Pietro.

L’occasione è stata utile per presentare anche il neo-coordinatore regionale, Angelo Di Stefano, dirigente medico del ‘Cardarelli’ e un’esperienza da assessore alla Sanità nei primi anni del governo regionale di centrodestra, guidato dall’ex presidente Michele Iorio.

L’IdV a livello nazionale appoggia il Partito Democratico di Renzi, mentre in Molise è alleato dell’Ulivo 2.0, fondato contro i renziani del territorio, il governatore Frattura e la segretaria regionale Fanelli.

All’incontro presenti anche il senatore del PD, Roberto Ruta, il deputato di Mpd, Danilo Leva, e il presidente del Consiglio comunale di Campobasso, Michele Durante (Possibile).

“Frattura ci ha deluso – ha affermato Messinaperché nell’ultimo lustro l’attuale amministrazione regionale non si è caratterizzata per aver saputo governare. Al contrario una regione come il Molise avrebbe dovuto avere un governo innovativo, volto al futuro. Siamo rimasti delusi e, dunque, vogliamo andare oltre”.

“Io non disconosco quanto fatto insieme all’ex leader Tonino Di Pietro – prosegue il segretario nazionale dell’Italia dei ValoriIo ho aderito nel 1998 e sono ancora qui, c’è chi, invece, ha preferito allontanarsi. Sentire che Di Pietro voglia sposare la causa di Bersani, di colui che lo fece fuori dal governo mi lascia perplesso”.

“L’IdV ha aderito al progetto di Renzi – le parole di Angelo Di Stefanoma nel Molise diamo un giudizio negativo al governatore Frattura. Per questo motivo, la discrepanza di scelta tra le alleanze romane e quelle sul territorio molisano”.

Per l’IdV inizia la difficile corsa a recuperare quanto perso dall’uscita di Tonino Di Pietro, quando il partito raccoglieva consensi sull’intero territorio nazionale.

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