L’Acem fa il punto della situazione del 2018. Di Niro: “Tante le attività e le iniziative. Continueremo a fare pressing per il pagamento alle imprese. Più attenzione al privato che genera lavoro”

GIUSEPPE FORMATO

Numeri impietosi nel settore edilizio molisano, dove, negli ultimi anni, si è passati da 9.814 a 5.083 lavoratori occupati con le imprese attive diminuite da 1.713 a 1.160 e la massa salari complessiva ridotta dai 70.697.039 a 34.294.060 euro. “Gli indici di operatività – la denuncia dell’Acem – del settore si sono ridotti del 50%. E parte della colpa è il ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione”.

“In Molise – ha sottolineato l’Acem – i tempi di pagamento alle imprese per gli appalti pubblici sono arrivati a due anni di ritardo per i fondi che non hanno subito criticità, che salgono a sei o sette per i fondi in avanzo d’amministrazione”.

Un’emergenza sociale sulla quale l’Associazione Costruttori Edili Molisani sta cercando di porre rimedio, mettendo in campo tutte le misure per far fronte a un settore in crisi, fungendo da ente associativo chiamato a interloquire con le istituzioni, cercando di trovare anche le soluzioni.

Per fare il punto di un anno di attività, il presidente dell’Acem, Corrado Di Niro, e il direttore Gino Di Renzo, hanno incontrato la stampa nella sede di via Cavour a Campobasso. Nel corso del momento di confronto, il ricordo dell’imprenditore di Montaquila, Giovanni Cimorelli, recentemente scomparso.

Tra le attività del 2018, l’Acem ha seguito con cadenza quotidiana lo stato dell’arte dei pagamenti dell’Agenzia post-sisma e della Regione Molise, settore che vede le imprese operanti nelle aree del cratere del 2002 dover riscuotere qualcosa come 90 milioni di euro. 

Grazie all’impegno dei soci Carmelina Capozzi, Mario Eliseo, Massimiliano Del Busso e Pasqualino Ciamarra è stato riformato lo Statuto dell’Acem per rendere più snella l’organizzazione della stessa associazione, chiamata ad approvarlo tramite l’assemblea straordinaria dei soci.

Nel corso dell’anno, l’Acem ha patrocinato il convegno sulle opportunità del mercato albanese, dal tema “Prospettive e opportunità economiche sull’altra sponda dell’Adriatico”, organizzando un seminario sul decreto sul fresato d’asfalto, materia su cui è stato sbloccato il decreto ministeriale anche grazie all’impegno dell’associazione presieduta da Corrado Di Niro. Inoltre, l’Acem ha organizzato un seminario sulla pace fiscale.

Tra gli incontri, anche quello dal tema ‘Edilizia Time Out. Adesso Basta!’, per porre l’accento sulla crisi del settore, durante il quale si sono confrontati il presidente Di Niro, il governatore Toma, l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Vincenzo Niro, insieme agli imprenditori e ai lavoratori presenti. A settembre, invece, l’Acem ha incontrato la deputata Giuseppina Occhionero, la quale ha risposto all’appello dell’associazione “per affrontare i problemi denunciati e le azioni che le imprese sono pronte ad avviare per recuperare i crediti maturati”.

L’Acem ha posto l’accento anche sull’alternanza scuola-lavoro, così come ha sollecitato più volte di riprendere il concorso di idee per la realizzazione della sede della Regione Molise al posto dell’ex Roxy con la riqualificazione della piazza da poco rinominata Falcone e Borsellino. “Abbiamo chiesto ai vertici regionali – ha sottolineato Di Niro – di dar seguito al concorso di idee, che ha un vincitore, avviando quanto prima la prima fase per dare il via al progetto”.

L’Acem ha partecipato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla consultazione pubblica sul Codice degli Appalti, propedeutica a una riforma che il Governo vorrebbe approvare. Tra le modifiche proposte, l’utilizzo del criterio più basso come regola principale di aggiudicazione per gli appalti sotto la soglia comunitaria al posto dell’offerta economicamente più vantaggiosa da consentire solo in casi particolari e complessi.

Costanti sono stati i quesiti rivolti all’Anac in materia di subappalto e le segnalazioni alla stessa Autorità Nazionale Anticorruzione, come quei bandi che prevedono requisiti dei concorrenti legati a elementi di localizzazione territoriale con effetti escludenti o con valore discriminante.

Di Niro ha aperto una parentesi anche sull’adeguamento sismico degli edifici pubblici e privati dopo i fatti di Catania. “Serve un Piano Marshall – ha concluso Di Niro – perché occorre costringere il pubblico e il privato ad adeguare il patrimonio edilizio, che in Italia non è consono alle ultime normative e agli ultime conoscenze sulla sicurezza sismica”. 

Sulla manovra finanziaria del governo Conte, invece, Di Niro ha sottolineato come “nemmeno in questa manovra ci siano misure per gli imprenditori privati, che sono coloro che, oggigiorno, producono e generano lavoro. I settori produttivi – ha rimarcato il presidente dell’Acem – dovrebbero essere messi in condizione di essere agevolati nelle misure fiscali per poter essere il motore trainante dell’economia del Paese, che non è più il settore pubblico”.

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