
Si è tenuta a Campobasso la conferenza stampa del Gruppo Consiliare del Partito Democratico in Regione Molise con le consigliere Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e il consigliere regionale Vittorino Facciolla – dedicata alla presentazione ufficiale della proposta di legge regionale dal titolo: “Disposizioni per la qualità del lavoro, la regolarità contrattuale e la tutela delle condizioni di lavoro negli appalti pubblici di competenza regionale”. Un’iniziativa indifferibile, nata anche alla luce della drammatica tragedia costata la vita al giovane operaio Andrea Moretti a Roma, per fermare la giungla dei contratti poveri, il dumping contrattuale e le gare al ribasso che mettono a repentaglio l’incolumità di chi opera nei cantieri.
Nel corso dell’incontro con la stampa, i consiglieri dem hanno illustrato i pilastri del provvedimento e le motivazioni politiche che ne sostengono l’urgenza. Ad aprire il dibattito è stata la consigliera Micaela Fanelli, che ha evidenziato la genesi condivisa della proposta e il valore centrale della dignità professionale:«Questa proposta di legge nasce dall’esigenza fondamentale per la Regione Molise di appropriarsi di un grande tema: la dignità dei lavoratori e la dignità del lavoro. Lo abbiamo fatto insieme agli organi del partito e in particolare della Federazione del Medio Molise, che ha affrontato la bozza di proposta di legge in un percorso condiviso con il sindacato e la bilateralità. Un provvedimento che parte da un assunto inderogabile: negli appalti pubblici non si può vincere una gara tagliando i costi sulla pelle e sui diritti di chi opera, pretendendo un salario giusto, equo e definito dai contratti collettivi delle organizzazioni maggiormente rappresentative, senza che la pubblica amministrazione faccia cassa sulla pelle dei lavoratori».
Entrando nel merito delle criticità normative, Alessandra Salvatore ha posto l’accento sui rischi legati alle attuali disposizioni nazionali e sulla necessità di dare il buon esempio a partire dalle stazioni appaltanti pubbliche: «Il Codice degli Appalti nella versione attualmente in vigore purtroppo apre a tutta una serie di problemi, come quelli relativi alla possibilità di ricorrere in maniera “selvaggia” ai subappalti e subcontratti, all’interno delle cui maglie si annidano le principali criticità legate alla qualità, ai compensi inadeguati e alla sicurezza. È per questo che occorre ripartire con forza dal settore pubblico: se non si garantisce la qualità e la regolarità del lavoro a partire dalla Regione Molise e dagli enti strumentali, diventa quasi impossibile pretenderlo dal mercato privato e dalle aziende che operano sul territorio».
Le conclusioni sono state affidate a Vittorino Facciolla, che ha inquadrato l’iniziativa nell’alveo di un contributo trasversale per il bene comune, invitando l’intero emiciclo a non considerare il provvedimento come una bandiera di parte, ma come una risposta di efficienza istituzionale: «Come Partito Democratico stiamo ancora una volta supplendo alla carenza d’iniziativa politica e legislativa di questo governo e di questo Consiglio regionale, dove le poche leggi approvate riguardano quasi esclusivamente bilanci e finanze, dimostrando una totale assenza di visione strategica e di legame reale con le istanze dei cittadini. Nel consegnare questo testo, l’invito forte e chiaro a tutte le forze politiche presenti in Consiglio è di non identificare questo atto come un prodotto di parte, bensì come un prezioso contributo alla qualità della gestione della pubblica amministrazione, facendoci portavoce di un’istanza essenziale che tutela i lavoratori e ristabilisce la legalità nei processi decisionali».
A margine della conferenza stampa sono intervenuti nel dibattito autorevoli rappresentanti istituzionali, sindacali e del mondo della cultura e della formazione: Salvatore Tronca (Segretario Federazione PD Medio Molise) sottolineando l’importanza di un lavoro politico radicato nei territori, rimarcando come l’ascolto costante della base e dei cittadini costituisca il presupposto imprescindibile per elaborare proposte legislative realmente aderenti alle esigenze collettive. Presente Nicola Messere (Direttore Scuola Edile del Molise e Consigliere Comunale PD) che ha posto l’accento sul valore strategico della formazione e sui quattro pilastri del mercato del lavoro, elogiando la proposta per la forte attenzione rivolta alla bilateralità e alla tutela delle imprese serie che investono sulla sicurezza. Anche Bibiana Chierchia (Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Campobasso) è intervenuta nel dibattito evidenziando l’indissolubile legame tra le politiche sociali, la protezione delle fasce più deboli e la qualità occupazionale, ribadendo che la buona politica deve tradurre le vertenze quotidiane in diritti esigibili. Infine Giovanni Mancinone, giornalista e scrittore, che ha analizzato il provvedimento come un fondamentale tassello sistemico contro il pericolo della precarietà e della mancata formazione, educando al rispetto rigoroso della sicurezza e della dignità dei lavoratori. La proposta legislativa depositata dal Partito Democratico punta a introdurre paletti rigidi e tutele reali per blindare il lavoro etico negli appalti pubblici regionali, strutturandosi attorno a tre direttrici fondamentali:
– Stipendi giusti e fine dei contratti pirata: l’obbligo rigoroso di applicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) specifico e pertinente all’attività realmente svolta, bloccando i ribassi anomali.
– Sicurezza e controlli reali: lo stop a turni massacranti e pressioni sui tempi di esecuzione, introducendo verifiche periodiche a sorpresa durante l’esecuzione dell’appalto.
– Stabilità occupazionale e trasparenza della filiera: il rafforzamento delle clausole sociali nei cambi appalto e un monitoraggio stringente su subappalti e filiere esterne per prevenire forme di lavoro irregolare.
L’obiettivo politico e istituzionale è duplice: impedire che il massimo ribasso si traduca in minori tutele e rischi per la sicurezza nei cantieri, e pretendere che la Regione Molise e gli enti strumentali diano l’esempio virtuoso, diventando presidi di legalità e qualità contrattuale che anche il mercato privato sarà conseguentemente tenuto a rispettare.