
Il Consiglio regionale del Molise ha approvato a maggioranza, con 6 astensioni, la proposta di legge regionale n. 32, di iniziativa dei Consiglieri Passarelli e D’Egidio, concernente: “Istituzione del Garante dei diritti delle persone con disabilità”.
Ha illustrato all’aula la pdl -che è stata licenziata con parere favorevole della IV Commissione permanente- la Consigliera Relatrice, Alessandra Salvatore. Sono seguiti gli interventi in sede di discussione generale o per dichiarazione di voto dei Consiglieri Passarelli, Fanelli e Salvatore.
In particolare il testo approvato prevede l’istituzione, presso il Consiglio regionale del Molise, del “Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità”, al fine di assicurare, nell’ambito dell’intero territorio regionale, la tutela dei diritti e degli interessi delle persone con disabilità nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).
Il Garante -si legge ancora nell’articolato- è organo monocratico e, nell’ambito delle materie di competenza regionale, contribuisce a promuovere e a garantire i diritti delle persone con disabilità e svolge la propria attività in piena autonomia organizzativa, indipendenza di giudizio e di valutazione. Si specifica ancora che il medesimo Garante non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale da parte degli organi regionali e ha libero accesso ad atti, informazioni e documenti inerenti al suo mandato, nel rispetto della legislazione vigente.
L’articolo 3, poi, dettaglia le funzioni del Garante che è chiamato a:
a) vigilare sul rispetto dei diritti e degli interessi delle persone con disabilità stabiliti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi nazionali;
b) provvedere all’affermazione del pieno rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e di autonomia della persona con disabilità, promuovendone la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nello sport e nella società;
c) vigilare sulle condizioni delle persone con disabilità ospiti di strutture residenziali e semiresidenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie con sede nel territorio regionale, con particolare riferimento a quelle che non possono autodeterminarsi e a quelle prive di legami familiari;
d) promuovere la piena accessibilità delle persone con disabilità ai servizi e alle prestazioni di prevenzione, di cura e di riabilitazione;
e) promuovere la piena accessibilità alla tutela giuridica ed economica delle persone con disabilità e alla piena integrazione sociale;
f) vigilare affinché sia garantita alle persone con disabilità pari opportunità nell’accesso all’istruzione di ogni ordine e grado, in modo particolare di a coloro che vivono in contesti sociali a rischio di esclusione, in collaborazione con enti locali e istituzioni scolastiche al fine di facilitare ogni processo di inclusione;
g) vigilare affinché siano garantite alle persone con disabilità pari condizioni in ambito lavorativo, anche nella fase dell’orientamento e della formazione professionale e con riguardo a tirocini formativi;
h) assicurare il rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini con disabilità, attraverso la promozione di azioni positive in raccordo con l’Assessorato regionale competente; riceve istanze e segnala alle autorità competenti atti e comportamenti offensivi, discriminatori o lesivi dei diritti e della dignità delle persone con disabilità oppure che siano state oggetto di maltrattamenti, abusi o fenomeni di bullismo o cyberbullismo;
i) promuovere azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni di discriminazione a danno della persona con disabilità e si attiva affinché non si verifichino distinzioni, esclusioni o restrizioni fondate sulla disabilità che abbiano lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio dei diritti individuali e delle libertà fondamentali;
j) promuovere ogni attività diretta a sviluppare la conoscenza della normativa in materia e dei relativi strumenti di tutela, in collaborazione con enti territoriali competenti e con le associazioni delle persone con disabilità;
k) segnalare agli organi competenti interventi sostitutivi in caso di inadempienza o gravi ritardi nell’azione degli enti locali a tutela dei disabili;
l) promuovere la piena fruizione dei luoghi e degli spazi da parte delle persone con disabilità con particolare riguardo alla rimozione delle barriere architettoniche;
m) promuovere tramite gli opportuni canali di comunicazione e di informazione la sensibilizzazione nei confronti dei diritti delle persone con disabilità;
n) formulare proposte e pareri su atti normativi e di indirizzo che riguardano la disabilità di competenza della Regione e degli enti locali;
o) promuovere eventi formativi, professionalizzanti e di aggiornamento dei soggetti che operano a favore delle persone con disabilità nonché la diffusione di buone pratiche amministrative e lo scambio di esperienze in materia;
p) raccogliere ed elabora dati sulla condizione delle persone con disabilità e sostiene studi e ricerche in materia, anche in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità di cui all’articolo 3 della legge n. 18/2009 e successive modificazioni;
q) promuovere iniziative a favore delle persone con disabilità, anche in collaborazione con gli enti locali, l’ASREM, le istituzioni scolastiche, nonché con gli altri soggetti, istituzioni, enti e associazioni che operano negli ambiti e per le finalità di cui alla presente legge;
r) promuovere attività informative sul territorio finalizzate alla conoscenza dei doveri e dei diritti e allo sviluppo di politiche di sostegno e prevenzione, anche con la partecipazione dei distretti sociosanitari, degli enti locali e delle associazioni che operano a favore delle persone con disabilità;
s) promuovere iniziative, rivolte in particolare ai giovani, per la sensibilizzazione e la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo nei confronti di persone con disabilità;
t) promuovere iniziative volte a prevenire l’istituzionalizzazione e sensibilizzare alla deistituzionalizzazione, anche attraverso la realizzazione di progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati che favoriscano l’abitare in autonomia o in co-housing sociale;
u) vigilare affinché le decisioni inerenti ai diritti fondamentali delle persone con disabilità scaturiscano dalla libera volontà espressa senza condizionamenti attraverso le modalità compatibili con le condizioni dei singoli.
Il Garante, infine, il cui incarico dura 5 anni, è eletto dal Consiglio regionale con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dei suoi componenti in occasione delle prime due votazioni.