Il Programma Operativo 2026-2028 chiude la clinica Villa Maria di Campobasso. La storica struttura si oppone al documento dei Commissari alla Sanità

La Casa di Cura Villa Maria intende rappresentare la propria ferma contestazione e non condivisione al Programma Operativo 2026-2028, con cui la Struttura Commissariale e la Direzione Generale della Salute, anche attraverso una lacunosa disamina dei dati di riferimento e senza alcuna, pur dovuta, valutazione discrezionale delle direttive ministeriali, ha ritenuto di imporre, alla nostra clinica una generica quanto inaspettata “ridefinizione dell’offerta attraverso la riconversione della Struttura verso ambiti assistenziali carenti, con conseguente revisione dell’attuale accreditamento” da concludersi nell’irrisorio termine di 6 mesi.
In soli 180 giorni Villa Maria dovrebbe, così, cancellare ben 74 anni di storia, esperienza e professionalità che hanno consentito di diventare un punto di riferimento per la Regione Molise e, soprattutto, per la Città di Campobasso, dell’offerta sanitaria territoriale, capace di garantire continuità e qualità assistenziale confermata dai recenti e noti volumi di attività, che, solo nel 2025, hanno registrato 1.841 ricoveri e circa 150.000 prestazioni di Laboratorio Analisi, in regime di accreditamento con il SSN.
La Struttura Commissariale e la Direzione Generale per la Salute, solo per Villa Maria, ha ritenuto di limitarsi a generici obblighi di riconversione, contenuti nelle poche righe innanzi citate, rispolverando norme desuete, senza, peraltro, fornire, come pure avrebbe dovuto indicazioni tecniche e strutturali, così ottenendo, come unico risultato, quello di privare l’utenza di un presidio e punto di riferimento della sanità regionale.
L’Amministrazione della Casa di Cura Villa Maria, intende rassicurare l’opinione pubblica, le istituzioni e, soprattutto, il proprio personale e i propri pazienti che continuerà a perseguire le proprie irrinunciabili vocazioni e l’impegno da sempre profuso nel fornire servizi di eccellenza per migliorare la sanità pubblica in ambito locale, garantendo la continuità operativa della struttura e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali.
Non verranno e non potranno essere buttati al macero, sforzi immani che, in specie la proprietà, famiglia Sabelli, ha profuso unitamente ai propri collaboratori ed al proprio personale, sin dal 1952, anno di nascita della struttura, per divenire, come detto, un punto di riferimento per la salute dei cittadini molisani.
Verranno, pertanto, avviate tutte le necessarie ed energiche attività, anche giudiziarie, a tutela dei propri diritti, della propria storia e del futuro dei cittadini e dei propri collaboratori, così evitando che un Piano Operativo, lacunoso e frammentato, possa condurre alla definitiva “chiusura” della Sanità nel Molise, e, conseguentemente della Regione Molise!!!
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