Patto per il Molise, 727 milioni di euro per proiettare nel futuro la ventesima regione d’Italia. Renzi: “Il Molise esiste, resiste e non desiste”

La firma del Patto per il Molise: il premier Renzi e il governatore Frattura (foto www.governo.it)

GIUSEPPE FORMATO

Il tanto atteso Patto per il Molise è stato firmato nell’aula magna dell’Università degli Studi del Molise, scenario della terza tappa molisana della visita del premier Matteo Renzi nella ventesima regione d’Italia, dopo San Giuliano di Puglia, La Molisana e prima dell’Unilever di Pozzilli.

Una schiera di sindaci e amministratori locali ha atteso Matteo Renzi, arrivato a Campobasso con un’ora e mezzo di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Una giornata intesa quella del Presidente del Consiglio dei Ministri, che prima di atterrare col suo elicottero in Molise era stato in Calabria per l’inaugurazione del viadotto sulla A3 Salerno – Reggio Calabria.

727 milioni di euro che saranno trasferiti dal Governo alla Regione Molise, con i quali far ripartire l’economia del territorio.

A fare gli onori di casa, nel luogo che negli ultimi due anni ha ospitato Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato il Rettore dell’Unimol, Gianmaria Palmieri, che, sulla scorta di un esempio (“una ferrovia monorotaia risalente alla fine dell’800), ha chiesto al premier “quegli investimenti necessari per rilanciare il Molise, mettendo a disposizione le professionalità dell’Università degli Studi del Molise, menti a disposizione del territorio”.

“Siamo qui col premier Renzi – l’intervento del governatore Fratturaper un evento al quale abbiamo lavorato per mesi. E ci siamo arrivati in perfetta forma. La Regione, oggi, ha i conti in ordine e non deve più vergognarsi delle proprie scellerate politiche. Non dobbiamo temere più il confronto con nessuno. Il Rettore ha parlato di una ferrovia monorotaia e oggi parlare di ciò significa girare il dito nella piaga. Voglio solo ricordare che la tanto polemizzata metropolitana leggera Matrice – Bojano sarà una infrastruttura destinata ad accorciare i tempi di percorrenza verso la Capitale. Aggiungiamo a ciò che, grazie al Patto per il Molise, sarà elettrificata la tratta che passa per Roccaravindola, ulteriore tassello per accorciare la distanza tra Campobasso e Roma. Sempre in tema di viabilità, l’idea, al posto di un’autostrada, è quella di un ulteriore casello tra Vairano e Venafro, col collegamento tra la A1 e il mare attraverso una superstrada a quattro corsie”.

“Il Molise è qui – ha proseguito Frattura – rappresentato da tanti amministratori locali che, oggi, indossano con orgoglio la fascia tricolore, quello stesso senso di appartenenza col quale chiediamo al premier Renzi la salvaguardia della Corte d’Appello di Campobasso”. E, così come accaduto anche in occasione della visita di Mattarella, in quella circostanza durante l’intervento del sindaco di Campobasso, Antonio Battista, gli applausi di tutti i presenti, rispetto a un argomento a cuore a tutti i molisani.

“La Regione non fa impresa, non droga il mercato con risorse pubbliche – ha incalzato il governatore riferendosi alla Gam di Bojano – ma in questi tre anni ha provato a cercare risorse private e spero che, a breve, il premier Renzi possa venir a vedere la ripresa di una delle aziende storiche di questo territorio”.

“Sono stati tre anni difficili – ha spiegato Frattura – fatti anche di scelte impopolari, soprattutto in determinati settori, come la sanità, dove al nostro insediamento abbiamo trovato un disastro. Siamo riusciti a sbloccare il turn-over e posso annunciare con fierezza che dal 1° gennaio 2017 torneremo ad assumere. Siamo in ripresa e in questa occasione mi piace ricordare che ci siamo posti un obiettivo per la raccolta differenziata. Eravamo ultimi in Italia, ma entro il 31 dicembre 2017 arriveremo al 50%”.

“I 727 milioni di euro – ha chiosato il Presidente della Giunta regionale del Moliseserviranno per fare crescere l’economia della ventesima regione d’Italia e per far raccontare il Molise all’interno del Paese Italia”.

A conclusione dell’intervento, Frattura ha ringraziato il premier Renzi “per l’ondata di ottimismo che ha portato in Molise, a dispetto dei gufi che ancora imperversano sul territorio molisano”.

Renzi, prima di parlare del Patto per il Molise, ha spiegato il motivo della sua visita a San Giuliano di Puglia, “per ricordare ai genitori dei bambini scomparsi sotto le macerie della scuola crollata nel 2002 che lo Stato non si è dimenticato di loro”, ricordando lo sblocco da parte del Parlamento dei fondi, a titolo di risarcimento, destinati alle famiglie dei bambini morti 14 anni fa.

Renzi si è soffermato anche sull’attacco terroristico in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, dove soldati dell’Isis hanno sgozzato l’86enne parroco padre Jacques Hamel.

“Dalla comunità italiana – ha affermato Renzi – deve arrivare lo sdegno verso il terrorismo. Da una università deve arrivare il nostro sdegno e da qui dobbiamo far capire che non abbiamo paura della cultura della morte. Al terrorismo si deve rispondere con la risposta dei valori civili, sui quali poggia la comunità internazionale e sui quali si regge la cultura del vivere insieme”.

“Sono felice di essere in Molise – ha proseguito il premier – e mi scuso per il ritardo di oggi e per lo slittamento del mio arrivo. 727 milioni di euro sono la risposta dell’impegno del Governo verso il Sud e il Molise”.

“Dobbiamo iniziare a far camminare l’Italia con le sue gambe – le parole di Renzi – e siamo chiamati a difendere il nostro orgoglio di essere italiani. Mi indigno quando sento che si sperperano fondi europei, pensando che non sono i nostri. Dobbiamo sapere che l’Unione Europea restituisce ai singoli Paesi somme di denaro che quest’ultimi pagano a Bruxelles. L’Italia dà 19 milioni di euro per riaverne 12. Se li dilapidiamo, sprechiamo soldi nostri. Prima del mio arrivo in Molise sono stato in Calabria. Quando dissi, nel corso di un incontro con i capi di Stato europei, che il 22 dicembre 2016 sarebbe stata inaugurata la Salerno-Reggio Calabria qualcuno rise dell’Italia. Ebbene, siamo vicini al traguardo. Non dobbiamo più permettere che qualcuno ridi di noi”.

“In Molise abbiamo scelto come prima tappa San Giuliano di Puglia – ha continuato Renziluogo simbolo dell’intero Paese. Lo Stato non dimentica e lo abbiamo dimostrato con lo sblocco del risarcimento, doveroso, alle famiglie dei bambini scomparsi a causa del terremoto. Ho incontrato un ragazzo, Pompeo Barbieri, superstite del crollo della scuola e oggi campione paralimpico. Mi ha detto, con orgoglio, che la sua speranza sarà quella di partecipare alle Olimpiadi nel 2020”.

Il premier ha anche parlato di turismo e spiegato la sua battuta sul Molise, che tanto scalpore fece qualche mese fa: “La promozione turistica va centralizzata, come Paese Italia, in una campagna nella quale ognuno possa portare le proprie eccellenze e peculiarità. Non ha senso proporci all’estero con venti proposte differenti. Il mio esempio sul Molise è stato frainteso. È stato un modo di dire che la proposta turistica va fatta tutti insieme, da Nord a Sud. Solo così ogni singola regione sarà più forte”.

“Alcuni credono che l’Italia non possa riprendersi – ha concluso Renzi – ma non è così. Il Molise è la regione più piccola d’Italia, ma se ognuno farà il proprio dovere renderemo il Belpaese più forte. Ogni giorno qualcuno spera che le cose vadano male, ma sono di più coloro che, rimboccandosi le maniche, provano a far decollare l’Italia”.

“Il Molise esiste e resiste” le sue ultime parole prima della firma e del volo verso la multinazionale Unilever di Pozzilli, l’ultima tappa del pomeriggio molisano.

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