Aumentano i ricercatori Neuromed presenti nella classifica internazionale di Stanford

Presenti nella lista che racchiude il 2% degli scienziati più influenti al mondo nel 2025

Sono 26 i ricercatori dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) presenti nell’edizione 2026 dei World’s Top 2% Scientists, il database internazionale realizzato da un gruppo di studiosi guidato da John Ioannidis dell’Università di Stanford. La selezione raccoglie gli scienziati che, nei rispettivi ambiti disciplinari, si distinguono per l’impatto delle loro pubblicazioni scientifiche, misurato attraverso le citazioni ricevute.

L’aggiornamento, basato sui dati bibliometrici della banca dati Scopus, prende in considerazione diversi indicatori, tra cui il numero di citazioni, l’h-index e il ruolo ricoperto dagli autori nelle pubblicazioni. Per la graduatoria riferita all’attività scientifica del 2025, questi elementi vengono combinati in un indicatore composito che permette il confronto tra studiosi appartenenti a diversi settori.

I ricercatori Neuromed presenti nell’edizione 2026 sono (in ordine alfabetico):

“Il numero dei nostri ricercatori presenti in questa lista – dice il professor Luigi Frati, Direttore Scientifico del Neuromed – è ulteriormente aumentato, e questo ci conferma che stiamo lavorando nella giusta direzione. In un contesto internazionale sempre più competitivo, gli investimenti che dedichiamo alla ricerca, sia sul piano delle strutture sia attraverso il finanziamento diretto delle attività scientifiche, continuano a dare risultati importanti, collocandoci tra i primi istituti italiani nel campo della ricerca neurologica, secondo i criteri di valutazione internazionali. È un risultato che ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore impegno”.

“Sono particolarmente orgoglioso – commenta il professor Giovanni de Gaetano, Presidente del Neuromed – di presiedere un Istituto dove ricerca e cura vanno a braccetto, come si evince dalla lista dei 26 ricercatori identificati dall’Università di Stanford. Questi scienziati spaziano dalla ricerca di laboratorio a quella clinica ed epidemiologica, utilizzando le metodologie più moderne e innovative per la medicina cosiddetta “di precisione”, rivolta cioè a trovare per ciascuna persona, sana o già ammalata, i parametri più precisi per il potenziamento della salute, la prevenzione e la cura delle malattie più diffuse, come quelle neurologiche, cardiovascolari e tumorali”.

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