Pallacanestro serie A1, buona prova della Magnolia Campobasso che cede al Ragusa

PASSALACQUA VIRTUS EIRENE RAGUSA – LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 70-64 (21-17, 35-43; 52-57)

RAGUSA: Romeo 2 (1/2, 0/3), Santucci 17 (6/9, 0/2), Tagliamento 5 (1/1, 1/4), Taylor 15 (7/14), Kuier 19 (3/6, 2/2); Kacerik 5 (1/1, 1/2), Consolini (0/1), Ostarello 3 (0/2), Ruzickova 4 (2/2, 0/1). Ne: Chessari, Tumeo e Bucchieri. All.: Recupido.

CAMPOBASSO: Trimboli (0/1, 0/3), Chagas 18 (3/4, 3/4), Parks 21 (4/8, 4/7), Premasunac 4 (2/4, 0/2), Gray 12 (5/9, 0/1); Togliani 2 (1/2, 0/4), Nicolodi 4 (2/6), Quiñonez 3 (0/4, 0/1). Ne: Del Sole, Amatori ed Egwoh. All.: Sabatelli.

ARBITRI: Gagno (Treviso), Forni (Ravenna) e Bartolini (Pesaro Urbino).

NOTE: infortunio (botta al ginocchio sinistro) al 36’32” per Consolini (Ragusa), non più rientrata. Tiri liberi: Ragusa 16/19; Campobasso 9/12. Rimbalzi: Ragusa 37 (Taylor 8); Campobasso 29 (Gray 8). Assist: Ragusa 18 (Santucci 7); Campobasso 8 (Trimboli 3). Progressione punteggio: 11-13 (5’), 27-31 (15’), 46-45 (25’), 61-58 (35’). Massimo vantaggio: Ragusa 8 (70-62); Campobasso 8 (35-43).

Una prova di una intensità superlativa per tre periodi con un solo ultimo quarto in cui qualche sbavatura difensiva, unitamente a qualche attacco non fluido, ha finito per deviare dalla ‘retta via’ i #fioridacciaio. La Molisana Magnolia Campobasso esce sì con un referto giallo dal PalaMinardi, ma – dopo la vittoria su Venezia – anche nella seconda delle tre tappe del ciclo ‘dolomitico’ della loro stagione le rossoblù escono particolarmente rafforzate nel lavoro portato avanti e nella consapevolezza di avere tutte le qualità per poter battagliare contro qualsiasi competitor in campionato, così da regalarsi (e poter regalare ai propri sostenitori) altre memorabili soddisfazioni.

ROTTURA D’EQUILIBRIO Di fronte ad una Ragusa che cerca, sin dall’avvio, di indirizzare la contesa a proprio favore, le magnolie, intorno alle qualità balistiche di Parks (top scorer della contesa a quota 21) e della sua ‘gemella’ d’attacco Chagas, riescono a rispondere colpo su colpo. In particolare, la statunitense mette a segno undici dei primi quindici punti delle sue (sino al 15 pari) con Campobasso che si disunisce nel finale (break di 6-0 delle iblee), ma riesce a trovare con Togliani il buzzer beater del -4 (21-17).

MAREA ROSSOBLÙ L’energia di questo canestro si impossessa delle magnolie nel secondo periodo. La difesa manda in tilt le siciliane, l’attacco invece colpisce con continuità. Premasunac e Quiñonez dai liberi impattano, poi Chagas e Nicolodi fanno mettere la testa avanti alle campobassane (21-24 prima, 23-26 poi) con un 6-0 firmato Gray (dalla lunetta); Parks e Nicolodi che fa vedere i fantasmi al pubblico del PalaMinardi. Parks e Chagas continuano a colpire con l’argentina che sigla il primo massimo vantaggio rossoblù (33-41), cristalizzato dal canestro di Gray per il 35-43 con cui si va all’intervallo lungo.

TOTALE RESILIENZA Al rientro dagli spogliatoi, Ragusa prova a ritrovare la giusta via, mettendo a segno un parziale di 6-0 che costringe coach Sabatelli a ricorrere al time-out. Gray prova a dare una scossa, ma le iblee con un nuovo break di 5-0 rimettono la testa avanti. Chagas non ci sta e con una tripla spariglia le carte in tavola, riuscendo a dare l’inerzia alle sue con un successivo gioco da tre punti, sublimato da un canestro di Premasunac, e poi dalla precisione ai liberi della stessa argentina e dal canestro di Gray che vale il +5 di margine (52-57) con cui si entra negli ultimi dieci minuti della contesa.

MOTORE IN FOLLE In effetti, nell’ultimo periodo, le campobassane dopo il +6 firmato da Parks dalla linea dei liberi (52-58), finiscono per andare in apnea subendo un break di 12-0, figlio di attacchi con qualche errore e canestri facili concessi in transizione, che pare dare il giusto smalto alle siciliane. Parks però non ci sta, ma un nuovo 4-0 allontana le iblee con il finale che racconta di un +6 (70-64) per il quintetto ospitante.

UTILE LEZIONE Il coach delle campobassane Mimmo Sabatelli nella sua disamina di fine gara mette insieme tutti i plus ed i minus del confronto.

«Nell’ultimo quarto – riconosce – è un po’ scesa quell’intensità che, sino a quel momento, era stata altissima e questo ha fatto sì che, complice qualche calo di concentrazione, abbiamo permesso loro delle giocate semplici che hanno finito per esaltarle. Detto questo, però, siamo contenti perché siamo riusciti a creare loro più di una difficoltà, anche se ovviamente dispiace tornare a casa a mani vuoti perché l’ennesimo ‘miracolo’ di questo superlativo avvio di stagione era dietro l’angolo. Ma, del resto, contro una squadra dalla panchina molto lunga, venire qui e giocarsela ha rappresentato una soddisfazione unica. Restano da un lato la buona prestazione e dall’altro la necessità di prolungare la soglia di attenzione. Faremo tesoro di questo e lavoreremo sugli errori commessi che, peraltro, fanno parte del vissuto di una squadra sostanzialmente giovane e con una relativa esperienza per questo tipo di confronti. Da qui, tra l’altro, ripartiremo per affrontare quella che, per eccellenza, è la ‘corazzata’ del nostro torneo: ossia Schio, match affascinante e particolarmente difficile. Lo prepareremo con attenzione, come del resto facciamo per ogni gara, nella certezza che con l’attenzione e riuscendo a fare quello che sappiamo, ci sono i margini per farcela contro chiunque. Ribadisco, lo abbiamo dimostrato. Nelle nostre corde c’è l’opportunità di fare grandi cose, che si possono concretizzare limitando al massimo errori e disattenzioni, che hanno finito per influire sulla nostra difesa e generare transizioni su palle perse. Ed è proprio questo un utile spunto d’analisi in prospettiva».

SCHIO ALL’ORIZZONTE Dettagli non da poco, considerando quello che è l’impegno cui le rossoblù saranno chiamate per la nona giornata di campionato. Domenica pomeriggio – con palla a due alle ore 18 – all’Arena arriverà la plurititolata Schio. E, di fronte alle orange, sospinte anche dal calore incessante del proprio pubblico, le magnolie faranno di tutto per provare a regalarsi, se possibile, un ulteriore capitolo a lieto fine di un avvio di stagione semplicemente da favola.

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