
DARIO SALVATORELLI
Il grande basket fa tappa in Molise. Il parquet de La Molisana Arena si è acceso per il ritiro prestagionale della Maxima Roma, che ha scelto Campobasso come base per preparare una stagione decisamente impegnativa tra campionato ed EuroCup. Tra volti nuovi e ambizioni importanti, il progetto capitolino parte da coach Matteo Cotelli in panchina, da un nucleo italiano di livello con giocatori come Mirza Alibegovic, Giovanni Veronesi e Carl Wheatle e da stranieri di assoluto livello come Miro Bilan, Xavier Moon, Aaron Holiday, Varnon Carey Jr. e Matt Rayan giusto per citarne alcuni. Tra una seduta fisica e il lavoro tattico sul campo, abbiamo fatto il punto con i protagonisti per cblive.it.
In panchina: le parole di coach Matteo Cotelli
Per Cotelli si tratta dell’inizio di una sfida importante alla guida della Maxima Roma, dopo il percorso vissuto a Brescia. Un cambio di scenario interessante, che l’allenatore sta affrontando con grande entusiasmo fin dai primi giorni di raduno: «E’ una situazione veramente stimolante ed intrigante perché è un club che parte completamente da zero, quindi è una sfida grande, che può essere “scomposta” in tante piccole sfide che dobbiamo vincere ogni giorno a livello organizzativo, di costruzione e di conoscenza della squadra, con tanti giocatori che devono ancora arrivare e che sono arrivati da poco che stiamo mettendo insieme. L’obiettivo è dare nel più breve tempo possibile identità a questa squadra, vincendo tutte quelle sfide quotidiane di organizzazione, dando una struttura a questo club che, com’è normale che sia, essendo partito da zero, necessita di un grande sforzo per riuscire a far si che sia tutto pronto per l’inizio della stagione regolare».
Il lavoro a Campobasso serve a “mettere benzina” dal punto di vista fisico e a fissare i primi principi di gioco. In questa fase iniziale di preparazione, lo staff tecnico si sta concentrando su alcuni aspetti chiave, sia per quanto riguarda la parte puramente atletica sia sul piano dell’organizzazione tattica: «La parte fisica è preponderante. In questo momento stiamo lavorando tanto sia a livello di condizionamento (quindi per “far fiato” come si dice alla vecchia maniera) sia a livello muscolare per avere una condizione buona nelle prossime quattro/cinque settimane, quindi è un lavoro progressivo. Dal punto di vista tattico, in questi giorni a Campobasso stiamo lavorando molto sulla parte offensiva, sulla parte di condivisione della palla, sulla parte di contropiede per riuscire a “trasformare” un rimbalzo e/o una palla recuperata in un tiro facile da due o da tre punti in transizione primaria e secondaria».
L’EuroCup e il campionato richiedono una rosa profonda e un’identità di squadra ben precisa. Definire questo aspetto fin dalle prime settimane è l’obiettivo principale del coach, che ci ha spiegato che tipo di pallacanestro vuole vedere in campo: «Credo che abbiamo una squadra molto versatile, quindi non ci sarà un modo unico di giocare. Dovremo essere bravi piano piano ad interpretare la partita a seconda dei giocatori che sono in campo ma, in generale, vogliamo una squadra molto solida e consistente dal punto di vista difensivo. Vorrei che tutti e cinque i giocatori che sono in campo di essere sempre tutti “ingaggiati” e a disposizione in difesa, chiedendo loro di fornire il massimo impegno sotto questo punto di vista. In attacco ci piacerebbe avere una squadra che prova a correre, perché abbiamo le caratteristiche per far questo. Vogliamo una squadra che prova ad attaccare nei primi secondi del possesso dando aggressività. Abbiamo tante qualità diverse (giocatori che possono giocare vicino canestro, giocatori che possono tirare tanto da tre punti, giocatori che possono attaccare dal palleggio). Il nostro compito da allenatori è quello di provare a “cucire questo abito” addosso a questa squadra per esaltare al meglio possibile la sua qualità»
Il gruppo italiano: la voce di Mirza Alibegovic, figlio di Teo e fratello di Amar e Denis
L’impatto con la città e con le strutture de La Molisana Arena è stato subito positivo, offrendo alla squadra le condizioni ideali per lavorare con serenità. Alibegovic ci ha raccontato le prime impressioni su questo avvio di ritiro in terra molisana: «Intanto ringraziamo assolutamente per l’ospitalità Campobasso. Ci stiamo trovando bene: è una struttura molto attrezzata per fare il ritiro. Si sta anche leggermente più freschi rispetto a Roma, c’è l’aria condizionata e quindi siamo molto contenti di essere qua. La cosa più importante attualmente è fare gruppo al più presto possibile, ovviamente ci mancano dei giocatori che stiamo aspettando. C’è davvero una bellissima atmosfera: parlando con tutti i ragazzi ad uno ad uno si nota che sono dei ragazzi che vogliono vincere e che sono qua per fare qualcosa di importante. Ci aspetta un grandissimo anno, perché comunque è un progetto di grandi ambizioni e sicuramente sarà difficile, sarà tosta ma siamo molto carichi».
Oltre agli schemi e alla condizione atletica, il fattore decisivo in questa fase resta la chimica di squadra. Prima di affrontare le prime uscite stagionali, costruire la giusta intesa nello spogliatoio fa tutta la differenza del mondo, come ha sottolineato l’esterno capitolino: «Ovviamente è una cosa che non può nascere nel primo mese, è una cosa che dovrà aumentare settimana dopo settimana. Ovviamente stiamo ancora aspettando tutti i giocatori, però l’identità deve essere la cosa principale. Il nostro imprinting verso un allenamento è la prima cosa, ma poi alle partite deve essere il “simbolo” della squadra: dovremo essere pronti, aggressivi, pieni di energia e questa dovrà essere la nostra forza principale, perché giocheremo contro squadre molto attrezzate con grandi nomi, quindi sicuramente sarà un campionato molto avvincente e difficile, ma noi vogliamo che la nostra sia una squadra che lotta. Sappiamo che questa società è appena nata, quindi anche il tifo inizialmente sarà un po’ minore del normale, ma vogliamo far innamorare i tifosi per come giochiamo, ci impegniamo e lottiamo su ogni pallone. Dovremo essere dei guerrieri. Sento delle belle “vibes” (termine Gen-Z per indicare in questo caso l’atmosfera, l’energia, la sensazione a pelle o lo stato d’animo trasmesso ai giocatori di Roma n.d.r.): sia i ragazzi sia lo staff tecnico sono molto carichi, abbiamo tutti una grandissima opportunità. Dobbiamo solo mettere quest’energia dentro la squadra ed il motore sicuramente si accenderà».